Ricorso Welby: fissata un’udienza. Cappato, Bernardini, Berardo, Galli: “Su richiesta Welby sospendiamo sciopero fame”

Il ricorso è stato presentato per ottenere l’interruzione dell’accanimento terapeutico attraverso il distacco del respiratore artificiale sotto sedazione terminale. Fissata udienza per martedì. Cappato, Bernardini, Berardo e Galli: “Su richiesta di Welby, sospendiamo lo sciopero della fame”

Dichiarazione di:
Marco CAPPATO, Segretario Ass. Coscioni, Deputato europeo; Rita BERNARDINI, Segretaria di Radicali italiani; Rocco BERARDO, Vicesegretario Ass. Coscioni; Diego GALLI, Responsabile di radioradicale.it (che insieme a Morvan Ammannito, Andrea Pessarelli, Michele Longhi, Yasmin Raviglia ed Emiliano Silvestri hanno svolto per 16 giorni uno sciopero della fame, a cui hanno partecipato dal 23 novembre altri 730 cittadini)

“Giunti ormai al sedicesimo giorno di sciopero della fame, rendiamo noto che è fissata per martedì 12 dicembre alle 12 l’udienza del Tribunale di Roma (Prima sezione civile) sul ricorso presentato da Piergiorgio Welby per ottenere l’interruzione dell’accanimento terapeutico attraverso il distacco del respiratore artificiale sotto sedazione terminale.

Lo sciopero della fame – che ha coinvolto oltre 700 cittadini, parlamentari, medici e un Ministro – ha avuto finora l’obiettivo di ottenere dalle istituzioni una risposta su due punti sollevati dal co-Presidente dell’Associazione Coscioni: la nomina del Comitato Nazionale di Bioetica e, soprattutto, la possibilità per lui di interrompere senza dover soffrire la tortura che sta subendo.

Questa mattina, Piergiorgio Welby, dopo la nomina avvenuta del Comitato Nazionale di Bioetica e la fissazione dell’udienza con procedura urgente da parte del Tribunale Civile di Roma, ci ha chiesto di sospendere l’iniziativa nonviolenta di sciopero della fame. Anche in segno di rispetto per il giudice e gli operatori del diritto chiamati ad udienza il 12 dicembre, abbiamo deciso di accogliere la sua richiesta.

Nel farlo, esprimiamo a Piergiorgio la nostra più profonda gratitudine per avere avuto la forza di sopportare ormai da settantasette giorni una violenza atroce nella ricerca di tutte le strade della possibile legalità istituzionale e costituzionale

Vogliamo comunque confermare a lui la nostra ferma intenzione di aiutarlo a interrompere l’accanimento, anche assumendoci la responsabilità di disobbedire a un’interpretazione anticostituzionale e disumana delle leggi esistenti, appena ci sarà da lui richiesto.