Ru486, Mellano e Boni: da Storace non c’era d’aspettarsi altro; quello che preoccupa è il silenzio dei laici.

Occorrono subito dieci, cento ginecologi che replichino la sperimentazione di Torino in tutta Italia … e dieci, cento donne che ricorrano alla magistratura!

Torino, 21 settembre 2005

• Dichiarazione di Bruno Mellano (segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta) e Igor Boni (Comitato Nazionale Radicali Italiani)

“Con una rapidità e determinazione degne di miglior causa, il ministro Storace ha sospeso la sperimentazione della RU486; da un rappresentante della destra più conservatrice non ci si poteva attendere altro. Quello che preoccupa è il silenzio dei favorevoli all’aborto farmacologico; un silenzio che dura ormai da cinque anni, da quando l’équipe medica del S.Anna ha iniziato il complesso iter della sperimentazione; un silenzio che non è venuto meno in questi ultimi dieci giorni di sperimentazione concreta, che non ha avuto alcun effetto negativo sulle venti donne coinvolte.

Servono subito parole, dichiarazioni ed atti concreti; occorre che dieci, cento ginecologi presentino la proposta di sperimentazione di Torino nei loro ospedali; occorre che dieci, cento direttori generali di ASL supportino tale proposta, assieme agli assessori regionali.

L’Unione amministra 16 regioni italiane su 20; dimostri di essere alternativa al centro-destra in concreto, sostenendo un’iniziativa che incide sulla vita, sul dolore di centinaia di migliaia di donne italiane.

E ancora; vi saranno dieci, cento donne italiane che si rivolgeranno alla magistratura per chiedere l’attuazione della legge 194, che all’art. 15 prevede espressamente la possibilità dell’aborto farmacologico?”.