Risposta all’interrogazione sostenuta e sollecitata dalle Ass.:“Amica Cicogna ONLUS” e “Luca Coscioni per la libertà di

Attenzione e disponibilità del
Ministro STORACE per l’accesso alla PMA – L. 40/04 –
ai pazienti
affetti da HIV e patologie virali, per la TUTELA DEL NASCITURO.

Ieri, il ministro Storace ha risposto all’interrogazione Parlamentare
n. 5-04844 presentata in data 14 ottobre 2005, a prima firma On. Katia
Zanotti e sottoscritta da Parlamentari – di ogni schieramento – sulle
gravi conseguenze del divieto di accesso alla fecondazione assistita
per coppie non sterili colpite dal virus dell’HIV e patologie virali.

Prendiamo volentieri atto che, afferma l’On. Marco Cappato, segretario
dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica,
il Ministero della salute dichiari “la propria attenzione e
disponibilità per una attenta valutazione dei problemi della categoria
dei soggetti segnalata dagli interroganti”, ma, precisa Cappato, ci
desta perplessità leggere nel testo della risposta che il Ministro
sottolinei l’ efficacia e la validità sociale della legge 40/04, quando
tutti noi sappiamo perfettamente che non esistono dati ufficiali a
supporto di ciò, ed inoltre, continua Cappato, leggiamo nella risposta
che si parla di “possibili conseguenze a seguito delle tecniche di PMA,
per la salute dei nascituri”. Certo una conseguenza esiste: il nato da
tecnica di procreazione medicalmente assistita, eseguita per una coppia
sieropositiva, non sterile, è un bambino sano! E’ bambino che non ha l’
hiv.
Ma attualmente tale conseguenza felice, non è possibile in Italia
in base alla legge 40/04.
Aggiunge “l’Avv. Filomena Gallo, presidente
dell’Associazione di pazienti Amica Cicogna ONLUS” il Ministro non può
appellarsi alle linee guida che, si prevedono, l’obbligo di screening
per le patologie infettive, ma di fatto lasciano inalterato il divieto
di accesso alle tecniche per chi non è sterile ma ha solo l’hiv. In
base alla legge 40/04 il Ministro della Salute Storace, potrà,
aggiornare le linee guida periodicamente e nel caso specifico,
permettere l’accesso alle tecniche alle coppie non sterili, ma
portatrici di patologie virali e affetti da hiv, poiché la tecnica del
“lavaggio del seme”, tecnica precisiamo, consolidata e priva di rischi,
scoperta dall’immunologo Enrico Augusto Semproni, è una tecnica a
tutela del il nascituro e della gestante, che elimina la possibilità di
contrarre patologie e che prima del 2004, ha fatto nascere milioni di
bambini sani e ha fatto divenire mamme delle donne con partner
sieropositivo senza contrarre il virus. Non bisogna quindi fare
confusione, nel caso specifico, la tutela del nascituro è l’obiettivo
primario di accesso alla tecnica da parte delle categorie citate. Sia
rispettato dunque il diritto alla salute e il principio di uguaglianza.

Conclude l’On. Cappato, ci aspettiamo che alle parole segua presto un
provvedimento del Ministro Storace che risolva la problematica emersa.

Filomena
Gallo
Marco Cappato
Avvocato, Presidente Associazione Amica Cicogna
Segretario Associazione Luca Coscioni

Amica cicogna
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