“Sono una ragazza di 29 anni sposata, più che felicemente, con un uomo stupendo. Abbiamo scoperto di essere una coppia sterile e abbiamo iniziato una battaglia prima in Italia e poi all’estero per creare una nostra famiglia, con tanti bambini. Ci siamo privati di tutto (auto, casa di proprietà e vacanze) per questo nostro grande desiderio: sentire la Lorenzin o altri che dichiarano che, cancellato il divieto, oggi occorre una nuova legge per tutelare i figli anche da noi ci ferisce tantissimo. Purtroppo il nostro grande sogno non si é avverato ma speriamo ancora. Volevamo tanto chiedere allo Stato in cui viviamo di poter realizzare tutto, ma la Corte Costituzionale ha difeso i nostri diritti prima che ci rivolgessimo ad un Tribunale. Proverò a prendere appuntamento in questi giorni con un centro in Toscana ma ho paura che per noi fuori regione saranno ancora fermi fino a quando non sarà emanata la legge chiesta dalla Lorenzin e chi difende il divieto di eterologa….e intanto noi invecchiamo! La politica dovrebbe capire che il nostro problema principale é il tempo! Forse però non ha capito che noi coppie abbiamo smesso di rinunciare e chiediamo che le nostre libertà siano affermate. Abbiamo vinto! Se questo Governo che non vuole dire se sta con i malati, sappia che noi dalla nostra abbiamo la vostra forza, e la forza del diritto…. Vorrei ringraziarla perché l’associazione Luca Coscioni e le associazioni di pazienti non avete mai mollato, portando avanti una battaglia giusta per tante persone che si amano e che vorrebbero provare ad avere un figlio, qui in Italia. Le auguro una buona giornata!”
Questo messaggio è solo uno dei tanti che ogni giorno riceviamo all’Associazione Luca Coscioni. È possibile toccare il cuore di questa coppia, le speranze di poter guardare al futuro con dei figli, ma anche la consapevolezza che ci sono oggi dei diritti riconosciuti e affermati da un lato e dall’altro un Governo che acconsente il rinvio dell’esercizio di tali diritti ma che non può più limitarne in nessuna forma il riconoscimento e la vita.
Il via libera delle Regioni alla fecondazione eterologa nei centri pubblici e privati, in conformità alla sentenza 162 della Corte Costituzionale, rappresenta il fallimento di questo Governo e del Parlamento nel far rispettare un dispositivo costituzionale. Prima i tribunali, ora le Regioni hanno dovuto supplire alle mancanze e ai ritardi di chi avrebbe dovuto far applicare la decisione della Consulta nel minor tempo possibile. Se il Governo ha cercato di ritardare i tempi di applicazione delle tecniche, le Regioni italiane si sono attivate nel miglior modo possibile per non sbattere per l’ennesima volta la porta in faccia ai migliaia di cittadini che desiderano avere un figlio. Non si può più ritardare l’ osservanza della sentenza 162 e delle leggi in vigore nel nostro paese che prevedono garanzie sanitarie e di tracciabilità per coppia, donatore e speriamo tanti bambini.
Ora è il momento che anche il Ministro Lorenzin emani il Decreto ministeriale di aggiornamento delle linee guida della Legge 40, un atto amministrativo non una legge come previsto dalla legge stessa. Questo aggiornamento oggi Le sarà ancora più semplice alla luce del gran lavoro già fatto dagli esperti delle Società Scientifiche e dalle Regioni che per dare risposte concrete ai pazienti sono già intervenute.
Siano inoltre aggiornati i Livelli essenziali di assistenza entro il 31 dicembre( e con esso il nomenclatore), atto fermo al 2001 da cui sono escluse moltissime patologie tra cui l’infertilità e la sterilità, patologie ancora non riconosciute che vedono, solo grazie ai fondi stabiliti dalla Legge 40, l’applicazione delle tecniche di PMA nelle strutture pubbliche.
Ma soprattutto è il momento di cancellare gli ultimi divieti della legge 40: il divieto di accesso alle tecniche per le persone fertili ma portatrici di patologie genetiche e cromosomiche, il divieto di utilizzo per la ricerca di embrioni non più idonei per una gravidanza.
Il vento è cambiato, i cittadini sono consapevoli dei loro diritti e non rinunciano più all’esercizio degli stessi: è ora che la politica si faccia carico, come non fa da tempi, delle libertà troppo spesso limitate in materia di inizio e fine vita.
Per farlo hanno un appuntamento importante: l’XI Congresso dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, a Roma dal 19 al 21 settembre.
L’obiettivo è un tavolo di confronto sui temi silenziati dall’agenda politica: i diritti civili.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.