
La rete cambierà davvero il volto della ricerca? Tim Berners-Lee inventò il web allo scopo di rendere più facile la condivisione dei lavori di ricerca. Ma se internet ha avuto un impatto importante in campo scientifico, nel corso dei prossimi anni, l’avrà ancor di più, reinventando completamente il modo in cui gli scienziati interagiscono. «Tra 5-l0 anni la comunicazione tra ricercatori sarà irriconoscibile rispetto al modo in cui è stata portata avanti negli ultimi 400 anni, quando è stata fondata la prima rivista accademica» ha detto Richard Price, 31 anni, fondatore di Academia.edu, uno dei più importanti social network per ricercatori e docenti universitari. Il primo cambiamento sarà la “distribuzione” immediata di tutte le idee scientifiche. Alcuni siti, come arXiv, Academia. edu, Mendeleye ResearchGate hanno portato l’istantanea distribuzione di alcuni sotto-settori della scienza, e questa tendenza è destinata a contagiare tutti i campi della scienza. In pochi anni, dunque, gli scienziati condivideranno idee in forma di setdidati, video, modelli 3-D, programmi software, grafici, blog, aggiornamenti di stato e commenti relativi a tutti questi contenuti multimediali. Contenuti che si collegheranno tra loro attraverso link, e non attraverso la citazione, concetto che tra pochi anni suonerà come antico. Insomma, l’adozione completa del web da parte degli scienziati trasformerà inevitabilmente la scienza. Perché il mondo digitale non ha semplicemente introdotto nuovi strumenti nella comunicazione scientifica, ma ne ha letteralmente mutato la natura e la sua fruizione. Già con il passaggio dal web tradizionale a quello partecipativo il mondo delle relazioni ha preso il posto dei contenuti. Ed è in crescita il sistema di produzione delle informazioni che ha nella partecipazione spontanea e gratuita delle persone il suo motore (si veda l’articolo a sinistra). Il secondo cambiamento della scienza in rete riguarda lo stile, che sembrano tingersi di tanti social network, “in stile Facebook”. E nel nostro Paese si intravedono i primi test: il ministero della Salute, ad esempio, con la piattaforma “Italian Network for Health Research” connette i ricercatori biomedici italiani residenti all’estero allo scopo di creare un network che rafforzi i legami con il sistema Italia e faciliti percorsi di rientro; il Cnr ha invece allestito un social network aziendale “Cnr@work”, simile a Fb, per mettere facilitare le comunicazioni fra dipendenti e dipartimenti differenti, visibile e accessibile però anche agli esterni, ovvero comuni cittadini, tessuto imprenditoriale e istituzionale del Paese che desiderano avere informazioni di carattere scientifico.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.