“Il parlamento e la pillola abortiva – Mondi che dovrebbero restare divisi”

Giovanni Serafini

baulieuL’intervista a Baulieu, padre della RU486, oggi sarà a Roma
La data della conferenza era stata decisa da tempo: ma adesso, nel pieno della polemica, l’intervento di Etienne-Emile Baulieu assume un significato particolare. Il ‘padre’ della pillola abortiva, la RU486, sarà a Roma per partecipare all’ottava edizione del ‘Congress of the European Society of Ginecology’, che si apre stamattina. Risponderà alle critiche emerse nel mondo cattolico a proposito dell’utilizzazione della pillola (approvata a fine luglio dall’Agenzia italiana del farmaco). E spiegherà, da scienziato qual è, che la RU486 non solo non è pericolosa, ma si sta rivelando addirittura benefica per combattere varie malattie, come i fibromi dell’utero e alcuni tipi di cancro.

Il suo studio, nel quartier generale dell’ospedale KremlinBicetre dove da mezzo secolo esercita la sua attività di ricercatore, è tappezzato di libri e pubblicazioni mediche, un tavolo immenso coperto di fascicoli, due segretarie in perenne fibrillazione: a 83 anni il professor Baulieu è più combattivo che mai.
Professore, in Italia troverà un po` di bagarre sulla 486…
«Ah sì? E per quale ragione? E usata in tutto il mondo senza problemi. Perché l’Italia dovrebbe farle la guerra?».
Un argomento è che la pillola abortiva, stando alla prassi costatati negli ospedali italiani, viene identificata con l’aborto a domicilio.
«Il senso di questa critica mi sfugge. Una donna può benissimo prendere la RU486 a casa sua: quel che conta è che abbia avuto una prescrizione medica, che resti in contatto col medico e che in caso di problema vada subito a farsi controllare in ospedale».
Che cosa pensa della possibilità che il Parlamento, attraverso una commissione specifica, valuti l’opportunità di dare via libera alla RU486 e vigili sulla sua utilizzazione?
«Non vedo perché si debba chiamare il Parlamento a pronunciarsi: ci sono dei settori, come quello della medicina e della scienza, in cui la politica, alla pari della religione, non deve interferire».
Il capogruppo al Senato del Pdl, Maurizio Gasparri, ha detto che «sostenere che la RU 486 è un farmaco significa affermare che la vita è una malattia». Lei che ne pensa?
«Mi sembra un sofisma: la pillola serve ad aiutare le donne, è al loro servizio. Tutto il resto non conta».
Altra critica, mossa dal ministro per le Pari opportunità, Mara Carfagna: la pillola abortiva rischia di diventare un metodo anticoncezionale, con il pericolo che il numero degli aborti aumenti.
«Nego nel modo più assoluto che questa pillola abbia fatto crescere il numero degli aborti. Non è accaduto in nessun paese al mondo, compresa la Cina».
Come essere sicuri che la RU486 sia utilizzata sempre in modo corretto, evitando gli incidenti, alcuni dei quali mortali, avvenuti recentemente?
«Ma questo vale per qualunque medicina: tutti i farmaci possono essere pericolosi e avere anche effetti letali, se usati nel modo sbagliato».
Professore, lei è cattolico? E` credente?
«No. Io sono prima di tutto un medico». 
Può capire che un medico cattolico sia ostile all’aborto?
«Certo: ma le sue convinzioni personali non possono contare più della salute di un paziente».