Fecondazione: Ferilli, intollerabile che la politica decida come e se avere un figlio

[inline:1]”Mi sento chiamata in causa come essere umano e in particolare come donna. Mi sembra intollerabile che questa maggioranza politica abbia deciso come e quando si possa fare un figlio, o magari impedire di farlo”. E’ quanto dichiara Sabrini Ferilli, testimonial scelta dal Comitato referendario per pubblicizzare le ragioni del si, in un’intervista a ”L’Espresso” in edicola domani. Spot radiofonici e pubblicita’ sulla stampa, per una testimonial che, come racconta nell’intervista, avrebbe voluto ”messaggi più forti, più aggressivi, più faziosi”, ma che ha poi ascoltato i consigli del Comitato che l’ha convinta delle ragioni della ”prudenza”.

Sabrina Ferilli, dalle pagine del settimanale d’attualità, racconta che avrebbe voluto girare anche degli spot televisivi: ”perché è da lì che puoi veramente farti capire anche dalle persone più semplici”.

”Quei signori possono fare le leggi che vogliono – continua la Ferilli – ma poi sarò io, Sabrina, che come migliaia di italiane di qualunque età, dovrei farmi impiantare per forza tre embrioni, non uno di più ne uno di meno. Sono io che potrei ritrovarmi tre gemelli, se gli embrioni dovessero attecchire tutti. O che rischierei di concepire un bambino malato, visto che la legge mi obbliga a mettermi nella pancia anche un embrione con alterazioni gravi, salvo poi, paradossalmente, darmi il permesso di abortire.
Questa e’ una cosa barbara che nessuna persona che ha rispetto di se’ può accettare”.

Sul tentativo della Chiesa di far fallire il referendum con l’arma dell’astensionismo, la Ferilli commenta: ” Ho apprezzato la Chiesa e il Papa che e’ appena scomparso per le sue battaglie contro la fame,le guerre,le ingiustizie sociali. Ma la Chiesa non può avere la pretesa di entrare nei drammi e dolori privati, non ha il diritto di imporre a un Paese intero le sue regole. Non succede in nessun altra nazione, perchè deve toccare proprio all’Italia?”.

”Io non sono certo un’esperta- spiega l’attrice – ma ho capito bene una cosa, che il progresso, quello buono, con la ‘P’maiuscola, che aiuta la gente a vivere meglio, ha dato alle donne questa possibilità in più di avere un figlio, e soprattutto di averlo sano. Perchè dovrei affidarmi alla Chiesa e a questo governo che vogliono togliermela, invece che alla scienza?”.

Sabrina Ferilli spiega dalle pagine di ”L’Espresso” che crede che molte donne condividano queste sue idee ”e non solo di sinistra, per fortuna. La pensa così anche il ministro Prestigiacomo, una donna coscienziosa. Ho visto che anche Veronica Lario, con grande senso di responsabilità, ha raccontato di aver abortito anni fa un feto malato di sei mesi, proprio per far capire che drammi potevano capitare alle donne e com’e’ inaccettabile averle ricacciate indietro”.

Sulla legge 40 la Ferilli precisa ”Vorrei abrogare le cose più intollerabili, ma qualche regola e’ giusto che ci sia. Va bene proibire la provetta alle mamme-nonne. E non sono favorevole a quel mercato che e’ l’utero in affitto.
Ma per il resto devono smetterla di perseguitare le donne, devono lasciarci libere di scegliere”.

Sabrina Ferilli, sposata da due anni, dice anche che, in caso di bisogno, ricorrerebbe senza problemi alla fecondazione assistita: ”Per ora sto tentando in modo naturale, ma se ci saranno difficoltà mi rivolgerò a un buon medico. Essendo una donna alla vigilia dei quarant’anni non ho intenzione di perdere troppo tempo. Ormai abbiamo imparato che l’orologio biologico non sta lì ad aspettare”.

L’attrice afferma che non avrebbe problemi a far sapere di aver concepito un figlio grazie alla fecondazione assistita: ”dando la vita ad un essere umano non commetterei un reato ne’ un peccato, ma farei una cosa bellissima, e proprio i cattolici, così attenti a difendere la vita, dovrebbero capirlo più degli altri. Qui si parla di un figlio -continua la Ferilli – non di un essere artificiale.
Non vedo che cosa avrebbe di diverso dagli altri bambini se l’ovulo della mamma e lo spermatozoo del papà si fossero incontrati in provetta”.

Sulla fecondazione eterologa però ammette: ”Personalmente non me la sentirei. Ma a chi invece vuole provarci bisogna dare i migliori medici, le migliori strutture”.

”Questi viaggi verso le cliniche estere a cui sono costrette tante coppie discriminano in modo intollerabile chi e’ abbiente e chi no. Sono una vergogna per il nostro Paese”.
Sul suo rapporto con il ”divino”, la Ferilli spiega: ”Sono laica, ma non sono atea. Ho imparato dai miei genitori di sinistra la tolleranza e la solidarietà. Mi piacerebbe che anche la Chiesa praticasse queste virtù”’.

Sui progetti futuri, fino alla scadenza del 12 giugno, l’attrice racconta: ”Cercherò tutte le occasioni possibili per dire alle donne che devono svegliarsi, fare propaganda e poi andare a votare quattro volte si. Non dobbiamo lasciarci mettere sempre i piedi addosso – continua l’attrice – accettare la parte di eterne colpevoli. Ma questi referendum non riguardano solo le donne, anche gli uomini desiderano diventare padri. E poi ci sono i malati – conclude la Ferilli – che aspettano nuove cure dalla ricerca scientifica. Bisogna fare fronte comune, per cancellare norme che feriscono la libertà di tutti”.