Alla fine saranno proprio due pazienti ferraresi i primi a varcare la soglia degli ambulatori allestiti nel nuovo ospedale di Cona, dove da oggi muoverà i primi passi la sperimentazione ‘Brave Dreams’, il più esteso e approfondito studio scientifico attualmente in corso, non solo in Italia, sulla ccsvi e sulla sclerosi multipla.
L’annuncio lo hanno dato ieri mattina il professor Paolo Zamboni, ricercatore dell’università di Ferrara e dell’azienda S. Anna, e il dottor Fabrizio Salvi, responsabile del centro di Neurologia dell’ospedale Bellaria di Bologna. Assieme al direttore dell’azienda Sant’Anna, Gabriele Rinaldi, hanno invitato giornalisti e rappresentanti istituzionali negli ambulatori del nuovo ospedale di Cona allestiti per seguire i 60 soggetti monitorati dal centro S. Anna-Bellaria, il primo tra i 19 che hanno aderito a livello nazionale (14 dei quali già autorizzati dai rispettivi comitati etici, 12 pronti per partire, tra cui Ferrara) ad accogliere i pazienti ammessi alla sperimentazione finanziata con quasi 3 milioni di euro dalla Regione Emilia Romagna.
Tre ambulatori, due dei quali completamente dedicati allo studio, saranno operativi al secondo piano dell’ospedale di Cona; a piano terra si trova invece la sala operatoria dove l’equipe del prof. Roberto Galeotti, radiologo interventista, effettuerà le angioplastiche che consentiranno di misurare l’efficacia della terapia. Altri due ambulatori saranno attivati nel centro di riabilitazione S. Giorgio di via Messidoro, dove saranno effettuati i test sulla mobilità. L’enfasi sui pazienti ferraresi ha una giustificazione. Per poter partecipare alla sperimentazione hanno dovuto ’emigrare’ a Bologna, presso il centro di Neurologia di Salvi, almeno due anni fa. Sono stati pochi («alcuni», ha detto Salvi) a compiere la scelta in tempo utile per essere ammessi allo studio, ma ci sono. Come è noto, i pazienti seguiti dal centro di Neurologia di Ferrara non possono partecipare all’indagine clinica in quanto nessun neurologo della struttura ha aderito al progetto Zamboni. Gli specialisti partecipano ad un’altra ricerca che è stata promossa dall’Aism, già avviata a livello nazionale (Progetto Cosmo). L’associazione però è entrata in collisione con l’equipe di Zamboni e la circostanza ha escluso da ‘Brave Dreams’ quasi tutti i pazienti assistiti a Ferrara. «In provincia gli ammalati di sclerosi multipla sono all’incirca un migliaio», precisava ieri il ricercatore ferrrarese, in Italia più o meno 60mila. Molti attendono di conoscere l’esito di ‘Brave Dreams’ ma ci vorrà tempo: almeno due anni per concludere lo studio su tutti i 687 soggetti che saranno reclutati nei prossimi mesi (l’arco temporale è di un anno su ogni paziente).
La trafila è definita: i soggetti saranno visitati da un neurologo che verificherà la loro scheda, entro due giorni saranno sottoposti aall’ecocolor doppler. Poi – se risulteranno in possesso dei requisiti fissati dal protocollo – subiranno l’intervento di radiologia interventistica che sarà eseguito dall’equipe del prof. Galeotti, sempre al S. Anna. Il pool di ricerca è composto da una decina di professionisti: chirurghi vascolari, radiologi interventisti, neuroradiologi, esperti di informatica, medici dello sport. Ieri hanno accettato di posare per la foto, l’unico vezzo che si sono concessi nella giornata dell’annuncio della partenza della sperimentazione Brave Dreams. Un contentino per giornalisti e fotografi, all’uscita della sala operatoria dove avevano appena finito di lavorare i radiologi interventisti Roberto Galeotti, che ha aggiornato la tecnica per rimuovere le ostruzioni nelle vene dei pazienti ammalati di ccsvi, ed Elisabetta Salviato. Sono sette gli specialisti che collaboreranno fianco a fianco col prof. Paolo Zamboni, del S. Anna, e col neurologo Fabrizio Salvi, del Bellaria, per la sperimentazione ‘Brave Dreams’. Erica Menegatti, dottorato di ricerca in Scienze Biomediche, è la ricercatrice con cui Zamboni ha messo a punto e descritto, primi al mondo, gli esami ecoDoppler del circolo venoso cerebrale. Tra i componenti del pool ci sono il neuroradiologo Stefano Ceruti, gli esperti di Medicina dello Sport Anna Maria Malagoni e Paolo Conforti, che saranno i rilevatori funzionali, e il dottor Mirco Tessari, che curerà la parte informatica.
Sollecitato dalle domande dei giornalisti Zamboni ha ricordato le difficoltà incontrate negli ultimi due anni e mezzo. «Abbiamo purtroppo dovuto riscontrare che nel consiglio scientifico dell’Aism siedono le persone che più ci hanno avversato in questi anni. E’ grande comunque la soddisfazione per l’avvio della ricerca», da dichiarato. La sperimentazione, in doppio cieco, ha come obiettivo la verifica del grado d’incidenza della ccsvi (Insufficienza venosa cronica cerebrospinale)nella sclerosi multipla e la valutazione dell’efficacia dell’angioplastica per la cura della malattia.
Alcuni giorni fa erano stati la presidente onoraria dell’associazione Ccsvi-Sm, Nicoletta Mantovani, e la presidente nazionale Gisella Pandolfo, a salutare con entusiasmo la partenza della sperimentazione. Ora si passerà alla fase operativa. La sperimentazione sarà seguita da alcuni ‘revisori’: l’ospedale Careggi (Firenze) per la lettura delle risonanze, la Bicocca (Milano) per la statistica, l’Istituto di Auxologia (Milano) per le rilevazioni funzionali e il Besta (Milano) per la validazione dei risultati.