Profilattici a scuola, Maddaloni si divide

Virgilio Napoli

Profilattici a scuola, Maddaloni si divide

La mozione del consiglio provinciale fa discutere: per alcuni, l’installazione dei distributori è inammissibile. Per altri, è un passo importante, cui deve seguire un corso scolastico di educazione sessuale. E Napoli sarebbe pronta?

l preservativo a scuola? Sì, ma con riserva. A Maddaloni, nel Casertano, il via libera da parte del consiglio provinciale alla mozione che prevede l’installazione di un distributore di contraccettivi negli istituti scolastici fa decisamente discutere. «Non è ammissibile – commentano sulla stampa locale alcuni genitori – che cose del genere siano palesate davanti ad una platea di ragazzi ancora immaturi. Necessario invece tutelare i valori cristiani che non possono essere tutelati con l’invito alla contraccezione».

Eppure, gli studenti sembrano interessarsi all’educazione sessuale, sollecitando l’introduzione in classe di un apposito corso e confessando a chiare lettere difficoltà ed imbarazzi nell’approfondire le tematiche sessuali. «Spesso – spiegano – ci rapportiamo al sesso in maniera sbagliata, non avendo l’esperienza e la maturità necessaria».

Considerazioni che appaiono decisamente in controtendenza rispetto ai dati delle indagini in materia: secondo la Società italiana di ginecologia e ostetricia il giovane italiano medio è disattento sulle questioni inerenti la sessuologia: per il 62% degli intervistati prendere precauzioni è compito della donna; il 50% considera l’educazione sessuale addirittura “una perdita di tempo”.
 In quanto ai distributori all’esterno delle scuole di Maddaloni, decisamente favorevole Domenico Letizia, segretario dell’associazione Luca Coscioni Casertana: «La sicurezza – sottolinea – è il fattore fondamentale di una sana sessualità, la prevenzione e l’educazione sono gli strumenti per far crescere e sviluppare una giusta e consapevole sessualità, ma assolutamente sì ai distributori davanti le scuole di Maddaloni».


A Napoli, intanto, ci si chiede se e quando le scuole cittadine siano pronte per l’esperimento: le gravidanze indesiderate, all’ombra del Vesuvio, sono ancora tante. Prevenzione ed informazione sembrano dunque essenziali. Anche e soprattutto a scuola.

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