Lettera aperta al Presidente della Camera sull’indecoroso trattamento della “Petizione Welby”

Lettera aperta al Presidente della Camera dei Deputati, Fausto Bertinotti
Cc: membri Commissione Giustizia e Commissione Affari Sociali della Camera

Dall’Associazione Luca Coscioni (Marco Cappato, Maria Antonietta Farina Coscioni, Gianfranco Spadaccia, Rocco Berardo)

Oggetto: indecoroso trattamento della “Petizione Welby”

La conoscenza è sempre un bene
Ivar Giaever, Premio Nobel, Congresso mondiale per la libertà di ricerca, ottobre 2004

Gentile Presidente,

È passato poco più di un mese da quando Le abbiamo consegnato le prime 10.000 firme della “petizione Welby” al Parlamento italiano, volta a chiedere un’indagine conoscitiva sull’eutanasia clandestina e la calendarizzazione delle proposte di legge esistenti in materia. Le chiediamo oggi di intervenire contro la prematura archiviazione – avvenuta senza preavviso e senza dibattito – della proposta.

Sulla calendarizzazione, eravamo concordi nel ritenere prioritario il percorso parlamentare sul testamento biologico, e nel considerare che ogni futura discussione sull’eutanasia – qualunque ne fosse stato l’eventuale esito sul piano legislativo – avrebbe beneficiato di un’indagine conoscitiva sul fenomeno. Nella scorsa legislatura, un’indagine parlamentare fu condotta – a pochi mesi dalle elezioni – sull’interruzione di gravidanza, un fenomeno per il quale si disponeva già di abbondanti cifre ufficiali e informazioni diffuse. Per le scelte e le pratiche di fine vita, invece, le informazioni sono relativamente scarse e spesso contraddittorie, tanto da pregiudicare una riflessione parlamentare che non voglia essere viziata da pregiudizi ideologici. La proposta raccolse il tuo interesse e il tuo impegno a consultare i Presidenti delle Commissioni competenti. Alcuni giorni dopo il nostro incontro, Piergiorgio Welby decise di voler essere – anche formalmente – il primo firmatario della Petizione.

Mercoledì 20 dicembre, il nostro co-Presidente morì, a seguito della sedazione terminale e del distacco del respiratore da lui stabiliti nel rispetto della Costituzione. La firma della petizione è stato dunque il suo ultimo atto politico. Sempre il 20 dicembre, poche ore prima, una riunione dell’Ufficio di presidenza delle Commissioni Giustizia e Affari Sociali della Camera, integrato dai rappresentanti dei gruppi, esaminò la “petizione Welby”, senza che peraltro il punto fosse menzionato nell’avviso di convocazione. Tutti i rappresentanti dei partiti, ad eccezione della Rosa nel Pugno e dei Verdi, bocciarono l’indagine conoscitiva, con motivazioni che svelavano un vero e proprio terrore della realtà rispetto a un fenomeno certamente lontano dalle aule parlamentari, ma non dai reparti di rianimazione o dai capezzali dei malati italiani. Forza italia, Alleanza Nazionale, UdC, Udeur, ma anche Ulivo, Comunisti italiani, Rifondazione Comunista, Italia dei Valori: tutti uniti, quindi, non contro l’eutanasia, ma contro la conoscenza.

I partiti stabilirono invece di procedere a delle audizioni con alcuni “esperti”, da effettuarsi addirittura a porte chiuse!. Le audizioni sono state convocate in tutta fretta, il 18 gennaio, cioè immediatamente alla riapertura dei lavori della Camera, per impedire persino alle personalità che saranno audite di realizzare un lavoro decente di raccolta di informazioni. L’importante, evidentemente, era chiudere quanto prima la pratica Welby. Se il Parlamento avesse semplicemente rifiutato di dare seguito alla petizione, la scelta, seppur politicamente per noi inqualificabile, sarebbe certamente stata più limpida per l’istituzione parlamentare.

Ci rendiamo perfettamente conto che la decisione sul trattamento da dare alla petizione Welby non è prerogativa esclusiva del Presidente, e che sono poi le forze parlamentari e i partiti a decidere. Riteniamo però necessario, proprio in omaggio all’attenzione e all’interesse che Lei ha prestato alla materia – con tutti i dubbi da Lei espressi su eventuali decisioni legislative, ma con la condivisione della necessità di conoscere i dati di fatto – rivolgerci di nuovo a Lei, come Presidente e come leader politico, per chiederLe di fare tutto quanto in Suo potere per impedire il perfezionamento di una pagina parlamentare davvero indecorosa.

Per parte nostra, non abbiamo alcuna intenzione di abbandonare l’obiettivo dell’indagine conoscitiva, ed anzi riteniamo che l’episodio ne confermi la necessità e l’urgenza. Abbiamo nel frattempo raccolto altre 10.000 firme, e continueremo la nostra campagna fino a che il Parlamento deciderà di non venire meno al compito fondamentale di collegamento con la società italiana.

Il 18 gennaio, accompagneremo le eventuali “audizioni farsa” con una cartellonata in Piazza Montecitorio. Distribuiremo lì i risultati – pur frammentari e non sempre omogenei – delle principali indagini sull’eutanasia clandestina condotte in Italia e all’estero. Nell’attesa che un’indagine sistematica e approfondita sulla “morte all’Italiana” sia ufficialmente affidata,dal Parlamento o da altre istituzioni, a un soggetto in grado di realizzarla con professionalità, ad esempio l’Istituto nazionale di statistica.

Per l’Associazione Luca Coscioni:

Marco Cappato, Maria Antonietta Farina Coscioni, Gianfranco Spadaccia, Rocco Berardo