Il “Codice Rocco” del 1930 – in piena era fascista – punisce fino a 15 anni di carcere l’omicidio di persona consenziente. La costituzione italiana vieta l’imposizione di un trattamento sanitario, mentre il codice deontologico obbliga il medico ad evitare sofferenze al paziente.
Di tutta evidenza, Gianfranco Fini ha scelto di dare animo e voce al Codice Rocco (e al contesto clerico-fascista nel quale il codice nacque) e di far prevalere il Codice Rocco sulla Costituzione.
Le Istituzioni Italiane hanno scelto il silenzio. Noi radicali non possiamo che confermare al nostro Co-Presidente la volontà di obbedire alla Costituzione e al rispetto della dignità umana, anche disobbedendo alla legge della tortura di stato e del codice fascista.