“L’Italia riparta dalla libertà di ricerca, fattore di irrinunciabile democrazia”

Durante il Consiglio Generale dell’Associazione Luca Coscioni è stata presentata la proposta di riforma del sistema sanitario, articolata in otto punti.

L’esperienza COVID-19 ha insegnato quanto la ricerca sia importante come fattore di crescita, sviluppo e benessere nella ns società. Dobbiamo fare in modo che l’Italia riparta dalla libertà di ricerca e che consideri fondamentale la ricaduta che questa può avere a tutti i livelli, in primis in termini di democrazia e benessere delle persone”.

Così il Ministro della Ricerca Gaetano Manfredi durante il Consiglio Generale dell’Associazione Luca Coscioni – realtà attiva a livello internazionale a tutela del diritto alla Scienza e alla Salute – in corso presso la sede CGIL di Roma. La dirigenza dell’associazione (capitanata dallo scienziato Prof. Michele De Luca insieme a Marco Gentili, Mina Welby, Filomena Gallo e Marco Cappato) ha inoltre presentato una proposta di riforma del Sistema Sanitario Nazionale, elaborata su uno studio di Marcello Crivellini, professore universitario di Analisi e Organizzazione di Sistemi Sanitari presso il Politecnico di Milano.

“Nel corso dell’incontro odierno – dichiara Filomena Gallo, Segretario Nazionale Associazione Luca Coscioni – abbiamo posto le basi per le azioni future a tutela del diritto alla scienza e alla salute del cittadino, elaborando una serie di proposte e misure urgenti per evitare che le enormi risorse pubbliche anti-crisi vadano sprecate in misure clientelari, attraverso il rilancio di un modello di sviluppo economico e civile fondato sulla conoscenza e sulla libertà. Fra queste una serie di proposte fattive realizzabili sul SSN. Una riforma basata su otto punti:

  1. Riallocazione della spesa, ora legata a vecchie esigenze di salute;
  2. Implementazione della rete dei Medici di Medicina Generale, scarsamente finanziata, marginale e subalterna alle strutture ospedaliere;
  3. Elaborazione di misure contro la disomogeneità territoriale relativa a qualità e disponibilità di servizi;
  4. Dimensionamento del personale in funzione delle esigenze di cura;
  5. Rendere obbligatori metodi di valutazione dei sistemi sanitari, dei centri di cura e di assistenza oltre a renderne pubblici e pubblicizzati gli esiti;
  6. Maggiore attivazione della politica nella gestione del rischio clinico e lotta alle infezioni ospedaliere;
  7. Riforma nomine dei responsabili aziendali di ASL e AO (Direttori Generali, Direttori Sanitari, Dirigenti medici ecc), togliendo ai partiti la possibilità di nominare persone “contigue e ubbidienti” ma lasciando alla politica il dovere di effettuare scelte generali di sviluppo in materia di salute e di programmazione sanitaria;
  8. Contrasto a Liste e tempi di attesa anomali che causano il ricorso a prestazioni a pagamento e aumentano le disuguaglianze di accesso ai servizi. Quasi sempre ciò è dovuto a scarsa organizzazione e a interessi interni concorrenti”.