Fra SI e NO, lunga vita ai referendum

Cara Maria,

in questi ultimi giorni di campagna referendaria, il fronte astensionista ha dato davvero fondo a tutte le munizioni di cui poteva disporre per raggiungere l’obiettivo, che non è quello di opporre al Sì un chiaro No alle modifiche della legge 40, ma va molto oltre, e consiste nello svuotamento dell’unico strumento di democrazia diretta che il nostro ordinamento prevede come meccanismo correttivo e di controllo della funzione legislativa svolta dal Parlamento. Addirittura i Presidenti di Camera e Senato si sono inequivocabilmente espressi in questo senso, travalicando in tal modo la natura strettamente super partes e imparziale della carica che rivestono. A fronte di tutto ciò, a me pare che la situazione di “Far West”, di assenza di regole, da molti evocata come spauracchio rispetto alla fecondazione (peraltro immotivatamente, perché rimarrebbero norme e garanzie molto rigorose dopo i referendum), sia invece già in atto -ahinoi- proprio ai vertici stessi dello Stato. Ecco perché il comitato donneperilsi@yahoo.com (Comitato di Donne Laiche, Liberali, Radicali, Cattolico-Liberali), di cui faccio parte insieme a Margherita Boniver, Stefania Prestigiacomo e moltissime altre, ha deciso di rischiare un grosso evento: un concerto gratuito, reso possibile grazie alla mobilitazione di artisti, come Mariella Nava, Mietta, Dolcenera, Syria, Marina Rei, Dj Coccoluto, Eugenio Bennato, che con le loro canzoni hanno deciso di dare un segnale forte per il Sì alla vita, alla libertà, alla speranza. Una manifestazione che vedrà la partecipazione di diversi personaggi del mondo dello spettacolo, a partire da Giuliana De Sio, Anna Falchi e Luciano De Crescenzo, e si terrà il 7 giugno, in piazza Navona a partire dalle 21.00, in collegamento con l’altra grande manifestazione a favore del Sì, quella organizzata al Teatro Ambra Jovinelli, dal Comitato Promotore. Tutte le informazioni sul concerto sono disponibili sul sito http://donneperilsi.yahoo.it o chiamando lo 06.689791. Tante di noi sono arrivate alla politica e alla passione civile proprio attraverso l’incontro con la Piazza Navona che, nel 1974, festeggiava la vittoria civile del divorzio. La battaglia è per tanti versi la stessa, che prosegue ancora. Ci riproviamo insieme?

Avrei pubblicato, pubblicherò se ce ne sarà occasione, un appello per un concerto a favore del “no”: le ragioni degli uni e degli altri vanno ovviamente messe sullo stesso piano, quali che siano le convinzioni di chi cura questa rubrica. L’istituto del referendum, piuttosto in crisi negli ultimi anni, sembra aver ritrovato nuova linfa e un nuovo significato, come si evince anche dall’alta frequenza al voto registrata in Francia e in Olanda. Si tratta, com’è evidente, di temi e di situazioni diverse, e tuttavia credere nelle proprie opinioni, e soprattutto cercare di farsene una propria, mi sembra, di questi tempi, un non trascurabile valore.

Maria Latella