“Si dice che la realtà superi la fantasia, ma nel caso del Pertini di Roma possiamo dire che la realtà supera i divieti infondati. Pensiamo per un momento a una gravidanza in coppia sterile ottenuta con una doppia donazione eterologa? O a una donna che accetti di portare avanti una gravidanza per un’altra donna? Magari al posto di una donna con ovaie indenni che ha perso l’utero per un intervento chirurgico? L’unica differenza sarebbe la volontarietà o meno della condizione, ma non vi sarebbe alcuna controindicazione clinica o psicologica se si trattasse di una scelta dei protagonisti. Bisogna, quindi, onestamente ammettere che non vi sono motivi per permettere che coppie sterili possano avere gravidanze grazie a una doppia donazione di gameti o che una donna possa far nascere il figlio di un’altra coppia che non potrebbe avere la gravidanza. Paradossalmente l’errore del Pertini dimostra che i divieti sono infondati e ideologicamente sbagliati. Servono regole, ma soprattutto possibilità in più. Per quanto riguarda la situazione concreta, frutto della conseguenza involontaria di un errore, voglio ricordare che a 21 settimane di gestazione non è vero che in Italia non di possa più abortire. Al Sant’Anna di Torino, per esempio, il limite è a 22 settimane + 6 giorni, alla Mangiagalli di Milano a 22 settimane + 4 giorni. Ricordo che in Italia l’aborto si fa per tutelare la donna da un grave pericolo per la sua salute psichica e che, se la donna lo richiedesse, è possibile che una valutazione approfondita della vicenda comporti davvero un grave pericolo per la salute della donna maggiore di quello potenzialmente implicito nell’interruzione della gravidanza a 21-22 settimane. Dai giornali so che la donna è intenzionata a portare a termine la gravidanza gemellare, ma è giusto che sappia che l’aborto sarebbe ancora possibile qualora le incertezze future la inducessero a chiedere di porre fine a questa gravidanza. Non è vero che l’aborto si fa solo se il feto è malformato.”
Scambio embrioni- Viale: “Aborto ancora possibile. Errore involontario ha superato divieti infondati”

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.