Il comunicato conclusivo dell’incontro (Tokyo, 18-21 aprile 2005) riafferma la posizione degli scienziati di ferma contrarieta’ alla clonazione a fini riproduttivi e considera “inaccettabile” qualsiasi tipo di produzione di organi e membri a partire da esseri umani generati su ordinazione.
Secondo Ruth Chadwick, professoressa di Bioetica dell’Universita’ britannica di Lancaster, gli scienziati raccomandano una buona regolamentazione sulle ricerche, piuttosto che la semplice proibizione. Gli scienziati chiedono anche che i governi non frappongano restrizioni all’accesso degli embrioni congelati eccedenti dalle tecniche di fecondazione in vitro, ricordando infatti che sono embrioni danneggiati o incapaci di trasformarsi in feti, nella maggiorparte dei casi. In genere questi embrioni vengono gettati nella spazzatura alcuni anni dopo la loro generazione in laboratorio.
Il comunicato conclusivo elenca una serie di critiche a queste restrizioni adottate in molti Paesi che “permettono l’uso di embrioni prodotti solamente entro una data limite scelta arbitrariamente o (…) non autorizzano ricerche ufficiali mentre garantiscono la liberta’ totale dei gruppi privati”. Il riferimento esplicito e’ alle politiche del presidente Usa George W. Bush che nel 2001 ha limitato i finanziamenti alle linee embrionali create entro quella data.