Pannella interrotto sciopero della fame…

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GRANDE SATYAGRAHA
DOMENICA 5 E LUNEDI’ 6 FEBBRAIO

con Marco Pannella e Luca Coscioni
per i diritti costituzionali e democratici
per la difesa delle istituzioni
per la legalità della competizione elettorale

Ringraziamoci…

Siamo stati in tutto 716, con Luca e Marco, ad aver dato vita a questo Satyagraha “per i diritti costituzionali e democratici del popolo italiano, per la difesa delle istituzioni, per la legalità della competizione elettorale”…

Il “tesoro” di chi ha voluto pubblicamente dare il proprio nome e cognome partecipando a 48 ore (solo in pochissimi casi, 24 ore) di sciopero della fame o altre forme di lotta nonviolenta come l’autoriduzione delle terapie, rimarrà nell’archivio di questo sito. Così come rimarranno i messaggi con i quali alcuni hanno voluto spiegare i motivi dell’adesione alla lotta di Marco Pannella che per ben dieci giorni con un drammatico sciopero della sete ha rischiato – come dice lui – “la vita contro la morte” affinché le istituzioni ponessero fine all’odiosa, illegale, antidemocratica e incostituzionale discriminazione nei confronti della lista Rosa nel Pugno costretta a dimostrare la propria “consistenza” per poter accedere alla competizione elettorale pur essendo formata da forze politiche radicali e socialiste con rappresentanza parlamentare sia in Italia che in Europa.

Pur avendo dato vita – quell’iniziativa di Pannella – ad una sorprendente autoconvocazione di Camera e Senato, pur essendosi manifestata la volontà di 196 parlamentari della maggioranza di volere (attraverso la non partecipazione al voto) mettere in minoranza il Governo che sostengono, molti dei parlamentari dell’opposizione ai quali è stata data la possibilità di vincere hanno sciupato questa occasione di sanare un gravissimo errore non andando a votare. Per “incuria”? “Irresponsabilità”? “Slealtà”? “Malafede”? “Incapacità di fare battaglie di diritto”, come si è chiesto Marco Pannella?

Marco ha interrotto lo sciopero della fame. Attende, dall’Unione di centrosinistra spiegazioni e, magari, scuse per questo grave errore.

… E ora… chi può, chi vuole, chi ha fiducia in se stesso e in questa lotta, si iscriva, contribuisca ai soggetti dell’area radicale, ne abbiamo bisogno, insieme, per affrontare i prossimi, difficili mesi.

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TUTTI GLI INTERVENTI DI PANNELLA DI QUESTI GIORNI

Intervento di Marco Pannella sulla sua iniziativa di sciopero della sete: Interrompo fino a domenica pomeriggio, prima giornata del II° grande Satyagraha ‘italiano’

Intervento di Marco Pannella sulla sua iniziativa di sciopero della sete
L’intervento è stato dettato per “Notizie Radicali” (preghiera di citare la fonte) da Marco Pannella, che non ha avuto modo di rileggerlo e che comunque si augura sia accessibile nella forma e nei contenuti.

Roma, 1 febbraio 2006

Interrompo fino a domenica pomeriggio, prima giornata del II° grande Satyagraha ‘italiano’ (delle persone, della conoscenza, del vivere civile, delle Istituzioni), il mio sciopero della fame e della sete, che riprenderò nel momento stesso in cui si concluderà il “nostro” Congresso Nazionale SDI-Rosa nel Pugno.

Lo interrompo, fino ad allora, per 3 motivi principali:

1) Oggi, al Senato l’assenza del 40% almeno dei senatori di centro-sinistra (53/131) ha vanificato l’assenza del 49% dei senatori di centro-destra e ha donato al Senato la bocciatura della proposta della Rosa nel Pugno, generosamente appoggiata da alcuni compagni e compagne parlamentari dei DS e della Margherita.

Domani, alla Camera, ci sarà l’ora della verità, fra una maggioranza di Governo che, oggi, cercava di farsi battere ipocritamente, anche perché la maggioranza dei Senatori di FI viveva con grande sofferenza l’imposizione indecente di una politica indegna anche di un minimo rispetto per uno Stato di Diritto, e per la vita civile, liberale.

Allora, poiché lotto per proposte, e non per “protesta”, voglio che domani non vi siano falsi alibi – falsamente, ahimè, falsamente compassionevoli di passione civile e umana – a dar ulteriore “forza” al desiderio del potere di riuscire a vivere e vincere nel rispetto della sua propria legalità, che ho tentato di proporre con quei 17 chili di me, che in 9 giorni sono riuscito a dedicar loro, e a tutti, in luogo di “parola” e “immagine” mie negate da decenni alla democrazia italiana.

La splendida battaglia di questi giorni degli eletti SDI, oggi rappresentanti istituzionali della Rosa nel Pugno, è prova vissuta del recupero del socialismo di lotta sociale e vincente di Loris Fortuna, che rischia altrimenti di spegnersi come stanco richiamo liturgico-burocratico, vieto perché vietato, nel presente socialista e italiano.

2) Perché il mio Collegio medico è giunto all’estremo del suo impegno professionale, deontologico, culturale, umano, nel comunicarmi che, in scienza e coscienza, anche una nuova “bevuta” di alcunché (arance o urine) di per sé, non avrebbe più consentito loro di assistermi, e da stasera avrebbe dovuto declinare l’”incarico”.

D’altra parte il “farmaco” del quale avevamo bisogno, di tipo “esterno”, è stato negato con dna-antropologica scientificità dalla etnia oligarchica, imperante e putrefacentesi, prepotente in misura geometricamente potenziata dalla sua impotenza, a due “velocità”.

3) In modo per una volta straordinariamente duro e ripetuto, un opinion-leader come Mannheimer ha voluto pubblicamente affermare, mettere in guardia da, una “evidenza” letteralmente “incredibile”. Della Rosa nel Pugno, nemmeno una piccola parte dell’”osso duro” mezzosecolare radicale è informata. E’ il risultato di cinquanta, di venti anni, di semestri recenti, per i quali la classe oligarchica dominante vive come ossessione malefica la conoscenza (della quale i loro popoli disarmati sono in rischio perenne di indemoniarsi), da scongiurare, comunque annientare, spegnere.

Le sole 4 parole, l’altra sera, di Vasco Rossi, deve averli sconvolti e decisi una volta di più con rabbia impotente e quasi inconsapevole a farla finita.

ORE 10.15: IL BOLLETTINO MEDICO SULLE CONDIZIONI DI MARCO PANNELLA. Roma, 1 febbraio 2006

Gli esami ematochimici effettuati questa mattina, confrontati con quelli di ieri sera, evidenziano un ulteriore e rapido incremento degli indici di disfunzione renale (creatinina 1.44 mg/dl, azotemia 105 mg/dl) e di iperviscosità ematica (sodio 151 mEq/l, emoglobina 16.7 g/l).

Il deterioramento dei parametri di laboratorio, ovviamente non inatteso, conferma il Collegio medico nel rilevare la gravità della compromissione cardiocircolatoria già ieri riscontrata e tuttora presente.

Nonostante una terapia cardiologica con farmaci betabloccanti, persiste infatti una tachicardia sinusale di base che si accentua in posizione ortostatica e si associa a marcata ipotensione. Il dimagrimento osservato nell’arco di 10 giorni è stato di 17 Kg.

Il Collegio medico ribadisce al paziente la prescrizione di riprendere la regolare alimentazione, a rimanere in completo riposo in posizione sdraiata e a provvedere al ricovero in ospedale. Il Collegio medico ritiene di non poter assolutamente essere altrimenti in grado di continuare a fornire all’on. Marco Pannella la sua assistenza, e a rassegnare le dimissioni dall’incarico ricevuto.

Il Collegio Medico:
Prof. Claudio Santini, Primario Medicina interna, Ospedale Vannini – Roma
Prof. Gerardo Ansalone, Primario Cardiologia, Ospedale Vannini – Roma
Prof. Giovanni Stirati, Neurologo, Primario Nefrologia, Policlinico Umberto I – Roma
Prof. Gianni Testa, Primario di Rianimazione, Ospedale Vannini – Roma

Legalità delle elezioni: Pannella prosegue lo sciopero delle sete

Pannella: censura nei telegiornali della notte e della mattina

Mia lotta è per diritto degli italiani ad essere informati.
Non abbiamo avuto un secondo ne’ del 42% del tempo della sinistra, ne’ del 58% della destra.

Roma, 1 febbraio 2006

Non posso seguire le prescrizioni dei miei medici. Considero intanto grave e sintomatico il fatto che perfino le ultime notizie che mi riguardano siano state censurate nei telegiornali della notte e della mattina: non si voleva, forse, togliere spazio alla sceneggiata in corso, con Berlusconi da una parte e gli altri che gli rispondono.

Noi non abbiamo avuto un secondo ne’ del 42% del tempo della sinistra, ne’ del 58% della destra, e la nostra battaglia non è per noi della Rosa nel pugno, ma per il diritto di tutti gli italiani ad essere informati.

Ore 7.30: il bollettino medico sulle condizioni di Marco Pannella

Roma, 1 febbraio 2006

Nonostante le indicazioni poste nella serata di ieri, l’onorevole Marco Pannella ha proseguito nella notte la sua totale astensione dall’assunzione di liquidi e alimenti. Questa mattina presenta un’ipotensione ortostatica ancora più marcata (pressione sistolica di 90 mmHg) con una frequenza cardiaca di 110 battiti al minuto; la frequenza cardiaca persiste elevata anche in posizione sdraiata.

Alla luce di quanto sopra si raccomanda al paziente di mantenere costantemente la posizione clinostatica, sospendendo pertanto ogni tipo di attività, di riprendere immediatamente l’introduzione di liquidi e di provvedere al ricovero in Ospedale per poter affrontare tempestivamente eventuali possibili complicanze.

Il Collegio Medico:
Prof. Claudio Santini, Primario Medicina interna, Ospedale Vannini – Roma
Prof. Gerardo Ansalone, Primario Cardiologia, Ospedale Vannini – Roma
Prof. Giovanni Stirati, Neurologo, Primario Nefrologia, Policlinico Umberto I – Roma
Prof. Gianni Testa, Primario di Rianimazione, Ospedale Vannini – Roma

ORE 22.00: IL BOLLETTINO MEDICO SULLE CONDIZIONI DI MARCO PANNELLA

Roma, 31 gennaio 2006

Gli esami ematochimici effettuati questa sera, documentano una ulteriore, lieve compromissione della funzionalità renale (creatinina 1.3 mg/dl, azotemia 91 mg/dl) ed un aumento della viscosità ematica (sodiemia 150 mEq/l, emoglobina 16.8 g/l). L’ECG a riposo non mostra sostanziali variazioni rispetto ai precedenti, ove si escluda una tachicardia sinusale. La pressione arteriosa è di 120/mmHg. Tuttavia in posizione ortostatica si assiste ad una drastica variazione delle condizioni cardiocircolatorie con marcata ipotensione e tachicardia.

Questi parametri clinici rappresentano per il Collegio medico elementi di forte preoccupazione, potendo determinare a breve complicanze cardiache, cerebrali o renali gravi ed incontrollabili. Si invita di nuovo l’on. Marco Pannella a riprendere subito una corretta idratazione ed alimentazione. Data la instabilità cardiocircolatoria, si suggerisce comunque l’immediato ricovero in ambiente ospedaliero.

Il Collegio Medico:
Prof. Claudio Santini, Primario Medicina interna, Ospedale Vannini – Roma
Prof. Gerardo Ansalone, Primario Cardiologia, Ospedale Vannini – Roma
Prof. Giovanni Stirati, Neurologo, Primario Nefrologia, Policlinico Umberto I – Roma
Prof. Gianni Testa, Primario di Rianimazione, Ospedale Vannini – Roma

31 gennaio 2006

• da una nota di agenzia letta a Radio Radicale

La Rai garantisce l’impegno “a fare la sua parte per dare riscontro” alle richieste della Rosa nel Pugno di dare spazio sulle reti del servizio radiotelevisivo pubblico alle iniziative dell’alleanza e di Marco Pannella.

L’assicurazione è arrivata dallo stesso presidente della Rai, Claudio Petruccioli, che è intervenuto ad una conferenza stampa alla quale hanno partecipato, oltre allo stesso Pannella, Emma Bonino, Enrico Boselli e Ugo Intini.

Nell’incontro con la stampa Pannella ha ribadito quanto espresso nella lettera inviata ieri a diversi interlocutori istituzionali, e cioè che lo sciopero della fame e della sete per ora proseguirà.

Petruccioli è intervenuto par esprimere il personale affetto a Marco Pannella. Come presidente dell’azienda e in accordo con il direttore generale – ha aggiunto Petruccioli – sono anche qui per dire che siamo pronti a dare pienamente seguito alle sue richieste e a sottolineare l’impegno della Rai a fare la sua parte”. Quindi il presidente Rai ha chiesto alla Rosa nel Pugno di “designare un proprio rappresentante con cui prendere contatti per consentire di dar seguito a questo impegno”.

Petruccioli ha sottolineato di non ritenere, in questo modo, che “la Rai possa chiedere di cancellare così i suoi precedenti peccati: è solo un modo preciso – ha concluso – per rispondere ad una domanda precisa”.

PANNELLA: SIGNORI, CERTO POTETE PRESIEDERE, SENZA APPARIRE, AD UNA ELIMINAZIONE IN DIFESA DELL’OLIGARCHIA ITALIANA E CONTRO LA VITA DEL DIRITTO E IL DIRITTO ALLA VITA DEL POPOLO ITALIANO.

Roma, 30 gennaio 2006

Al Garante delle Telecomunicazioni Corrado Calabrò
Al Presidente della Commissione di Vigilanza
Al Presidente e ai Consiglieri di Amministrazione della Rai-Tv
Al Presidente del Consiglio On. Silvio Berlusconi
Al Ministro delle Comunicazioni, On. Mario Landolfi
E, p.c. All’Onorevole Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi
All’ordine Nazionale dei giornalisti italiani, ai suoi Direttori.

Signor Garante, Signori Onorevoli Presidenti, Signori Consiglieri e Onorevole Ministro,

registro l’importante risultato delle richieste di autoconvocazione delle Camere da parte di tanti Onorevoli parlamentari, deputati e senatori. Questo mi onora, mi conforta e mi conferma nella convinzione che quando le istituzioni compiono l’errore di non essere diritto e legalità, spetta ad ogni cittadino il dovere di cercare di dar loro corpo perché tornino ad essere Legge e Democrazia. Non posso ancora valutare a pieno l’esito finale di questa iniziativa, ma spero ardentemente (non è solo metafora 🙂 !) che, con un sostegno e non con ostilità del Governo, sia superato il gravissimo errore che un paese esausto subisce.

Mi corre però l’obbligo di preavvisarvi del fatto che lo sciopero della sete e della fame, estrema iniziativa di dialogo e di rispetto del potere e del suo personale, non potrà essere concluso positivamente e senza ulteriori dolorosi costi e danni ove io dovessi accettare la tanto proterva quanto ormai abituale negazione di ogni diritto delle donne e degli uomini di questo paese, alla conoscenza – e quindi al giudizio ed alle scelte consapevoli conseguenti – delle lotte per delle conquiste civili, per possibili scelte che possono fortemente onorare le massime istituzioni ed il paese tutto, come è proprio dei regimi oligarchici e autoritari, e non democratici e liberali, in definitiva non Stati di Diritto e non Democrazie.

DI CONSEGUENZA NON POTRO’ COMUNQUE CONQUISTARE UN ESITO NOBILE E POSITIVO DELLA MIA INIZIATIVA NONVIOLENTA, OGGI FATTA PROPRIA NELLA SOSTANZA DA TANTA PARTE DEL PARLAMENTO REPUBBLICANO, SE NON AVRO’ PREVENTIVAMENTE E PUBBLICAMENTE OTTENUTO CHE NEI GIORNI IMMEDIATAMENTE SUCCESSIVI ALL’AVVENUTA CONVOCAZIONE DELLE CAMERE, NON AVRO’ OTTENUTO DI POTERE INFORMARE L’OPINIONE PUBBLICA DI QUANTO E’ ACCADUTO E STA ACCADENDO IN MODO ALMENO CONSISTENTE, SEPPUR MARGINALE RISPETTO AI CONNOTATI DELLA INFORMAZIONE PUBBLICA E PRIVATA NEL REGIME ITALIANO. A TITOLO DI ESEMPIO: SE NON MI SARA’ CONSENTITO DI PARLARE IN MODO ADEGUATO E SERENO AD ALMENO UN DECIMO DEI CITTADINI CHE HANNO ASCOLTATO IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO O UN QUINTO DI QUELLI CHE ABBIANO POTUTO ASCOLTARE I QUATTRO PERSONAGGI CHE RISULTANO ESSERE I QUATTRO SUCCESSIVI.

LO RIPETO: HO NECESSARIAMENTE SETE E FAME ESTREMA DI OTTENERE QUESTA GARANZIA, E NON POTRO’ RITENERMI MORALMENTE E POLITICAMENTE AUTORIZZATO A CONCLUDERE POSITIVAMENTE QUESTA ENNESIMA LOTTA CIVILE PER LO STATO DI DIRITTO, PER LA DEMOCRAZIA, PER INTERROMPERE LA FLAGRANZA DELITTUOSA TROPPO FREQUENTE ANCHE DELLE ISTITUZIONI E DEGLI ISTITUTI DI GARANZIA SUL LORO STESSO FUNZIONAMENTO.

BASTEREBBERO, SIGNORI, UN INCROCIO DI TELEFONATE, MAGARI NOTTURNE, FRA ALCUNI DI LORO PERCHE’ QUESTO FOSSE POSSIBILE ED ASSICURATO. SEGNALO PER ESEMPIO L’OPPORTUNITA’ CHE SI MANIFESTI A RADIO ANCH’IO O EQUIVALENTE UN’ECCEZIONE ALLA REGOLA E AL GOVERNO DI REGIME DI RADIO-RAI. ED A PRESENZE IN TRASMISSIONI DI BUON ASCOLTO E DI SERENO SVOLGIMENTO PER RAGGIUNGERE FORSE LE VETTE RAPPRESENTATE DAI PUNTI DI RIFERIMENTO QUI SOPRA PRESCELTI.

VI FORMULO AUGURI INTENSI: LA POSTA IN GIOCO E’ DI CERTO GRANDE. SBARAZZARSI IN MODO ESEMPLARE DI UN DISSIDENTE O DI UN OPPOSITORE LIBERALE, SOCIALISTA, LAICO, RADICALE, ORMAI, POTREBBE ESSER DIVENUTO, ANCHE SE A VOSTRA DISPERANTE INSAPUTA, UNA VOSTRA NECESSITA’.

Vostro,
Marco Pannella

Roma: ore 14, conferenza stampa di Marco Pannella a Montecitorio

Roma, 31 gennaio 2006

ALLA CONFERENZA STAMPA CHE TERRO’ OGGI 31 GENNAIO ALLE ORE 11.15, ALLA SALA STAMPA DELLA CAMERA DEI DEPUTATI, HO ALL’ULTIMO INVITATO AD ASSITERVI, ED EVENTUALMENTE PARTECIPARVI, ALCUNI SENATORI A VITA E ALTRE PERSONALITA’.

IL PRESIDENTE ANDREOTTI MI HA ASSICURATO CHE VERIFICHERA’ GLI IMPEGNI GIA’ ASSUNTI A LIVELLO ISTITUZIONALE E CHE SARA’ LIETO DI RIUSCIRE COMPATIBILMENTE CON QUESTI AD INTERVENIRE.

SARA’ SICURAMENTE PRESENTE EMANUELE MACALUSO ED ALTRI CHE ENTRO LE ORE 10 SARANNO COMUNICATI

Ore 13: il bollettino medico sulle condizioni di Marco Pannella.

Roma, 29 gennaio 2006

Dopo 155 ore dall’inizio del digiuno totale, interrotto ieri dall’assunzione di tre bicchieri di spremuta d’arancia, le condizioni dell’On. Pannella si mantengono stabili. In particolare, nelle ultime ore non si sono osservati episodi tachi-aritmici ne’ rilevanti anomalie pressorie, fatta salve una costante ipotensione ortostatica. Gli esami ematochimici effettuati questa mattina hanno documentato una lieve riduzione dell’azotemia e della chetonuria (probabilmente in relazione con l’assunzione di liquidi sopra menzionata), sebbene siano presenti iniziali segni di iperviscosità del sangue conseguenti allo stato di persistente disidratazione.

Il Collegio Medico:
Prof. Claudio Santini, Primario Medicina interna, Ospedale Vannini – Roma
Prof. Gerardo Ansalone, Primario Cardiologia, Ospedale Vannini – Roma
Prof. Giovanni Stirati, Neurologo, Primario Nefrologia, Policlinico Umberto I – Roma
Prof. Gianni Testa, Primario di Rianimazione, Ospedale Vannini – Roma

Pannella: oggi una breve interruzione dello sciopero totale della fame e della sete (che deve continuare), per tre motivi

28 gennaio 2006

PANNELLA: LO SCIOPERO NONVIOLENTO CONTINUA AD ESSERE NECESSARIO PER DAR TEMPO AL MANIFESTARSI E ORGANIZZARSI DELLA RESISTENZA E DEL SUPERAMENTO DELL’ERRORE INIQUO E ANTIDEMOCRATICO. MA TRE EVENTI, UNO DEI QUALI STRAORDINARIO PER TUTTI, MOSTRANO IL POSSIBILE RIPRENDERSI DELLA VITA DEL DIRITTO, CONDIZIONE PER IL PROSEGUIRSI DEL DIRITTO ALLA MIA VITA.

LO SCIOPERO DEVE CONTINUARE MA LO SOSPENDERO’ UN ATTIMO ALLE 12, BRINDERO’ CON DUE SPREMUTE DI ARANCIO, “AL GIUDICE CHE C’E’ A ROMA” NICOLA MARVULLI, E A LEONARDO SCIASCIA, A VASCO ROSSI, E CON LUI A FABRIZIO DE ANDRE’ E A LUCIO BATTISTI. PER FINIRE, ALLA ROSA NEL PUGNO, ALLE COLLEGHE E AI COLLEGHI PARLAMENTARI DELL’AUTOCONVOCAZIONE IN CORSO DI SENATO E DI CAMERA.
ALLE 12 IN VIA DI TORRE ARGENTINA, 76 – ROMA SARO’ A DISPOSIZIONE DEI GIORNALISTI ANCHE PER RISPONDERE ALLE LORO DOMANDE.

“Un grande, assolutamente straordinario Evento si è ieri verificato; trasmesso e ritrasmesso stanotte da Radio Radicale: la relazione pronunciata dal Primo Presidente della Corte di Cassazione Nicola Marvulli.

C’è, eccome “un giudice a Roma”, c’è un giudice in Italia!

L’annuncio a tutti, annuncio di liberazione e di rinascita per tutti i giudici, per la giustizia italiana. Dobbiamo affiggerla ovunque questa relazione, ha ripreso evidenza e corpo e parola quel che sembrava irrimediabilmente perso, spento. Era invece brace, sotto la cenere, e ieri, ora ancora, torna ad esser fiamma, luce. Onoriamola. E’ un annuncio fatto a tutti noi, colpevoli per debolezza di denegate giustizie, alla magistratura e alla politica responsabili di denegata giustizia, di iniquità continua. Leonardo Sciascia torna a risuonare nella lingua del suo paese.

Il secondo evento lo dobbiamo a Vasco, Blasco Rossi: compagno e coautore della nostra lunga, sempre futura vita spericolata, appassionata, drammaticamente libera e feconda, autore del suo canto, della sua musica, del ritrovarsi di un popolo immenso altrimenti altrove e frantumato, atomizzato. Il dottore honoris causa Vasco Rossi mi ha ieri sera, per la proprietà transitiva degli eventi, dottore, cantore nella forza dura di grande canto, della poesia, della musica di oggi, della unità popolare che scopre e salda in tanti e in ciascuno pe ralmeno due generazioni, sentimenti, risentimenti, speranze di libertà, di liberazioni, di umanità.

Giunge poi a sera il terzo evento: l’annuncio della decisione di autoconvocazione della Camera e del Senato, in corso di attuazione in queste ore. Dunque s’è concepito in queste ore il nuovo possibile, l’impossibile per quasi tutti di anti’ieri e di ieri mattina. Lo dobbiamo alla Rosa nel Pugno, e alla forza della sua esistenza, che è espressione della resistenza democratica e legalitaria dei parlamentari che la richiederanno, che l’hanno richiesta.

Sono spossato, ho bisogno solo di un’ora, due di riposo. Ma è tornata, ieri, a manifestarsi, sembra, la vita del diritto, e – quindi – anche il mio – e di tutti – diritto alla vita.

Lo sciopero della sete e della fame è necessario che continui per aiutare, per dar tempo al manifestarsi della resistenza e della volontà comune a superare l’errore che sembrava irrimediabilmente compiuto.

Ma oggi, alle 12 in Via di Torre Argentina, 76 – Roma, brinderò con due spremute di arancio, un bicchiere in onore e ringraziamento al Primo Presidente della Corte di Cassazione. Ed a Leonardo Sciascia.

Un secondo bicchiere brinderò al grande mio compagno al grande Vasco Rossi a tutte e tutti coloro che lo amano e che lui ama e, con lui, a Fabrizio de Andrè ed a Lucio Battisti.

Il terzo, per il più ardente, e ora necessario, destinatario della pausa di un attimo della mia sete: la Rosa nel Pugno e gli autoconvocatori di Camera e Senato. Quando le firme saranno materialmente raggiunte, quelle necessarie sia alla Camera che al Senato, potremo cominciare a riflettere e decidere sul grande Satyagrha nel qual immettere i risultati di questo troppo duro dialogo con il potere cui sono costretto dall’essere libero e vivo”.

Violante, Salvi, Boselli, Bandoli, Buemi, Chiaromonte, Crema, Turci, Grillini, Vigni avviano una raccolta firme per la convocazione urgente del Parlamento

Roma, 27 gennaio 2006

Luciano Violante, Cesare Salvi, Enrico Boselli, Enrico Buemi, Giovanni Crema, Franco Grillini, Fabrizio Vigni, Franca Chiaromonte sono i primi firmatari del seguente testo:

I sottoscritti Deputati, ai sensi dell’articolo 29 comma 1 del regolamento, richiedono la convocazione in via straordinaria della Camera* nella prima data utile con il seguente argomento all’ordine del giorno, e con esame dei disegni di legge ad esso relativi: legalità della campagna elettorale ed eliminazione delle discriminazioni tra le forze politiche rappresentate nel Parlamento italiano ed europeo nella presentazione delle liste elettorali per le prossime elezioni politiche, con particolare riguardo alla posizione della rosa nel Pugno.

* identica iniziativa al senato

Pannella: due referendum sulla droga

27 gennaio 2006

• da in lancio di agenzia letto a Radio Radicale

La Rosa Nel Pugno a partire dall’11 agosto presenterà due richieste di referendum abrogativo della nuova normativa sulla droga approvata ieri dal Senato. Lo ha annunciato il leader Radicale Marco Pannella in conferenza stampa nella sede del partito.

“I termini di legge – ha spiegato – ci impongono di attendere sei mesi dopo la convocazione dei comizi elettorali.

Ma è indubbio che punteremo a sottoporre a referendum questa ‘leggiaccia’ e i suoi peggioramenti ‘ex Fini”‘.

Commentando il modo in cui il governo ha portato le norme al voto, Pannella ha detto “la prassi dei maxiemendamenti, come del resto l’abuso costante dei decreti, la dice lunga sullo ‘stato dello Stato’ di diritto, a cui concorre per la gran parte la maggioranza di governo ma che è reso possibile anche dalla debolezza della sinistra”.

“I mezzi – ha concluso in riferimento all’approvazione all’interno del decreto Olimpiadi – si adeguano ai connotati dei fini e non sarebbero immaginabili se il Parlamento fosse davvero liberale.”

Venerdì, ore 13.35: Sciopero totale della fame e della sete di Marco Pannella: il terzo bollettino medico

27 gennaio 2006

“Dopo 108 ore di sciopero totale della fame e della sete, le condizioni dell’On. Marco Pannella sono sostanzialmente invariate rispetto al bollettino precedente. Va tuttavia segnalato un ulteriore calo ponderale (perdita di oltre 8 Kg. dall’inizio del digiuno), una progressiva contrazione della diuresi, un incremento della azotemia (76 ng/dl) e la presenza di corpi chetonici e proteine nelle urine, a testimonianza di uno stato di acidosi.

Va inoltre segnalato che un episodio ipotensivo verificatosi nella tarda serata di ieri, ha imposto la temporanea sospensione dei farmaci vasodilatatori. Il Collegio medico, pur nella impossibilità di influire sulle decisioni dell’On. Pannella e di provvedere forzatamente all’esecuzione delle opportune terapie, ritiene comunque di svolgere un’azione medica positiva informando il paziente sull’andamento del decorso, ribadendo il suggerimento e le indicazioni ed intervenendo tempestivamente quando è possibile o necessario”.

Il Collegio Medico:
Prof. Claudio Santini, Primario Medicina interna, Ospedale Vannini – Roma
Prof. Gerardo Ansalone, Primario Cardiologia, Ospedale Vannini – Roma
Prof. Giovanni Stirati, Neurologo, Primario Nefrologia, Policlinico Umberto I – Roma
Prof. Gianni Testa, Primario di Rianimazione, Ospedale Vannini – Roma

DICHIARAZIONE DI MARCO PANNELLA PUBBLICATA NELL’EDIZIONE STRAORDINARIA DI OGGI DEL GIORNALE TELEMATICO NOTIZIE RADICALI (PREGHIERA DI CITARE LA FONTE. GRAZIE).“RINUNCER0’ AI MEDICI, RAGIONI E OBIETTIVO DELLA CONTINUAZIONE”.

27 gennaio 2006

• dichiarazione di Marco Pannella

“So bene cosa accade al mio corpo a partire dal superamento delle 100 ore di sciopero totale di fame e sete. Conto per resistere oltre sulla forza morale e sull’amore che mi animano per il dialogo, per il libro che vive dentro di tanti di noi, per la legge, il diritto, i diritti.

Se potrò giungere alle 120 ore, consentirò che ogni 6 ore si “controlli”, ripeto; si controlli il mio stato per provare con le analisi scientifiche il proseguirsi onesto e leale del mio sciopero di dialogo nonviolento, di affermazione della morale civile e istituzionale, della legge. Ma non potrò confermare al collegio medicoa, ed in particolare al Prof. Claudio Santini l’incarico di assistermi. Non potrò, infatti, consentire che essi rischino gravi sanzioni professionali e anche penali, pochè non potrò ottemperare alle loro prescrizioni. Ricambierei molto male il tesoro umano e medico che con i suoi colleghi egli mi ha donato e mi dona, come a Sergio Stanzani e – ne sono certo – ai suoi pazienti, al suo ospedale.

Ciò premesso, OCCORRE CHE IO RIBADISCA IL PERCHE’ RITENGO NECESSARIO IL FAMIGERATO “RESISTERE, RESISTERE, RESISTERE”, L’ATTUARE IN TAL MODO IL NOSTRO: “FAI QUEL CHE DEVI, ACCADA QUEL CHE PU0’, DI SALVEMINI ED ERNESTO ROSSI, TRA GLI ALTRI TANTI. L’HO GIA’ SCRITTO IERI, MA TRANNE “NOTIZIE RADICALI ONLINE” NESSUNO LO HA RIFERITO.

LA ROSA NEL PUGNO E’ OCCASIONE E PRETESTO DI UNA MANIFESTA, INDISCUSSA INIQUITA’ INFERTA ALLA LEGALITA’, AL DIRITTO, QUINDI A TUTTI I CITTADINI ITALIANI, CHE SIAMO. OCCORRE ASSOLUTAMENTE CORREGGERE QUESTO ERRORE IMPOSTO AL GOVERNO E AL PARLAMENTO, ALLA COSTITUZIONE E ALLA DIGNITA’ DEL NOSTRO PAESE; COME QUANTO PERFINO IL PARLAMENTO DELLA REPUBBLICA FU INTERROTTO IN PIENA FLAGRANZA DI REATO E LO SOSTRINGEMMO FINALMENTE DOPO DUE ANNI DI ILLEGALITA’ AD ELEGGERE I DUE SUOI GIUDICI COSTITUZIONALI.

Ora, il proseguirsi dello sciopero della sete e della fame di dialogo nonviolento (a questo punto esteso a tutti) è necessario al manifestarsi ed all’organizzarsi attorno alla Rosa nel Pugno della resistenza liberale e costituzionale volta e atta al superamento dell’errore. Bisogna pure, per dirla con Benedetto Croce, che nella vita di una nazione vi sia qualcuno per cui “Parigi NON valga una messa”.

Un’elezione non vale la Messa di credente e di laico, nella religiosità della libertà, del libro, della democrazia in uno Stato di Diritto”.

ORE 22: IL BOLLETTINO MEDICO SULLE CONDIZIONI DI MARCO PANNELLA

Roma, 26 gennaio 2006

Il Collegio medico che assiste Marco Pannella, giunto alle ore 22 di oggi alla 94^ ora (quarto giorno) di sciopero totale della fame e della sete, ha diffuso il seguente Bollettino medico:

“Al controllo medico effettuato questa sera si conferma la presenza di segni evidenti di disidratazione con accentuazione dell’ipotensione ortostatica. Nel corso della giornata si è verificata una notevole contrazione della diuresi. Gli ultimi esami ematochimici documentano una ulteriore alterazione degli indici di funzionalità renale. Si ribadisce la presenza di un elevato rischio di complicanze e l’opportunità di riprendere subito un adeguato apporto idrico.”
Il Collegio Medico:
Prof. Claudio Santini, Primario Medicina interna, Ospedale Vannini – Roma
Prof. Gerardo Ansalone, Primario Cardiologia, Ospedale Vannini – Roma
Prof. Giovanni Stirati, Neurologo, Primario Nefrologia, Policlinico Umberto I – Roma
Prof. Gianni Testa, Primario della rianimazione, Ospedale Vannini – Roma

Ore 14: il bollettino medico sulle condizioni di Marco Pannella giunto alla 86^ ora di sciopero totale, della fame e della sete

26 gennaio 2006

Il Collegio medico che assiste Marco Pannella, giunto alle ore 14 di oggi alla 86^ ora (quarto giorno) di sciopero totale della fame e della sete, ha diffuso il seguente primo Bollettino medico:

“Sull’On. Marco Pannella giunto al quarto giorno di digiuno totale, dopo una fase di sostanziale stabilità clinica, sono stati rilevati i primi evidenti segni della disidratazione: è presente una ipotensione arteriosa soprattutto nella posizione eretta ed è presente una progressiva contrazione della diuresi. Dall’inizio del digiuno il calo ponderale è stato di oltre 7 kg. (peso attuale 104 Kg.). Gli esami di laboratorio hanno dimostrato una alterazione della azotemia e la presenza di corpi chetonici e proteine nelle urine. E’ stato ritenuto necessario modificare la terapia farmacologica abituale, riducendo il dosaggio dei vasodilatatori ad effetto ipotensivo.

Da quanto sopra emerge una evidente condizione di rischio per complicanze cardio-nefro-vascolari che è stata dettagliatamente illustrata all’on. Marco Pannella”.

Il Collegio Medico:
Prof. Claudio Santini, Primario Medicina interna, Ospedale Vannini – Roma
Prof. Gerardo Ansalone, Primario Cardiologia, Ospedale Vannini – Roma
Prof. Giovanni Stirati, Neurologo, Primario Nefrologia, Policlinico Umberto I – Roma

Pannella: Io non protesto, sostengo un’azione parlamentare e istituzionale contro quello che l’unanimità della dottrina giuridica considera un provvedimento incostituzionale

Roma, 26 gennaio 2006

Commentando la presentazione della sua lettera pubblicata oggi sul Corriere della sera, in cui si legge che il leader radicale conduce lo sciopero della sete “per protestare contro la nuova legge elettorale”, Marco Pannella ha oggi dichiarato a Radio Radicale:

“Sono trent’anni che dico che le nostre iniziative nonviolente non sono di protesta, ma sempre in favore di un obiettivo preciso. E’ per ottenere che il parlamento, il governo rimuovano una grave illegalità nel loro comportamento, essendo stati scritti e presentati dai deputati della Rosa nel pugno in Parlamento emendamenti per sostenere un provvedimento di legalità, non per protestare. Lo dico, lo grido perché qualcuno mi è testimone, credo qualche migliaio di persone, che sto lottando su un piano semantico: se io protesto a 75 anni sono un vecchio esasperato, se il nonviolento protesta è appunto il nonviolento che minaccia di buttarsi dal Colosseo per protesta, che minaccia di buttarsi dalla finestra. La nostra nonviolenza, invece, è concorso positivo al governo delle cose, è fatta sempre a favore di provvedimenti precisi di restaurazione della legalità, non per protestare.”

Marco Pannella ha richiamato gli obiettivi conseguiti con i suoi precedenti scioperi della sete. Come quando “ho lottato rischiando la pelle, perché é doveroso in una lotta rischiare la vita”, perché il parlamento, avendo anche indicato gli strumenti regolamentari per raggiungere questo obiettivo, doveva tenere una seduta fino al compimento di quello che la Costituzione gli imponeva, cioè l’obbligo di garantire il plenum della Corte costituzionale eleggendo i giudici che erano venuti a mancare. “Per due anni non erano stati eletti i giudici costituzionali, per questa politica da mercato delle vacche”. La situazione di illegalità si risolse allora grazie allo sciopero della sete del leader radicale, e all’intervento nel corso della trasmissione Buona Domenica dove erano ospiti Pannella e Giachetti, del presidente Ciampi.

“Continuerò lo sciopero della sete – ha concluso Pannella – per lasciare il tempo e sollecitare il modo di dar corpo alla legalità stessa dello Stato. So che l’unico ambiente nel quale mi si comprenderà anche per questa cosa è quello delle carceri, degli agenti di custodia e dei detenuti”.

Lettera di Marco Pannella al direttore del “Corriere della Sera”

Roma, 26 gennaio 2006

Signor Direttore,

gran parte di giornali, oggi, non il suo, afferma il falso. Il Governo Berlusconi ha infatti respinto al Senato e, in tempo di record, alla Camera, tutti gli emendamenti che la Rosa nel Pugno proponeva, limitandosi ad un atto dovuto per confermare quanto la fine della legislatura prevista per il 29 gennaio, già assicurava: il dimezzamento delle firme necessarie per la presentazione delle liste non gradite, e di quelle oggettivamente richiedenti una cautela in difesa della serietà del gioco democratico.

Nella mia lettera aperta a Berlusconi, pubblicata oggi da Il Foglio, d’altra parte, non ho affatto chiesto aiuto, ma gli ho offerto il mio, nella tradizione e nella letteralità della cultura nonviolenta. Ma è comprensibile, direi inevitabile, che l’episodio venisse iscritto dalla stampa come mendicità di un pavido e astuto sofferente. La semplice cronaca documenta invece che il Ministro Giovanardi aveva ufficialmente preannunciato l’”emendamento” da più di due giorni, e che subito la RnP aveva formalmente opposto il suo totale rifiuto.

La RnP mostra e dimostra, in questa occasione, di essere la sola forza politica che abbia e serva il “senso dello Stato” e non la “ragion di Stato” di partiti oligarchici ormai di paraStato.

La dottrina, in questo caso, è pressoché unanime: la discriminazione della Rosa nel Pugno è iniqua, viola principi fondamentali del diritto, e crea conseguenze assolutamente incostituzionali e antidemocratiche. Niente di nuovo: ho dovuto usare la nonviolenza e dar corpo alla sete di legalità per ottenere dal Parlamento e dalla Camera atti dovuti, se non altro per non aggravare l’esposizione della Repubblica a continue e sempre più gravi condanne da parte della giustizia comunitaria ed internazionale, ormai infamanti per quantità e qualità.

Per questo, per conquistare ora tempo per l’organizzarsi della resistenza liberale e costituzionale atta almeno alla correzione di questo grave “errore”, il mio sciopero della sete non può non continuare, è onestamente necessario. Bisogna pure, per dirla con Benedetto Croce, che nella vita di una nazione vi sia pur qualcuno per cui Parigi NON valga una messa. “Messa” elettorale, antidemocratica, civilmente subalterna, cieca, “realista”.

Per il resto mi consenta un piccolo spazio per un dibattito che meriterebbe di divampare, e che invece stenta a esser permesso.

Nel patto costitutivo della Rosa nel Pugno viene indicato un trinomio di riferimento: Fortuna, Blair, Zapatero, laici socialisti liberali radicali. Il new-deal roosveltiano della seconda rivoluzione americana; il welfare concepito dal leader liberale Beveridge, e attuato dal laburista Attlee, corretto dalla Thatcher e rilanciato da Blair, sono grandi punti di riferimento della Rosa nel Pugno, del suo, del nostro socialismo. Così come i fratelli Rosselli, Salvemini, Gobetti, Ernesto Rossi, Spinelli, Colorni, Guido Calogero e Aldo Capitini, Ignazio Silone, il suo socialismo cristiano, il socialismo fabiano, il socialismo liberale, il socialismo libertario, il socialismo democratico di Saragat e di tanta parte del Partito d’Azione, dei Democratici del lavoro Nittiani.

Ma concludo: Loris Fortuna, il grande leader del socialismo vincente, social-liberale, marginalizzato in quanto tale dall’apparato del Partito, e oggi nella sua memoria e nel suo valore, nella sua opera legislativa tuttora, dopo un quarto di secolo, incompiuta. Certo “laicista e anticlericale” e non “laico” come altri; nessuno è perfetto!

Zapatero, Blair, Fortuna: proprio nulla da vedere con i 5 anni di Presidente del Consiglio (non con il socialista) Bettino Craxi. Che cerca di combattere con le loro armi (e politicamente ne muore, ne viene assassinato) PCI e DC postdegasperiana, partitocratrici; che stipula un Concordato del quale oggi il neotemporalismo e il neo clericalismo imperanti sono filiazione diretta; Craxi proibizionista neofita e eccessivo, con eredi oggi Bossi, Fini e mezzo regime che nel suo realismo liquida il referendum Tortora con la legge Vassalli…

Farò io, quando il dibattito si aprirà, l’elogio del pur grande socialista Craxi. Ma non ora, di certo. O Craxi o Fortuna Blair Zapatero. Ed è irrilevante che quella politica di Governo, di quel quinquennio abbia consentito ai nemici, che tali e non avversari erano, di distruggere il PSI? Quella politica non ha prodotto anch’essa quel disastro? Fortuna, Blair, Zapatero e Rosa nel Pugno.
Marco Pannella

Pannella: vado avanti, la mia sete è di giustizia

25 gennaio 2006

• da un lancio di agenzia letto a Radio Radicale

Questo Parlamento è stato capace solo di approvare “leggi incostituzionali e inique”, riforme “partitiche e partigiane”. Lo ha detto Marco Pannella, intervenendo telefonicamente a “Presa Diretta” su NessunoTV (canale 890 di Sky), sottolineando la sua intenzione di andare avanti nello sciopero della sete perché la sua è una “sete di giustizia”.

“E’ fondamentale che come Rosa nel Pugno ci rendiamo conto di essere il solo partito in Italia ad avere ancora il ‘senso dello Stato’, mentre tutti gli altri seguono soltanto la ‘ragion di Stato’. Ho trovato strano il silenzio da parte dell’Unione, ma personalmente mi hanno fatto piacere i segnali di solidarietà da parte di Ds, Margherita ed anche di qualche esponente della Cdl, evaso momentaneamente dal carcere dove è rinchiuso. Io – aggiunge – comunque andrò fino in fondo, la mia sete è la sete di giustizia che chiedo a nome dei cittadini, questo parlamento è stato solo capace di leggi anticostituzionali ed inique. In meno di ventiquattro ore hanno dimostrato di riuscire ad approvare riforme partitiche e partigiane, manifestando una ‘rapidità notturna’ senza precedenti. Chi vuole andare alla guida di questo Paese deve rendersi conto che a volte Parigi ‘non’ vale una messa”.

Sollecitato da Aldo Torchiaro che gli chiedeva di rispettare la salute del suo corpo, Pannella ha ribadito di essere disposto all’estrema conseguenza della sua scelta di protesta non violenta.

Pannella: lo sciopero della sete, i titoli che stravolgono i contenuti, la rete di “protezione” intorno a Berlusconi…
Marco Pannella a Radio Radicale: lo sciopero della sete continua. Dal “Corriere della Sera” al “Riformista” al “Tempo”, i titoli stravolgono le cronache e le notizie. C’è una rete di “protezione” attorno a Berlusconi che funziona magnificamente. A Del Turco dico che…

25 gennaio 2006

• Una sintesi dell’intervento di Marco Pannella, questa mattina a Radio Radicale (a cura di Notizie Radicali, non rivista dall’autore)

– La lotta nonviolenta si indurisce – ha detto tra l’altro Pannella, che ha poi sottolineato come da destra a sinistra, fino ai titolisti di tutti i quanti i quotidiani “indipendenti”, si colga perfettamente lo scollamento fra la realtà dei fatti, la cronaca degli eventi e i titoli usati.

Pannella ha poi citato, come esempio, l’articolo odierno del “Corriere della Sera” e il titolo che lo presenta, osservando come vi sia un’evidente schizofrenia: – C’è una malizia, in questo modo di titolare. Io insisto nella lotta nonviolenta, mi rivolgo al potere, chiedendogli di rispettare la sua legalità, e lo faccio senza mostrare i muscoli (chi volesse comprendere quello che dico, legga la mia lettera a Silvio Berlusconi pubblicata dal “Foglio”, che ringrazio). Dico a Berlusconi: aiutati, confrontati con persone intellettualmente capaci e oneste, ti accorgerai che devi correggere il tuo errore. In fondo io sono un “vile” che “mendica” al potere che nega libertà e diritti qualche concessione.

Una posizione che viene stravolta, caricaturizzata, soprattutto grazie ai titoli. Per esempio “Il Riformista” titola: “Berlusconi ha due settimane in più e Pannella il dimezzamento delle firme”; e così – sempre più si sta svelando nella sua linea che ambiamo denunciato, ambigua ed equivoca nelle posizioni che assume e sollecita. Il titolo annuncia così uno scambio: Berlusconi guadagna qualche giorno prima di sciogliere la legislatura, la Rosa nel Pugno il dimezzamento delle firme necessario per la presentazione delle liste. Questo dei “titoli”, dice Pannella – è un problema che ho da almeno trent’anni, il direttore del “Corriere della Sera” lo sa bene: esiste un’autonomia politica dei titolisti che è di straordinaria efficacia, e così finisce che ce ne si debba rassegnare.

Certo – osserva ancora Pannella – viviamo in Italia, un paese dove l’illegalità è legge: al punto che si può ora avere finalmente la pistola facile, e il presidente del Consiglio mostra fiero tutta la sua maschietà bossiana; e ciò anche se da decenni questa “filosofia” viene considerata dannosa alla sicurezza. Noi lo dicevamo già al tempo della cosiddetta legge Reale, nel 1975: quando dicevamo che in quel modo i rapinatori invece di limitarsi fuggire, avrebbero cominciato a sparare e uccidere. E la cronaca subito ci diede allora ragione, ci furono subito delle sanguinose rapine, dei morti.

Pannella poi racconta di aver avuto nel pomeriggio di ieri un contatto con Berlusconi; ma quello che poi è accaduto al Senato è l’ennesima dimostrazione che si è creata una situazione dove le ribadite, auspicate e annunciate volontà vengono regolarmente e sistematicamente vanificate da quella rete di “protezione” che si muove attorno al presidente del Consiglio.

Pannella ha poi commentato l’intervista rilasciata dal Governatore dell’Abruzzo Ottaviano del Turco al “Corriere della Sera”. – Mi fa piacere – dice Pannella – che si occupi anche di Rosa nel Pugno e di politica nazionale, lui che sembra dire: nella mia tradizione c’è il “sociale”, il “sindacale”; nella sua, di Pannella, ci sono i diritti civili; lui fa le lotte sindacali, io i digiuni, gli scioperi della sete, ecc.

Lo schema secondo il quale ci sono i seguaci della tradizione socialista che si occupano di questioni economico sociali e i radicali che si occupano di diritti civili, che venga da Del Turco, dice Pannella – è naturale; ma sul piano della cronaca sbagliata. Se Del Turco si informasse meglio però scoprirebbe che sono io che insisto per assumere posizioni dure e adeguate per “coprire” innanzitutto il fronte sociale ed economico. Certi schemi sono molto facili da usare, ma corrispondono a letture vecchie, un vecchiume che è stato sconfitto nel passato… E’ una cosa che viene da molto lontano. Io nel valutare la storia socialista mi riferisco al socialismo vincente di Loris Fortuna, e non ad altri momenti che hanno portato solo (non solo per la forza perversa dei “nemici”) alla scomparsa per almeno un decennio di forze socialiste nel nostro paese.

– Lo sciopero della sete continua – dice Pannella – ribadisco che i senatori della Rosa nel Pugno hanno fatto, ieri, una splendida lotta assieme ai senatori Turci, Villone, altri. Una splendida lotta tanto quanto lo splendido silenzio dei vertici dell’Unione. E si conferma quella realtà che è l’essenza di quel che diciamo: l’essere suicida il ritenere accettabile un tal punto di degrado della lotta elettorale, per cui è normale che una forza politica proponga ed esponga le proprie candidature con fortissimo anticipo rispetto ai concorrenti.

– Ormai dubito – aggiunge Pannella – che Berlusconi possa essere raggiunto dalle informazioni che lo possono riguardare. La rete di “protezione” attorno a lui funziona magnificamente. Altrimenti probabilmente quello che accade non accadrebbe. Ho motivo di credere che Berlusconi avrebbe riconosciuto le nostre buone ragioni, e che si era andati oltre il segno dell’accettabile; che la situazione italiana è sempre meno compatibile con la realtà internazionale per quel che riguarda la democrazia e le regole delle elezioni.

La lotta va avanti, conclude Pannella. – Mi preparo ad altri atti di “mendicità” e “servilismo” nei confronti del potere e dei potento. E poi un ironico: – Salutiamo invece coloro che non si piegano e non si spezzano, e con colpi di pistola alla schiena regolano i conti: in sintonia con la legge, approvata senza troppo chiasso, per difendere la “sicurezza” del nostro paese.

Marco Pannella: non ci rassegniamo al “misfatto compiuto” stasera al Senato

Roma, 24 gennaio 2006

• Dichiarazione di Marco Pannella

VOGLIO RIFIUTARMI DI CREDERE CHE NELLA INVERSIONE DELL’ORDINE DEI LAVORI RICHIESTO ED OTTENUTO NON VI FOSSE ANCHE IL CALCOLO DELIBERATO DI IMPEDIRE AL GOVERNO E ALLE FORZE POLITICHE LA POSSIBILITA’ DI CORREGGERE UN ERRORE EVIDENTE CONTRO DIRITTO E DIRITTI, COSTITUZIONE, EQUITA’ E SEMPLICE RAGIONEVOLEZZA.

“La conclusione accelerata per motivi che restano incomprensibili ed equivoci del dibattito e della votazione sul Decreto elettorale al Senato, non può essere considerata l’ultima parola del Parlamento, del Governo e della “politica” a meno di rassegnarsi a considerarle al di sotto delle piu’ amare considerazioni sulla situazione del nostro paese.

Come sulla riforma della giustizia attraverso l’amnistia e l’indulto, sembrerebbe che Forza Italia sia divenuta, in queste settimane, forza subalterna della Lega e di altri suoi alleati, Governo e Parlamento inclusi.

Occorre, in alcuni momenti della vita di una nazione, ritenere che “Parigi non vale una messa”, che vi sono limiti che non ci è permesso di superare nel foro delle nostre coscienze e alla luce delle opere da compiere.

Per questo mi rifiuto di ritenere un “misfatto compiuto” l’errore cui il Governo e il suo Presidente sono stati questa sera inchiodati. Per questo il mio sciopero della sete, la mia determinazione al dialogo nonviolento con le istituzioni, continuano e continueranno fino al necessario”.

Lettera aperta di Marco Pannella a Silvio Berlusconi

Roma, 24 gennaio 2006

Questa lettera sarà pubblicata domani dal quotidiano “Il Foglio”.
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Caro Presidente, caro Silvio,

torno ancora a sollecitare il tuo intervento per correggere quello che voglio attribuire ad un errore del Governo, comprensibile nelle frenetiche giornate che vive, a cominciare dalle tue.

Interpella giuristi di qualsiasi famiglia e corrente, tutti ti diranno che l’imposizione alla Rosa nel Pugno – con un formalistico pretesto – di un declassamento e di un diverso regime elettorale rispetto a quello riservato ai partiti che occorre sempre più definire come “ufficiali”, è non rispondente allo spirito della Costituzione, di trattati internazionali, e anche di pura e semplice equità e ragionevolezza. Certo, avvocatescamente si possono trovare a iosa argomentazioni diverse o, perfino, contrarie. Ma che nella campagna pre-elettorale e sostanzialmente elettorale che divampa, si costringa di fatto a costituire, presentare e rendere pubbliche le proprie liste con almeno quattro settimane di anticipo, rispetto a quelle delle liste concorrenti, costituisce una patente diseguaglianza e una difformità dai precetti democratici, oltre che costituzionali nel nostro paese.

E’ vero che tu ormai da dieci anni sostieni ufficialmente che la parità di condizioni nelle prove elettorali debba invece cedere il passo ad un altro principio: a grossi partiti grossi spazi e mezzi di comunicazione e di propaganda, agli altri, come ad esempio Forza Italia nel 1994, spazi e mezzi “proporzionali”. Ma qui si va oltre.

Il testo che ti chiedo urgentemente, in queste ore residue, di correggere, vive poi in un contesto nel quale l’oligarchia partitocratica che governa da almeno trent’anni il nostro paese, con Raiset in primo luogo, progressivamente sta azzerando, quasi come negli anni ’30, la vita, diritti e doveri delle minoranze laiche, liberali, socialiste e radicali. Certo anche di noi tu potresti dire quel che hai detto sugli anni ’30: in effetti anche noi siamo posti in vacanze tutelate come quelli di allora. E, in questi casi, in genere, maggioranze e opposizioni ufficiali finiscono per concorrere a quei risultati in base ad un dna che – ahinoi – si rivela sempre più comune e operante.

Vedi, caro Silvio, accade in modo clamoroso e disgustoso a proposito di Adriano Sofri. Con analogie formali indubbie con gli anni del generoso Mussolini e dei vigliacchi che attorno a lui si aggregavano e crescevano.

In modo formalmente diverso accade con le mie compagne e compagni radicali e socialisti, della grande tradizione dei Loris Fortuna, dei Tony Blair e dei Josè Luis Zapatero e, consentimi, dei vacanzieri Ernesto Rossi, Altiero Spinelli, Eugenio Colorni, Piero Gobetti, Nello e Carlo Rosselli, Gaetano Salvemini, Luigi Sturzo, Romolo Murri, Ernesto Bonaiuti e qualche migliaio, allora come oggi, di sconosciuti.

ATTENDO CON VERA FIDUCIA CHE TU SAPPIA SCEGLIERE DENTRO DI TE, COME PERSONA E COME PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, DI ASCOLTARE LA VOCE INTERIORE CHE – TI CONOSCO – ESISTE E FORSE PERSISTE, E DICE LE STESSE MIE COSE.

FALLO. STABILISCI CHE ALLA FORZA POLITICA-ELETTORALE CHE HANNO COSTITUITO ESPONENTI ATTUALI DEL PIU’ ANTICO PARTITO DELLA REPUBBLICA E QUELLI DEL PIU’ ANTICO PARTITO, CON QUELLO REPUBBLICANO, DELLA STORIA ITALIANA, NON E’ LEGITTIMO CHIEDERE “DOCUMENTI DI APPOGGIO” CHE ANCHE LA DOTTRINA DEMOCRATICA RICONOSCE COME UTILI E OPPORTUNI PER GARANTIRE CHE ELEZIONI DEMOCRATICHE NON VENGANO INQUINATE E FALSATE DA PRESENZE ESTEMPORANEE, NON RADICATE NELLA STORIA E NEL TERRITORIO NAZIONALI, CHE POSSANO RIVELARSI NON MERITEVOLI DI PARTECIPARVI SENZA UN SUPPLEMENTO DI PROVE SULLA LORO IDENTITA’. ABBIAMO RACCOLTO IN QUESTO TRENTENNIO OLTRE CINQUANTA MILIONI DI FIRME DI ELETTORI ITALIANI, CON I 90 REFERENDUM CHE ABBIAMO RICHIESTO. ABBIAMO OTTENUTO LA PARTECIPAZIONE AL VOTO DI CIRCA UN MILIARDO E CENTOMILA ELETTORI. ANCORA QUEST’ANNO SI SONO TENUTI QUATTRO REFERENDUM CHE ABBIAMO CONCORSO FORTEMENTE AD OTTENERE, MENTRE UN QUINTO E’ SCOMPARSO PER I SOLITI FURTI ISTITUZIONALI SVOLTI CON POCA DESTREZZA SOTTO LO SGUARDO DELLA PUBBLICA FEDE. SAPEVO E DICHIARAVO CHE TU PER VINCERE LE PROSSIME ELEZIONI SARESTI STATO CAPACE DI TUTTO, MA DAVVERO PROPRIO DI TUTTO, NELLO SCONTRO COL NOSTRO ESERCITO, DAVVERO DI BUONI A NIENTE. LO STAI DIMOSTRANDO, PURTROPPO.

TENTO DI GUARDARTI NEGLI OCCHI (COME TI ACCADE, ALMENO A SENTIRVI, CON IL SOLO UMBERTO BOSSI!) E TI CHIEDO: SBAGLIO APPLICANDO ANCHE A TE QUEL CHE LA NONVIOLENZA MI IMPONE, IL RIVOLGERMI CON FIDUCIA E ANCHE CON AMORE CIVICO PERCHE’ PREVALGA IN TE IL RIFLESSO DI SAGGEZZA E DI RISPETTO DELLA LEGGE, DEL LIBRO CHE VIVE IN TUTTI NOI, ANCHE NEL PALAZZO DEL POTERE CHE COSI’ SPESSO RENDE FOLLI?

MA LA SITUAZIONE, PER FINIRE, E’ QUESTA. NON TI MOSTRIAMO I NOSTRI MUSCOLI, NON MINACCIAMO MA ANZI, PRATICAMENTE E SIMBOLICAMENTE, GUARDACI, GUARDAMI: RINUNCIO ORA DOPO ORA A QUALCOSA DI ME PERCHE’ SI TRASFERISCA IN TE PER RAFFORZARE LA TENTAZIONE DI CORREGGERE QUEL CHE TU SAI PERFETTAMENTE ESSERE UN ERRORE, INIQUO E COSTOSO PER LE ISTITUZIONI, PER LA SOCIETA’, PER TE, PER ME.

AUGURI, CREDIMI, TUO,

Marco Pannella

Pannella annuncia lo sciopero della sete

Da domenica inizierò uno sciopero della sete di dialogo> nei confronti del Presidente della Repubblica, del Presidente del Consiglio, dei Presidenti delle Camere, dei Direttori di reti e di testate radiotelevisive e della stampa, cartacea e online.

“Lo sbarramento tentato contro le Liste della Rosa nel Pugno, contro la loro partecipazione alle elezioni del 9 aprile, è di certo almeno il penultimo attacco volto e forse atto ad eliminare dalle istituzioni idee, convinzioni, ideali, lotte di Riforma colpevoli da decenni (e oggi più che mai) di essere quelli stessi propri alle immense maggioranze degli italiani ed estranee alle classi divenute dominanti, con il loro comune DNA – fascista, comunista, vaticano, oligarchico.

Il recente studio EURISPES ne costituisce l’ennesima conferma: tutte le posizioni etiche e politiche che vede unita – pressoché a livello antropologico – la popolazione italiana, tutte, sono anche obiettivi e lotte liberali, laiche, socialiste, radicali di una sola forza politica: appunto la Rosa nel Pugno, quasi espressione puntuale dell’opinione pubblica, come specifico italiano dell’antropologia contemporanea.

In questo contesto, il testo elettorale odierno è coerente con le ragioni, le necessità di imporre – pena la loro propria sopravvivenza – illegalità e delitti ANCHE PER VIA LEGISLATIVA. Se gli emendamenti di equità e di legalità che proponiamo al Senato non fossero accolti e non vi fossero ricorsi tempestivi, giuridici o politici, da conquistare, mi si pone personalmente il forte dubbio che il presentarsi potrebbe rappresentare un atto terminale di resa senza condizioni, di complicità, di manifestazione della sindrome di Stoccolma da parte di chi impersona la forza e la volontà di legalità, di democrazia, di giustizia nel nostro paese.

Per il rientro nella legalità delle istituzioni italiane, Parlamento, Corte Costituzionale, Camera dei deputati, il ricorso all’arma civile della nonviolenza si rivelò la sola ragionevole e adeguata. Sarebbe contradditorio non farlo proprio oggi, dinanzi ad un misfatto di Stato che farebbe data nella storia contemporanea italiana. Da Domenica – quindi – inizierò uno sciopero della sete di dialogo nei confronti del Presidente della Repubblica, del Presidente del Consiglio, dei Presidenti delle Camere, dei Direttori di Rete e di Testate radiotelevisive e della Stampa, cartacea o on-line che sia”.