Un tribunale apre la strada per l’eterologa. E i parlamentari che fanno?

Il Tribunale di Firenze, infatti, si è appena espresso sul divieto di eterologa delle legge 40, rimandando la decisione alla Corte Costituzionale. Il giudice fiorentino Paparo  ha sollevato  la questione di legittimità costituzionale dell’articolo 4 comma 3 L.40/04 (che recita “è vietato il ricorso a tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo) per contrasto con l’art. 3 Costituzione che afferma il diritto al pari trattamento di tutti i cittadini, inclusa dunque la coppia, che si era rivolta all’associazione Luca Coscioni e che voleva accedere alla fecondazione eterologa.

Sarebbe ora compito dei neoletti Parlamentari della Repubblica intervenire urgentemente affinché non si debbano attendere ulteriori pronunciamenti della giustizia interna ed europea per consentire alle coppie italiane di accedere senza discriminazioni di sorta a un trattamento sanitario. Se invece il Parlamento rimarrà ostaggio di giochi politici che comprimono al minimo la libera iniziativa degli eletti, non ci resterà che che continuare ad operare affinché la Corte Costituzionale prosegua nel già avviato processo di armonizzazione della legge 40/04 alla Costituzione e alle norme europee sui diritti umani fondamentali.