Bando di ricerca sulle cellule staminali embrionali, prof Angiolini: “è palese il difetto di istruttoria e la mancanza di libertà”

StaminaliDi seguito pubblichiamo la trascrizione dell’intervista fatta dalla giornalista Cristiana Pugliese, per Radio Radicale, al professor Vittorio Angiolini, sul ricorso presentato contro l’esclusione delle cellule staminali embrionali dal bando di finanziamento della ricerca.

Parliamo del nuovo bando relativo alla nuova ricerca sulle cellule staminali predisposto dal Governo. Lo facciamo insieme al professore Vittorio Angiolini, specializzato in bioetica e diritti umani che ha predisposto il ricorso. Ci spieghi la natura del ricorso e il perché di tante polemiche. “Il Ministero ha bandito, dopo averlo deliberato insieme alle regioni, un bando di ricerca sulle cellule staminali. Dopo di che questo bando contiene inusualmente il divieto dell’utilizzo per la ricerca delle cellule staminali embrionali umane, il cui utilizzo non è vietato in Italia né altrove. La cosa più curiosa è che

il bando prevede una collaborazione intensa, il 40% delle risorse è destinato a questo, con i laboratori statunitensi dove l’utilizzo delle cellule staminali è stato liberalizzato recentemente anche con finanziamenti pubblici. Non si spiega, per quante discussioni ci siano sulla diversa utilità delle cellule staminali embrionali adulte, perché non si sia lasciato questo dibattito ad una valutazione di merito dei progetti e si sia voluto in sede politica, da parte quindi di chi non è competente sulla scena, creare uno sbarramento: questo è insolito in un bando di ricerca pubblica”

Quali sono gli articoli a cui ci si può appellare per elidere questo divieto?

“L’articolo fondamentale è l’articolo 33 comma primo della Costituzione che stabilisce la libertà della scienza, come detto già altre volte dalla Corte Costituzionale: questo implica che le valutazioni della scienza debbano essere lasciate libere di esplicarsi anche dal potere politico pur avendo naturalmente il potere politico il diritto di esprimersi sulla base di ciò che la scienza dà come risultati. Qui il problema è proprio questo: individuato un tema di ricerca pretendi di mutilarlo di un pezzo, in questo caso quello delle cellule staminali embrionali, che fa parte scientificamente di quel tema di ricerca. È chiaro che tu togli la libertà della ricerca. Poi quel balletto tra le diverse autorità che hanno fatto a gare a dire di non essere state loro a inserire questo divieto la dice lunga su quanto ponderato sia stato dal punto di vista dell’istruttoria tecno scientifico l’inserimento del divieto, c’è quindi un palese difetto di istruttoria”.

Cosa accadrà se il Suo ricorso verrà accettato?

“Le domande relative a finanziamenti per la ricerca sulle cellule staminali embrionali umane saranno considerate al pari di tutte le altre e sottoposte al parere obiettivo degli esperti che devono giudicare quelle meritevoli di ricevere il finanziamento. È soltanto una garanzia di libertà di proposta della ricerca”.