di Philippe Cori
Direttore, UNICEF – Brussels EU Office
Grazie di avermi invitato. Sono molto felice di essere qui con voi oggi. Gli scienziati e i ricercatori sono stati alleati importanti nello sradicamento della polio. Se siamo prossimi a sradicare questa malattia, è perché la comunità scientifica e coloro che sono chiamati a prendere decisioni, parlamentari inclusi, hanno unito le forze.
Oggi vi porto una notizia buona e una cattiva. La buona notizia è che ora più che mai siamo vicini a sradicare la polio, specie nei tre paesi endemici (l’Afghanistan, il Pakistan e la Nigeria), in cui attualmente si contano novantanove casi. L’anno scorso erano oltre duecento. Quindi stiamo facendo progressi, benché vi siano problemi di accesso al confine tra Afghanistan e Pakistan e nelle regioni settentrionali della Nigeria. Come saprete, per motivi politici e di sicurezza non è facile operare in queste aree, ma siamo presenti e c’è un forte impegno da parte delle comunità e dei leader politici a sostenere gli sforzi dell’UNICEF.
La cattiva notizia è che si osservano casi di re-infezione in molti paesi. Nel Corno d’Africa se ne sono registrati oltre duecento, in Somalia circa centottanta, in Kenya circa diciassette, in Etiopia alcuni casi lungo il confine. La situazione somala desta particolare preoccupazione perché lo scoppio di vasti focolai in quell’area significherebbe lo spreco di miliardi di investimenti, a meno che non agiamo immediatamente.
La nostra speranza è che nessun bambino sia più colpito da questa terribile patologia, che infierisce sulle popolazioni più vulnerabili, cui vengono sistematicamente negati i diritti allo sviluppo, all’istruzione, alla protezione e al nutrimento. Quando si rimane menomati, non si è più nessuno.
Purtroppo, come forse sapete, un nostro collega ha identificato sette ulteriori casi in Siria. Questa circostanza aggrava la situazione già insostenibile determinata da tre anni di conflitto. Ci preoccupa molto pensare che i progressi compiuti nello sradicamento della polio tra i bambini di quella regione possano essere vanificati in pochi mesi.
Per questo motivo abbiamo bisogno di una mobilitazione straordinaria da parte di tutti gli attori coinvolti: mondo scientifico, leader e parlamentari devono unire le forze e continuare a far pressione sui governi affinché sia garantita la sicurezza degli operatori sanitari. In Pakistan e in Afghanistan alcuni operatori sanitari sono stati uccisi o presi di mira a causa del loro coinvolgimento nelle campagne d’immunizzazione contro la polio. In questi paesi c’è qualcuno che considera la polio una malattia politica. Dobbiamo continuare a mostrare gli effetti positivi delle nostre azioni, tese ad alleviare le sofferenze dei bambini più vulnerabili. La politica non c’entra; c’entrano i bambini e il loro futuro.
La comunità internazionale spera di sradicare la polio entro il 2018. È un obiettivo scientificamente e tecnicamente possibile. Voi ricercatori e parlamentari lo sapete. Per riuscirci occorrono volontà politica e fondi sufficienti. Possiamo farcela. Dobbiamo andare avanti: operiamo in Siria, in Angola, in Somalia per immunizzare i bambini contro la polio.
Nei prossimi sei mesi, l’UNICEF, l’Organizzazione Mondiale della Sanità e altri partner concentreranno i propri sforzi in favore di circa venti milioni di bambini nella regione siriana. Sappiamo come farlo. Intensificheremo la nostra campagna: il conflitto ha determinato un’estrema mobilità della popolazione, presso cui la patologia rischia quindi di diffondersi ancor più che in condizioni normali.
Oggi sono qui perché necessitiamo più che mai del vostro sostegno. Noi possiamo contare su una rete di contatti e su una vasta estensione: approfittatene. Facciamo pressione tutti insieme, perché siamo vicinissimi al nostro obiettivo, che può cambiare le vite di moltissimi bambini per le generazioni a venire. Lo sradicamento della polio può rappresentare un enorme progresso per l’umanità. Grazie.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.