Un gruppo di genitori di bambini e bambine con disabilità residenti nel territorio della provincia di Vibo Valentia, supportati dall’Associazione Luca Coscioni per la Libertà di Ricerca Scientifica, ha inviato una diffida formale ai Comuni di Vibo Valentia, Briatico, Joppolo, Nicotera, Parghelia, Pizzo Calabro, Ricadi, Tropea e Zambrone, chiedendo interventi urgenti per garantire l’effettiva accessibilità e fruibilità delle spiagge comunali.
L’atto, redatto dagli avvocati Maria Teresa Prestanicola e Alessandro Gerardi dell’Associazione Luca Coscioni, è stato inviato lo scorso 9 luglio, per conoscenza, anche al Presidente della Regione Calabria, On. Roberto Occhiuto, e all’Assessore al Welfare, dott.ssa Pasqualina Straface.
La situazione denunciata
Secondo quanto rilevato, le spiagge comunali del territorio risultano prive dei requisiti minimi di accessibilità. Mancano in particolare rampe e passerelle idonee per l’accesso alla battigia, un congruo numero di sedie JOB, servizi igienici adeguati, una opportuna segnaletica sui percorsi e informazioni sui servizi disponibili.
Questa carenza impedisce, di fatto, alle persone con disabilità motoria e alle loro famiglie, di accedere al mare in condizioni di sicurezza e autonomia, in violazione degli articoli 2, 3 e 32 della Costituzione, oltre che della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (ratificata dall’Italia con legge 3 marzo 2009, n. 18) e del D.P.R. 24 luglio 1996, n. 503.
Nella diffida si richiama anche un precedente giurisprudenziale rilevante: la sentenza della Corte d’Appello di Roma del 14 giugno 2023, n. 4279, che ha riconosciuto la natura discriminatoria della mancata eliminazione delle barriere architettoniche sul litorale di Sabaudia, qualificandola come discriminazione indiretta ai danni delle persone con disabilità.
Le richieste
I promotori dell’iniziativa chiedono ai Comuni destinatari di adottare entro 15 giorni dal ricevimento della diffida, tutti gli interventi necessari a garantire l’accessibilità delle aree demaniali destinate alla balneazione e a comunicare per iscritto, entro 10 giorni, le determinazioni assunte, gli interventi già adottati o programmati e i relativi cronoprogrammi di attuazione.
In caso contrario, i firmatari hanno annunciato che agiranno nelle sedi competenti per ottenere la cessazione della condotta discriminatoria.
L’iniziativa nasce dalla volontà di garantire a tutti i cittadini, senza distinzioni, il diritto di accedere al mare e di partecipare pienamente alla vita sociale e ricreativa del territorio, in condizioni di pari opportunità e nel rispetto della dignità della persona.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.