«Non ditelo a me che ci sono 12 mila lavoratori a rischio. Certe cose le diciamo da anni, quando arrivano i magistrati è la sconfitta della politica. Chiedetelo a quei governi e a quei governatori che per anni hanno fatto finta di niente». Angelo Bonelli, leader dei Verdi, sul caso Ilva è una voce fuori dal coro.
Nichi Vendola parla di «fondamentalismo ideologico», di «disprezzo reazionario verso l’industria».
«Vendola è fuori dalla tradizione ecologista. Gli chiedo: perché non ha fatto l’indagine epidemiologica? Perché non è stato istituito un registro di tumori? Un anno fa ha firmato l’autorizzazione ambientale integrata che ha gravi deficit. Non prevede il monitoraggio ambientale in continuo: anni fa, lui stesso disse che senza questo monitoraggio avrebbe chiuso l’Ilva».
Vendola sostiene che c’è un miglioramento. Non è eccessivo chiudere tutto?
«L’area a caldo è incompatibile con la città e va chiusa. Si facciano le bonifiche: chi inquina paga. Gli operai, come in Germania, diventino tecnici delle bonifiche. E Taranto sia area no-tax per cinque anni».
Un po’ tardi per i lavoratori.
«Il 50 per cento delle attività ha chiuso a Taranto. E pieno di disoccupati invisibili, esodati dell’inquinamento. Si faccia come Bilbao o Pittsburgh, che hanno avviato un processo di riconversione e di diversificazione».