Sciopero medici: inserire la 194 nel contratto,oggi sciopero al contrario,gli incentivi non sono un tabù

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Silvio Viale

“I sindacati medici devono inserire la 194 nel contratto collettivo al fine di superare le criticità ed impegnarsi per garantire il numero, gli standard e la qualità degli interventi abortivi. Non è possibile che i medici che garantiscono l’applicazione di una legge dello Stato non siano considerati dai sindacati dei medici. Per questo oggi ho fatto uno sciopero al contrario e abbiamo effettuato 26 interventi abortivi.”

 

Questa la dichiarazione di Silvio Viale, il ginecologo torinese noto per avere introdotto la RU486 in Italia, che nel giorno dello sciopero nazionale della dirigenza medica per sollecitare il rinnovo del contratto di lavoro, chiede ai sindacati e al ministro di inserire nel contratto le modalità per garantire l’applicazione della 194 nel pieno rispetto della legge.

 

Silvio Viale, che è il responsabile del servizio per la 194 dell’Ospedale Sant’Anna di Torino, il più grosso complesso ostetrico italiano con 7.500 parti e oltre 4000 aborti, tra volontari e spontanei, ha proseguito:

 “Parlare di incentivi non deve essere un tabù. Accade tutte le volte che un lavoro è considerato critico, sgradevole e viene semplicemente evitato per le più svariate ragioni. L’attuale situazione tende a favorire l’obiezione e i medici disponibili a fare gli aborti sono considerati alla stregua di volontari. E’ ora che dopo 35 anni dalla sua entrato in vigore i sindacati medici affrontino la questione, svincolandosi dal menefreghismo dell’ordine dei medici e della politica. Il punto non è mettere in discussione l’obiezione di coscienza, ma il diritto delle pazienti ad avere il miglio trattamento nei tempi previsti dalla legge, con la possibilità di scegliere tra l’intervento chirurgico e quello medico. Per questo oggi ho scioperato al contrario, rinunciando alle ferie e stando accanto ai miei colleghi nei 26 interventi previsti, 12 chirurgici e 14 medici, 15 con l’ausilio della RU486, aggiungendo a questi i controlli, le informazioni e le prenotazioni di altre donne. Non si potrà mai risolvere la questione dell’obiezione di coscienza, depotenziandola di quella parte di compiaciuto boicottaggio della 194 da parte di molti, fino a quando non saranno i sindacati medici e l’ordine dei medici a farsi carico degli aspetti deontologici, morali e sindacali. Il contratto è la sede giusta per iniziare.”

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.