Comunione negata al figlio di Ted Kennedy per le sue posizioni pro aborto

Alessandra Farkas

patrick kennedy«Il mio vescovo mi ha negato il sacramento della comunione perché sono favorevole all`aborto». L`accusa lanciata al vescovo conservatore di Providence, Rhode Island, Thomas Tobin dal deputato democratico Patrick Kennedy, uno dei figli del senatore Ted Kennedy, ha sortito l`effetto sperato. E cioè rendere ancora più incandescente lo scontro sulla riforma sanitaria di Obama visto che la copertura delle spese per gli aborti da parte dello Stato resta uno dei nodi più controversi.

«Il vescovo mi ha ordinato di non prendere la comunione», rivela nell`intervista al quotidiano del Rhode Island The Providence Journal l`erede della più celebre famiglia cattolica d`America, «e mi ha detto di aver ordinato a tutti i sacerdoti della sua diocesi di attenersi a questa istruzione». Il terzogenito del senatore scomparso il 25 agosto scorso afferma che Tobin l`avrebbe accusato di «non essere un buon cattolico praticante» per via delle posizioni che il 43enne deputato ha assunto in qualità di pubblico funzionario, «in particolare per quanto riguarda la difesa dei diritti di coloro che sono favorevoli all`interruzione di gravidanza». L`intervista, precisa il giornale collegandola così al burrascoso scontro sulla riforma sanitaria, è stata rilasciata venerdì scorso e pubblicata ieri. Ma a smentire la cronologia di quel bruciante diktat è stato lo stesso Tobin. «Risale al 2007 il mio invito a Patrick Kennedy di astenersi dal fare la comunione a causa delle sue posizioni su alcune questioni morali», ha ribattuto il vescovo, che ha voluto così fugare ogni dubbio sulla sua presunta interferenza nel dibattito politico che sta attanagliando Washington. Nello stesso comunicato Tobin ha tenuto a precisare di «non aver mai affrontato questioni relative alla comunione di pubblici ufficiali con i pastori della mia diocesi». Ma il motivo, forse, è che non ce n`era alcun bisogno. La posizione del Vaticano su questo argomento è già sancita dall`articolo. 915 del Diritto Canonico che vieta la comunione agli «scomunicati e agli interdetti» e a tutti coloro che «ostinatamente perseverano in peccato grave manifesto». Nel 2004, alla vigilia delle precedenti elezioni presidenziali, un altro arcivescovo americano, Raymond L. Burke, si era pronunciato per il rifiuto della comunione all`allora candidato democratico alla Casa Bianca, John Kerry, anche lui cattolico e «pro choice». Nel giugno di. quell` anno, da Roma, l`allora cardinale Joseph Ratzinger aveva trasmesso alla conferenza episcopale degli Stati Uniti una nota con i «principi generali» sulla questione. In sostanza Ratzinger dava ragione ai vescovi intransigenti come Burke. Nessuno si è sorpreso, dunque, quando, in occasione del viaggio di Benedetto XVI negli Stati Uniti, nell`aprile del 2008, l`allora vescovo di New York Edward Egan condannò come «un atto blasfemo» la comunione fatta durante le messe papali, da John Kerry, Nancy Pelosi, Ted Kennedy e Rudy Giuliani. Secondo gli addetti ai lavori l`orientamento dei vescovi americani su questo punto tende ad essere più intransigente che in passato. Durante le ultime elezioni presidenziali Usa l`arcivescovo Charles J. Chaput di Denver, la città in cui il partito democratico lanciò ufficialmente Obama e Biden come candidati ha attaccato il cattolico Biden per aver appoggiato con vigore la sentenza Roe versus Wade della Corte Suprema, che ha aperto la strada all`aborto legale negli Stati Uniti.«L`appoggio dato da Biden al cosiddetto "diritto" all`aborto è una grave colpa pubblica – disse Chaput -. Penso quindi che per coerenza egli si debba astenere dal presentarsi a ricevere la comunione». Ma dopo che due cardinali autorevoli dell`ala conservatrice, Francis E. George, di Chicago, e il teologo gesuita Avery Dulles, si sono detti riluttanti a «fare dell`eucarestia un campo di battaglia politica», la conferenza episcopale decise di applicare volta per volta i principi richiamati da Ratzinger, affidando a ciascun vescovo la decisione.

@ 2009 Associazione Luca Coscioni. Creative Commons: Attribuzione 2.5