Eutanasia, bufera sulla Lista Tosi «Segnale di morte»

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larena.it
E.S.

La clamorosa presa di posizione di tre esponenti in Consiglio comunale della Lista Tosi a favore della proposta di legge popolare per la legalizzazione dell’eutanasia, com’era prevedibile, sta suscitando polemiche roventi, dentro e fuori la maggioranza di Palazzo Barbieri. Secondo il consigliere regionale Stefano Valdegamberi, ex Udc e ora presidente del gruppo Futuro Popolare, nato dopo le ultime elezioni politiche, «dall’amministrazione comunale di Verona parte un messaggio diseducativo perché il suicidio volontario, qual è l’eutanasia, non dovrebbe essere considerato alla stregua di un diritto civile o persino di un valore». Mercoledì, in municipio, il radicale Marco Cappato, tesoriere dell’associazione Luca Coscioni, e i consiglieri comunali Giorgio Pasetto, Katia Forte e Donatella Bovo, sottolineando che la loro è una posizione «del tutto personale», avevano lanciato la raccolta di firme per poter presentare al Parlamento la proposta di legge per l’eutanasia. L’obiettivo dei promotori è raggiungere quota 50mila e finora i sottoscrittori, in tutta Italia, sono stati 25mila. Adesioni vengono raccolte anche in molti Comuni della provincia. Ma prese di distanza dall’iniziativa si registrano anche dall’interno della stessa maggioranza. «Mi dissocio con forza», scrive sulla propria bacheca Facebook Filippo Grigolini, Lista Tosi, presidente della seconda circoscrizione, «da qualsivoglia iniziativa, condotta da membri della lista politica a cui appartengo, che vadano nella direzione di favorire, divulgare e incentivare una cultura di morte mascherandola come dolce morte, fine vita dolce, diritto di scelta o altro». E con un altro post rincara la dose: «L’eutanasia è omicidio e chiedo una legge per inasprire le pene per chi ne fa apologia». Valdegamberi confessa di essere rimasto «allibito» nel leggere che «esponenti della lista Tosi promuovono l’eutanasia in un momento in cui è invece doveroso recuparare il valore assoluto della vita umana, dando motivi di speranza alle persone disperate invece che invitarle al suicidio». E continua: «Non abbiamo deciso noi di nascere e nemmeno abbiamo il potere di decidere quando mettere fine alla nostra vita. È proprio nelle situazioni più deboli e fragili dell’esistenza umana, che deve aumentare la vicinanza e la solidarietà delle istituzioni». Il consigliere regionale, infine, invita il Comune a lanciare «messaggi di vita e non di morte» e a non lasciare «sole e vulnerabili le persone soprattutto nei momenti di difficoltà e disperazione».

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.