De Poli: «Referendum sull’eutanasia»

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Enrico Santi

Dopo il gruppo consiliare della Lega, anche Antonio De Poli, senatore di Scelta civica e segretario regionale dell’Udc, interviene nel dibattito accesosi nella maggioranza di Palazzo Barbieri sul tema della legalizzazione dell’eutanasia. «L’eutanasia non può essere un diritto, la vita va difesa fino all’ultimo e a chi in questi giorni promuove la raccolta firme, noi rispondiamo che siamo pronti a dare battaglia con un referendum abrogativo». Nei giorni scorsi, a Palazzo Barbieri, tre esponenti della lista Tosi, Giorgio Pasetto, Katia Forte e Donatella Bovo, avevano presentato, insieme al radicale Marco Cappato, tesoriere dell’associazione Luca Coscioni, la raccolta di firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione dell’eutanasia. Contro l’iniziativa si era poi espresso il consigliere regionale Stefano Valdegamberi, ex Udc, fondatore di Futuro popolare. E attraverso una nota su Facebook, il presidente della seconda circoscrizione Filippo Grigolini della Lista Tosi si è dissociato dai colleghi della sua stessa formazione politica. Infine, a sancire la spaccatura nella maggioranza di Palazzo Barbieri, è arrivata la comunicazione del gruppo consiliare del Carroccio guidato da Barbara Tosi, sorella del sindaco. «La pratica dell’eutanasia», sottolineano i leghisti, «è contraria al principio di inviolabilità e sacralità della vita». Secondo De Poli prioritaria in questo momento «è l’emergenza economica e sociale» e «sui temi etici ci sono diverse sensibilità nel Paese di cui dobbiamo tenere conto». E sottolinea: «Siamo stati sempre e continueremo ad essere in difesa della vita che, per noi dell’Udc, rimane un valore non negoziabile». E avverte: «Se un giorno dovesse passare una proposta di legge pro-eutanasia, saremmo pronti a indire un referendum abrogativo». Grigolini a parte, invece, nel campo della lista Tosi, non si registrano prese di distanza. «Su questi temi», aveva evidenziato la stessa Katia Forte che in Consiglio comunale, nei mesi scorsi, si era fatta paladina del testamento biologico, «il sindaco ci garantisce piena libertà di coscienza». Lancia un appello ad abbandonare i toni da crociata e a discutere serenamente della questione, intanto, il consigliere tosiano Giorgio Pasetto, promotore in città della raccolta di firme sulla proposta di legge per la depenalizzazione dell’eutanasia. «Personalmente», confessa, «ho toccato con mano la sofferenza, lunga e immeritata, di mia mamma che ci lasciò per un tumore al cervello che la costrinse immobile a letto per circa 18 mesi. In quel periodo molto difficile», continua Pasetto, «pensai che non era giusto soffrire così tanto senza una speranza di miglioramento, e da quel momento ho maturato in “scienza e coscienza” che la legislazione italiana fosse inadeguata e non rispettosa della libertà di scelta individuale. Per questo», conclude, «mi sono fatto promotore della legge di iniziativa popolare per l’eutanasia legale, promossa dall’associazione Luca Coscioni e dai Radicali. Ritengo sia l’occasione per discutere, liberamente, ognuno con le proprie idee e con pietà laica o con sensibilità religiosa, di noi e della nostra fine».

 

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.