Farmacista obiettore: denunciato

Lavinia Di Gianvito

Aveva rifiutato di vendere il prodotto a una ragazza
Ha rifiutato di vendere la pillola del giorno dopo ed è finito sul registro degli indagati con l’accusa di omissione d’atti d’ufficio. L’indagato è un farmacista di via degli Ammiragli, all’Aurelio, che ha motivato il «no» con l’obiezione di coscienza. Ma la cliente – una ragazza – si è rivolta alla ginecologa che le aveva prescritto il farmaco, Lisa Canitano, presidente dell’Associazione Vita di Donna. Ed è stata proprio la ginecologa, insieme ad Alessandro Capriccioli, dell’associazione Luca Coscioni, a denunciare il rifiuto del farmacista.

Era il 22 novembre, un sabato, verso mezzanotte: «Ho portato in farmacia un’ulteriore ricetta – ha raccontato qualche giorno dopo Canitano – e una copia della dichiarazione dell’Ordine dei farmacisti secondo cui il diritto all’obiezione di coscienza non è riconosciuto alla categoria. Nonostante abbia consegnato questi documenti, il farmacista ha continuato a rifiutarsi». Quella sera la ginecologa ha pure chiamato la polizia, ma non c’è stato nulla da fare. Eppure la posizione della Federazione degli Ordini dei farmacisti è chiara: «I farmacisti – ha ribadito il presidente, Giacomo Leopardi – sono obbligati a consegnare nei tempi più brevi possibili il medicinale. L’obiezione di coscienza non è prevista». Altre due volte il rifiuto di dare la pillola del giorno dopo è finito a piazzale Clodio. Con denunce contro il San Giovanni e il Sant’Eugenio. Finora nessuna indagine è sfociata in un processo, ma solo perché la procura non è riuscita a individuare i medici che hanno rifiutato la pasticca. Nessuno dei magistrati che ha esaminato i fascicoli (due pm e due gup) ha sostenuto la validità dell’obiezione di coscienza. Una posizione che, se confermata, potrebbe dare a quest’ultima indagine un esito diverso.