Il caso di Eluana, cattolici divisi sul film «Bella Addormentata»

Corriere della Sera
Maria Antonietta Calabrò

«Bella Addormentata», il film di Marco Bellocchio, che racconta storie di vite e di morte, di scontri politici e di scelte drammatiche di uomini e donne sullo sfondo degli ultimi giorni della ragazza che è diventata il simbolo del dibattito sul fine vita in Italia, Eluana Englaro, è da ieri nelle sale, ed è già un caso. Presentato alla mostra di Venezia, ha suscitato le critiche del quotidiano dei vescovi Avvenire, ma a differenza di quanto ci si poteva attendere, non tanto per essere un esempio di cinema «a tesi», quanto per essere un film non realistico: cioè di essere un film che in fin dei conti trae spunto dalla vicenda Englaro, ma racconta una «non Eluana» e quindi una «non verità».

Eppure la Commissione nazionale di valutazione film della Cei non «boccia» Bellocchio. Quella proposta dall`organismo della Conferenza episcopale che dà «le pagelle» ai film è una valutazione pastorale articolata e aperta, in cui si possono riscontrare elementi positivi e critiche. Insomma, Bella Addormentata è giudicato, dalla Cei, un film «complesso, problematico, opportuno per dibattiti». E ancora si spiega che «il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria, ben tenendo presenti le ampie sfaccettature dei temi trattati, che chiamano in causa sensibilità civili e spirituali, sfere pubbliche e private, istanze politiche difficili e dolorose». Tanto che nella valutazione più strettamente «tecnica» dell`opera la nota Cei afferma: «Bellocchio costruisce quattro vicende che vorrebbero essere esemplari della complessità di un dibattito, che chiede certamente a tutti uno sforzo in termini di dialogo e di reciproco rispetto per superare contrasti ruvidi, aspri, scostanti che spesso non portano a niente».

Mina Welby, vedova di Piergiorgio, mentre da un lato sottolinea il giudizio della Cei, dall`altro, afferma: «Non possiamo aspettare i Bellocchio di turno per tornare a parlare di eventi così drammatici. Io invito il Parlamento a prendere atto dell`esigenza di un` indagine parlamentare sull`eutanasia clandestina, e la stampa tutta ad approfondimenti seri».

Il deputato radicale Maria Antonietta Farina Coscioni chiede invece che «il Parlamento sfrutti gli ultimi mesi della legislatura per fare una buona legge sul fine vita, non ci possiamo accontentare che sia stata accantonata quella votata dal Senato. E dovere del mondo politico affrontare questo problema che riguarda tutti i cittadini». Farina Coscioni lancia un`idea: «La nuova legge dovrebbe essere intitolata al cardinale Martini, perché lui è stato fortunato e ha trovato una mano pietosa, tutti devono potere avere la stessa possibilità».

Bella addormentata è «un buon film, ma a senso unico», è invece il commento di Fulvio De Nigris, fondatore dell`associazione «Gli amici di Luca». Per De Nigris, «presentare una persona in stato vegetativo talmente bella per essere in quella condizione, non aiuta ad alzare lo sguardo su un problema che coinvolge migliaia di famiglie. Nessuna loro storia di relazione, di comunicazione, di felicità e di voglia di vivere, viene rappresentata nella pellicola».

Anche per l`ex sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella, Eluana nel film «non è una persona, ma una bambola». Ma soprattutto Roccella respinge l`immagine dei politici di centrodestra che avrebbero votato la legge per «obbedire a Berlusconi». «Lo sanno tutti che c`era piena libertà di coscienza: la nostra è stata una mobilitazione per salvare una vita».

E lui il padre di Eluana come ha reagito dopo aver visto il film? «Mentre lo guardavo – ha raccontato all`Espresso – mi sono chiesto cosa avrebbe detto Eluana: "Marco, non sei grande, sei super!". Questo film è un grido di libertà che sembra il grido di mia figlia. E siccome solo i cittadini possono cambiare davvero le cose, questo film sarà utilissimo».