“Corruzioni ripetute nella sanità lombarda”

La Repubblica
Emilio Randacio

Un primario in cardiologia ben introdotto nel mondo della politica. Ma anche un faccendiere «sprovvisto formalmente di occupazione» ma con «conoscenze vicine alla Lega Nord». Tutti pronti, secondo l’accusa, ad assecondare l’assegnazione di appalti pubblici a imprenditori compiacenti in cambio di mazzette. Sono i protagonisti dell’ultimo scandalo che rischia di scuotere, per l’ennesima volta, il palazzo della Regione Lombardia, travolto dalle inchieste dal 30 novembre scorso, quando in manette per bustarelle era finito l’allora vice presidente dell’assemblea del Pirellone Franco Nicoli Cristiani. Ieri mattina, gli uomini del Nucleo di polizia tributaria, su ordine dei pm Paolo Filippini e del procuratore aggiunto, Alfredo Robledo, hanno perquisito abitazioni e uffici di quattro indagati. L’ipotesi su cui si lavora è quella di corruzione e turbativa d’asta.

Nel decreto esibito dai finanzieri, si parla espressamente di episodi che dimostrano «l’esistenza di ricorrenti episodi corruttivi nel contesto di gare pubbliche indette nella sanità lombarda». Il riferimento, preciso, corre ai contributi erogati da fondi interprofessionali e dalla Regione. L’ennesimo filone che si occupa di pubblici ufficiali corrotti, nasce da una costola dell’indagine romana sugli appalti di Enac (l’Ente nazionale per la aviazione civile). Al pm della capitale, Paolo Ielo, l’imprenditore arrestato nel 2011, Vscardo Paganelli, racconta non solo di aver pagato esponenti del Pd per ottenere appalti nel settore dell’aviazione, ma aggiunge, con tanto di particolari, molto di più. Gestendo anche la società Fotetek (prodotti sanitari), Paganelli si autoaccusa di aver pagato anche mazzette a Milano. Diecimila euro, secondo il suo racconto, li avrebbe versati a un altro indagato, Ferdinando Azzarello, senza un lavoro ufficiale, ma amministratore di fatto dello lesta, l’Istituto europeo studi tecnologie avanzate. Il pagamento illecito sarebbe avvenuto vicino all’Hotel Principe di Savoia. Chi era il beneficiario? L’attuale consigliere della Lega Nord in Consiglio comunale, Massimiliano Bastoni. Il battagliero leghista (la sua campagna elettorale si è caratterizzata per attacchi violenti agli immigrati) al momento non è indagato, a differenza di Azzarello. La procura milanese ieri è andata a caccia di conferme al racconto dell’ex manager della Fotetek. Di certo quello che appare provato è che la mazzetta «era finalizzata a beneficiare delle conoscenze vicine alla Lega Nord», vantate da Azzarello e necessarie a introdurre l’imprenditore nella sanità lombarda, favorendolo nelle forniture ad aziende ospedaliere. Che Azzarello sia ben introdotto nel mondo ospedaliero, lo dimostra anche il fatto che tra gli indagati spicca il primario di cardiologia dell’ospedale Sacco, Maurizio Viecca. Allo Iesta, sostiene l’accusa, sarebbe stata concessa anche l’organizzazione di corsi di formazione per attività, in realtà, mai svolte. Nel mirino, il primario proprio in queste settimane starebbe organizzando un bando perla fornitura di pacemaker con l’intervento di Azzarello proprio per favorire gli interessi dell’imprenditore Paganelli. Sul filone che invece riguarda il governatore Formigoni e i rimborsi milionari che la Regione ha garantito alla Fondazione Maugeri, ieri i magistrati milanesi hanno dato parere contrario alla scarcerazione di Costantino Passerino, l’ex direttore amministrativo della fondazione arrestato il 13 aprile con l’accusa di aver creato provviste in nero da pagare al faccendiere Pierangelo Daccò.