Coppie di fatto, ecco il registro delle prese in giro

Libero
Maurizio Belpietro

Pisapia illude i gay e li lascia senza diritti

I lettori scuseranno se ho deciso di prendermi una vacanza e per un giorno evito di commentare l`andamento dello spread: non vorrei annoiare chi ci compra, ripetendo per la centesima volta quel che penso a proposito delle decisioni europee e delle ricadute che queste hanno sulla vita di tutti noi. Per questo delle dichiarazioni di Mario Draghi e della ridiscesa sotto quota 500 dei nostri titoli di stato si occupa oggi il vicedirettore Massimo de` Manzoni, che di Libero è una colonna.

Quanto a me voglio spendere due parole su una vicenda che in questi giorni ha tenuto banco sui giomali, spingendo addirittura la Curia di Milano a un intervento diretto. Si tratta della famosa questione del registro per le coppie di fatto che la giunta rosso arancione di Giuliano Pisapia ha deciso di votare ieri.

Spieghiamo subito di che si tratta: di un surrogato dell` atto di matrimonio, cioè di una specie di albo in cui chi non vuole o non può sposarsi può far annotare la propria unione.
I giornali per farsi capire l`hanno subito etichettato come l`elenco delle nozze gay e il provvedimento ha provocato polemiche in quantità. Non solo da parte del responsabile del servizio per la famiglia della Diocesi, ma anche del vicepresidente dei giuristi cattolici di Milano, il quale ha addirittura evocato il rischio di legittimare la poligamia.
Come se non bastasse, la delibera ha spaccato i poli, di destra e di sinistra: per cui alcuni esponenti del Pd si sono astenuti, non condividendo il provvedimento, ritenuto inutile e dannoso; mentre altri del Pdl hanno votato a favore in ossequio ai principi liberali.

Ma vediamo innanzitutto quali diritti dà questo albo. A quanto si capisce quasi nessuno. Nel senso, che dopo aver dichiarato di vivere insieme, i componenti della coppia non sono sposati, né hanno alcun vincolo legalmente riconosciuto. Se si è iscritti e si è in cerca di casa e se ne hanno i requisiti, si ottiene qualche punto in più nella graduatoria per l`alloggio popolare e, qualora si abbia bisogno di un sussidio di povertà, si può far presente di essere in due da soli. Per questo più che aprire la strada al riconoscimento delle coppie di fatto c`è il rischio che il registro dia il via libera alle coppie di furbi, i quali per avere casa e soldi, scavalcando altri aventi diritto nella lista, possono dichiarare di essere uniti, sapendo poi che le verifiche del Comune si fermeranno prima della camera da letto.

Insomma, queste unioni di fatto alla presenza dell`ufficiale dell`anagrafe mi paiono tanto unioni di finzioni: quella dell`amministrazione milanese che vuol far credere ai propri elettori di aver rispettato le promesse, quella dei movimenti gay che in questo modo fingono di aver ottenuto qualcosa che somiglia alle nozze.

Che si tratti di un matrimonio d`interessi, soprattutto propagandistici, lo dimostra il fatto che elenchi simili istituiti in altre città sono stati ignorati dagli omosessuali. Tempo fa Klaus Davi dimostrò che negli 82 comuni in cui esiste, l`anagrafe delle unioni civili è un fallimento, con sole 289 coppie gay. Addirittura, a Bologna in quattordici mesi non c`è stato nessuno che abbia sentito il bisogno di far parte della lista. Segno evidente che perfino le coppie dello stesso sesso, quelle che teoricamente dovrebbero vedere soddisfatte le proprie aspirazioni, coronando anni di convivenza con un simil matrimonio, hanno capito il bluff.

Che poi di presa in giro si tratti è dimostrato anche dal fatto che, invece di celebrare come abitualmente si fa con le coppie eterosessuali, per le unioni di fatto si è scelto un luogo appartato, lontano da parenti e amici e pure dal flash dei fotografi. Come se Pisapia fosse disposto a unire i gay in matrimonio, ma in uno sgabuzzino.
Fossi omosessuale, di fronte alla finzione, respingerei l`offerta: tenetevi la vostra unione che non unisce un bel niente, se non gli ipocriti e i venditori di fumo, che non so che farmene. Il sindaco, se avesse avuto coraggio, anziché montare un`operazione di propaganda, da avvocato qual è avrebbe dovuto predispone una legge di iniziativa popolare per il riconoscimento dei diritti veri delle coppie di fatto, come ad esempio quello all`eredità o alle cure della persona alla quale si è vissuti accanto.

Perché uno non è libero di lasciare i propri risparmi o la propria casa a chi vuole, anche se dello stesso sesso? E perché non può scegliere di avere al capezzale un gay invece dei parenti?Allora sì, Pisapia sarebbe stato un vero libertario e noi da persone leali ne avremmo dato atto, riconoscendo le ragioni della sua azione. Il sindaco al contrario ha preferito invece una strada un po` pelosa, così il convivente diventa un parente prossimo, poco più di un conoscente, uno della famiglia legato da vincoli affettivi, come un vecchio amico o un compagno di bisbocce. Uno che c`è sulla lista ma non per l`anagrafe e per tutto il resto. Uno con cui ci si congiunge nel sottoscala, senza darlo a vedere.

Perché con questo registro, l`unico diritto che è riconosciuto è quello alla beffa.