
MILANO — Da una parte i camici bianchi di trecento ricercatori, riuniti in convegno per difendere la sperimentazione animale, con in mano i palloncini blu e i volantini. Dall’altra, i cappucci neri delle felpe di una trentina di animalisti «armati» di fischietti, megafoni e bandiere con i teschi. Gli attivisti urlano, accendono fumogeni. Esibiscono immagini raccapriccianti dai test di laboratorio. Si rischia lo scontro, evitato soltanto grazie al cordone di sicurezza formato da poliziotti e carabinieri tra gli applausi degli scienziati. Pomeriggio di tensione, ieri a Milano, in occasione del convegno organizzato da gruppo di giovani medici e studenti, determinati a comunicare con i cittadini i benefici della sperimentazione animale. L’associazione Pro-test Italia — nata su Facebook, sulla falsariga dell’omonima organizzazione inglese — si è ritrovata alla Loggia dei Mercanti, a due passi dal Duomo, con l’obiettivo di «dare voce agli scienziati intimiditi dal crescente estremismo animalista». Il riferimento è al blitz del 20 aprile scorso nei laboratori di Farmacologia dell’Università di Milano per «liberare» alcuni animali, contro il quale sono state raccolte 5.000 firme della comunità scientifica europea. «Dobbiamo uscire dall’isolamento etico: è il momento di parlare alla gente, non siamo disposti a rinunciare ai nostri diritti» spiegano gli scienziati. Soprattutto giovani, impegnati per il progresso e la salute: «Senza ricerca su animali non avremmo avuto le terapie per il cancro al seno né l’insulina che salva la vita a milioni di diabetici» ricorda la presidente dell’associazione, Daria Giovannoni. Sul palco salgono i relatori, citano gli abbattimenti della mortalità e le leggi che già limitano la sperimentazione. Al muro, c’è un cartellone. «I farmaci non crescono sugli alberi». Ma le «parole di razionalismo» dei ricercatori, per tutta la durata dell’evento, vengono coperte dalle grida degli animalisti. «Vergogna, falsa scienza». Accusano: «Spaccare i crani significa progresso?». I turisti osservano stupiti, mentre i «pro-tester» guardano i contestatori: «Saremmo qui per comunicare, ma è impossibile».

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.