Diritti civili Il partito democratico ha approvato per la prima volta nella sua piattaforma il diritto alle nozze gay, ma in North Carolina sono illegali
Bisognava fingere. Quando nel 1971 Ellen Gerber e Pearl Berlin, entrambe ebree newyorchesi, si trasferirono nel sud degli Stati Uniti, in North Carolina, immaginavano di poter insegnare entrambe all`università. Pearl aveva ottenuto una cattedra, ed Ellen sperava di poter trovare lavoro nello stesso ateneo, ma le fu negato. «Siete troppo aperte», si sentirono dire, perché mostrando ai colleghi la nuova casa, non avevano finto che una di loro dormisse nella stanza degli ospiti.
«È così che si usava allora», racconta la 76enne Ellen mentre prepara le uova strapazzate e frigge il bacon per la colazione, indossando sulla T-shirt una spilletta con la scritta «LGBT for Obama». Pearl, 11 anni più grande di Ellen, annuisce, minuta e fragile, dalla sua poltrona. Nella loro casetta tra gli alberi a High Point, a due ore da Charlotte, le due donne spiegano che tutto ciò che vogliono è potersi finalmente sposare, dopo 46 anni di vita in comune.
Ascoltando queste due pensionate, un`ex insegnante e un`ex avvocato, diventate un simbolo in North Carolina, si capisce perché la convention democratica di Charlotte sia stata una vittoria per gay e lesbiche. Dopo anni di tentativi spesso fallimentari di ottenere attenzione, riconoscimento, diritti, il movimento è stato catapultato al centro della scena politica. La piattaforma del partito democratico ha approvato esplicitamente, per la prima volta nella storia, il diritto al matrimonio delle coppie gay, e il tema è stato toccato in molti discorsi, incluso quello della first lady Michelle. Così, se quattro anni fa l`elezione di Barack Obama fu agli occhi degli afroamericani il compiersi del sogno di Martin Luther King, per Ellen e Pearl i diritti dei gay sono il prossimo passo in una marcia che le ha viste in prima fila sin dagli anni Sessanta, al fianco dei neri, delle donne, dei, sindacati.
E venuto il loro momento? Quasi. La piattaforma non cambia i fatti: per legge le coppie dello stesso sesso possono sposarsi solo in 6 degli Stati americani più Washington DC. La North Carolina non è tra questi: lo scorso maggio si è unita ad altri 28 stati che, attraverso emendamenti alla Costituzione locale, definiscono il matrimonio una unione esclusiva tra un uomo e una donna, vietando le nozze gay. «Dopo una vita insieme, ti vedi negata la prospettiva di godere della reversibilità della pensione e dell`assistenza sanitaria», spiegano le canute fidanzate. E se anche si sposassero altrove, c`è una legge federale che consente agli stati di negare loro quei diritti.
Contro l`emendamento in North Carolina, le due innamorate sono scese in strada, baciandosi ad un comizio per infiammare la folla, facendosi ritrarre su cartelloni sull`autostrada in cui chiedono: «Dopo oltre 40 anni, non abbiamo aspettato abbastanza?». Ma hanno vinto i contrari. E paradossalmente, tra questi ultimi rientrano molti afroamericani sostenitori di Obama. «La loro Chiesa è tradizionalmente contraria. Ma dichiarando il suo appoggio alle nozze gay, il presidente sta ora consentendo alla comunità afroamericana di cambiare mentalità e prendere le distanze dall`omofobia. E una nuova rivoluzione».
Per «punire» la North Carolina, alcune associazioni gay avevano chiesto di spostare la convention da Charlotte. Ma nella festa del partito, conclusasi ieri, Ellen vede il segno di quanta strada si sia fatta. «Solo dieci anni fa, la sola idea delle nozze gay sembrava alla gente un`assurdità. Non avremmo mai potuto immaginare di arrivare dove siamo ora. Quest`anno, per la prima volta nella storia, una maggioranza di americani anche se risicata si è espressa in favore del matrimonio tra persone dello stesso sesso».
Subito prima della stanza da letto (e di quella degli ospiti), c`è lo studio dove Pearl e Ellen lavorano alle loro scrivanie, l`una ordinatissima, l`altra caotica. Poi, alle 9 in punto, si spostano in salotto, su due poltrone identiche, per guardare in tv Rachel Maddow, presentatrice lesbica sul canale liberai Msnbc. «Programmi come il suo sono un segno che i tempi stanno cambiando». Questione di tempo, ma la battaglia e ancora in corso. Ellen, l`avvocato, tiene d`occhio gli stati che hanno approvato le nozze gay per vedere se riusciranno a combattere emendamenti come quello della North Carolina. E intanto ha pianificato tutto: nozze in sinagoga, il rabbino conservatore si è convinto. «Non pensi al sesso – gli ho detto -, ma all`amore».