Embrioni

Paolo Randi
Certo che mai come in questi tempi, l’embrione umano è stato tanto discusso e inflazionato. Tutti ne parlano. In vario modo. Gran parte di scienziati ne parla perché vorrebbe essere autorizzata a sezionarlo, per poi usare le sue preziose cellule a scopi sperimentali, nella speranza che queste possano rigenerare tessuti malati del corpo umano. Gran parte di pazienti, con malattie degenerative, ne parla, sperando giustamente che tali sperimentazioni riescano. Ovvio e umanamente comprensibile. Gran parte di cattolici ne parla considerandolo un piccolissimo, ma animato, cioè con l’anima, essere umano, quindi sacro, indifeso ed intoccabile, fin dal primo momento del suo costituirsi. Grandi filosofi, teologi, tuttologi; sempiterni prezzemolini televisivi, grandi e meno grandi giornalisti, emeriti cardinali sempre sulla cresta dell’onda, politici e politicanti, opinionisti e soloni. Tutti a disquisire sul momento fatidico in cui nostro Signore inietta l’anima in ciò che diventerà un corpo umano. Anche il nostro Farrel, fra un collo d’oca e l’altro, presto si esprimerà in un suo responso. Per ora è arrivato al feto.

Qualcuno si avventura nel pensare che già con i primi sguardi fra due futuri amanti, qualcosa di animato sia già presente. Altri dicono che una mezza anima sia nello spermatozoo e l’altra metà nell’ovulo femminile, proprio come nel classico cuore spezzato di due innamorati; l’unione fra i due gameti originerà l’anima intera. Qualcun altro si appella a San Tommaso d’Aquino, Padre della Chiesa, che dà l’anima entrante nel feto al quarto mese di gravidanza. La Chiesa Anglicana e la maggior parte delle Chiese protestanti, dissentono dal considerare l’embrione già una persona. Per gli Ebrei l’embrione diventa gradualmente persona nel secondo mese di gravidanza, quando, diventato feto, cominciano a delinearsi i principali organi. La religione islamica dà l’animazione al quarantesimo giorno dal concepimento. Inch Allah.

Continuo a pensare allo sconcerto cerebrale della fatidica massaia abruzzese, che pensava di inserire spermatozoi, al posto degli spinaci, nelle sue fantastiche olive all’ascolana. Forse ora si sentirà un po’ antropofaga, e chiederà amleticamente al ruspante marito, “Non è ch’io sia sempre stata cannibala?