Fecondazione eterologa al via

Il Messaggero
Carla Massi

IL CASO Sono quasi cinquemila le coppie che in due mesi hanno chiesto di potersi sottoporre alla fecondazione eterologa. Quella che, da quando il 9 giugno la Consulta ha cancellato il divieto previsto dalla legge 40 del 2004, permette donazioni di gameti per avere un figlio. Da metà giugno, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della sentenza della Corte Costituzionale, queste coppie potranno accedere a questo tipo di procreazione anche nei centri italiani, sia pubblici che privati. Si tornerà, dunque, alle procedure che venivano seguite dieci anni fa. Come prima del varo della legge sarà lecita l`ovodonazione, mentre qualsiasi uomo fertile potrà consegnare alla banca del seme il proprio liquido seminale. Ovviamente in forma gratuita secondo le norme che regolano il sangue, gli organi e í tessuti. 

LE POLEMICHE  A pochi giorni dalla possibilità di eseguire la procreazione eterologa ristoppiano le polemiche che avevano accompagnato il verdetto della Consulta. Parlano di «vuoto normativo» civilisti ed esperti di diritto di famiglia che si sono incontrati ieri alla Camera organizzato da “Diritto mercato tecnologia”. Dalle relazioni è emerso che andranno, per esempio, disciplinati i contenuti degli esami di laboratorio richiesti per i donatori. Si apriranno, secondo gli esperti, anche problematiche sui criteri selettivi di chi dona che dovranno «comunque scongiurare forme di selezione a scopo eugenetico». Enrico Moscati dell`università di Roma Tre: «Le questioni che potrebbero sorgere in futuro riguardano anche lo stato giuridico di colui che nasce da fecondazione eterologa» Chiede un passaggio parlamentare re Eugenia Roccella, vicepresidente della commissione Affari sociali della Camera. «Servono regole certe, è impossibile tecnicamente partire se prima non vengono definite norme certe e uguali per tutti». Chi ha sempre lottato per riformare la legge 40 e abolire alcuni veti, come l’Associazione Coscioni, sostiene che tornando alla situazione prima del 2004 tornano automaticamente le stesse regole. 

 

L’ANONIMATO  «Nessun vuoto normativo – spiega l`avvocato Filomena Gallo segretario dell’Assoociazione – l`Itala ha recepito tutte le normative comunitarie per quanto riguarda la fecondazione quindi le tutele sono assicurate. Le linee guida sono quelle internazionali per quanto riguarda l`anonimato del donatore o la scelta da parte del medico che dovrebbe tenere conto delle caratteristiche di razza dei pazienti. Se poi si vorranno introdurre nuove normative sarà il Parlamento a decidere. Ma, per il momento, è possibile iniziare nei centri». Una polemica che si sovrappone alle serene dichiarazioni del ministro della Salute Beatrice Lorenzin che parla di «nuova era sanitaria e giuridica». Assicura che il ministero affronterà i diversi ambiti toccati dalla sentenza della Consulta. «La novità – aggiunge il ministro – non coinvolge solo aspetti sanitari ma introduce cambiamenti importanti in un quadro giuridico più ampio, riguardo alla filiazione e alla genitorialità». La battaglia dell`Associazione Coscioni dalla legge 40 si è spostata sull`utilizzo degli embrioni a fini di ricerca scientifica: ha annunciato di essersi resa «colpevole» di un reato «non ancora prescritto», quello di aver esportato all`estero due embrioni italiani da utilizzare nei laboratori. Ma, parole del tesoriere Marco Lappato, «erano troppo deboli e non è stato possibile adoperarli». 

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.