
Roma. Per la prima volta in trent`anni di esistenza e in occasione del rinnovo parziale dei suoi componenti, dal Comitato consultivo nazionale di etica francese sono stati eliminati i rappresentanti religiosi. Tra le trentanove personalità che ne fanno parte (per statuto, cinque appartenenti alle principali “famiglie filosofiche e spirituali”, diciannove scelte per “competenza e interesse ai problemi etici” e quindici appartenenti al mondo della ricerca) non figurano più, dal 22 settembre, né il pastore protestante Louis Schweitzer né il rabbino Michaél Azoulay. In tempi di laieité di stato, a occupare i cinque seggi citati all`inizio sono stati chiamati altrettanti “specialisti” di questioni ebraiche, cattoliche, protestanti e islamiche. Così stabilivano i principi del Comitato all`epoca della sua fondazione, ha puntualizzato l`Eliseo.
Ma è impossibile non notare che tra i nuovi ingressi nel Cene spiccano personaggi noti per la loro vicinanza al presidente Francois Hollande, come l`avvocato socialista Jean-Pierre Mignard. E se al presidente della Repubblica toccano le nomine, è tradizione che le autorità delle diverse religioni siano almeno consultate, prima di scegliere chi dovrebbe rappresentarle in seno al Comitato. Stavolta, invece, e per la prima volta, si è preferito il fatto compiuto. “Il messaggio dell`assenza di religiosi è chiaro: si ritorna a una laicità muscolare”, ha protestato il pastore Schweitzer. L`esponente protestante pensa che si vogliano “far scontare ai rappresentanti religiosi le loro posizioni piuttosto ostili al mariage pour tous (il matrimonio omosessuale, ndr).
Escludendoli dalle riflessioni su questioni che riguardano la società, il governo impone una visione della laicità chiusa, a rischio di impoverire il confronto”. Secondo il rabbino Azoulay, aver stabilito che i religiosi, in quanto tali, non hanno voce in capitolo, significa considerarli, per natura, incapaci di entrare nel processo di “messa in comune delle convinzioni”. E` evidente il legame tra l`anomalo rinnovo del Cene e i prossimi dibattiti su eutanasia e procreazione medicalmente assistita per le coppie omosessuali (tema sul quale il pronunciamento del Cene è atteso per l`inizio del prossimo anno). Che il presidente Hollande e il suo governo abbiano voluto fabbricarsi in fretta un organismo consultivo assai più disponibile nei confronti degli orientamenti della maggioranza politica, è qualcosa di più che un sospetto malevolo.
L`obiettivo è evitare battute d`arresto nella marcia dei “nuovi diritti” previsti dall`agenda di governo. Perché, per esempio, non abbiano a ripetersi noie come quella rappresentata dal pronunciamento dell`ottanta per cento del Cene uscente, nello scorso giugno, contro una nuova legge che legalizzi l`eutanasia e il suicidio assistito (legge della quale il presidente è sostenitore). Lo stesso deputato dell`Ump che nel 2005 aveva firmato la legge sulla fine della vita ora giudicata insufficiente, Jean Leonetti, ha detto che “si fanno fuori i religiosi e si mettono dentro i militanti per uniformare i pareri del Cene a quelli del governo.
Invece di cambiare parere sulle grandi questioni etiche, il governo preferisce cambiare il comitato di etica! Francois Hollande non aveva già preparato la trappola, annunciando che, sulla procreazione medicalmente assistita, si conformerà al parere del comitato?”. Anche il Comitato nazionale di bioetica italiano – transitato indenne dal governo Prodi a oggi – è arrivato a fine mandato. La nuova nomina aspetta, chissà per quanto, tempi meno caotici per l`esecutivo.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.