Dichiarazione di Alessandro Capriccioli e Josè De Falco, Membri di Giunta dell’Associazione Luca Coscioni per la Libertà di Ricerca Scientifica
L’Associazione Luca Coscioni prende atto con interesse della richiesta di nuovi accertamenti da parte del GIP di Roma Claudio Mattioli, in relazione al procedimento contro tre medici romani del Policlinico Umberto I e del San Giovanni, denunciati da una donna cui avevano negato la pillola del giorno dopo.
Ci si augura che il rigetto della richiesta di archiviazione, finalizzato ad un ulteriore approfondimento dei fatti, dimostri che il comportamento di medici e paramedici, ispirato ad una dichiarata "obiezione di coscienza" per un farmaco che non è abortivo ma contraccettivo, configura in realtà una vera e propria "imposizione" della propria coscienza su quella altrui, e si risolve nell’illegale mancata erogazione della contraccezione di emergenza a danno della salute delle donne e della loro libertà di scelta.
Per questo, e allo scopo di evitare che il rispetto delle decisioni sulla maternità debba essere rimesso alla discrezionalità delle aule giudiziarie, l’Associazione Luca Coscioni ribadisce la necessità di abolire l’obbligo della ricetta per la contraccezione d’emergenza, e di far sì che la pillola del giorno dopo divenga un normale farmaco da banco, come avviene in molti paesi europei e negli Stati Uniti.
Le iniziative per l’abolizione della ricetta proseguono in tutta Italia con tavoli di raccolta firme e contestuale prescrizione del farmaco a scopo preventivo da parte dei medici dell’Associazione.
Per saperne di più;
Pillola del giorno dopo; il Pm non archivia il procedimento contro chi rifiutò la ricetta (L’Unità)
Pillola del giorno dopo. Altre indagini su obiettori (Repubblica)