per essersi fatti portavoce dei diritti dei pazienti attraverso l’interrogazione parlamentare presentata il 14 Ottobre al Ministro della Salute, con cui si chiede di emanare una norma che permetta l’accesso alle tecniche di procreazione assistita anche ai portatori di patologie virali, e sieropositivi.
Da tempo elencavamo gli artt. 1 c.2 e 4 c1 tra quelli da modificare più urgentemente in questa legge, nell’interrogazione “afferma l’Avv. Filomena Gallo, presidente dell’Associazione di pazienti Amica Cicogna ONLUS” si sottolinea inoltre, che, rendere impossibile la fecondazione assistita ai pazienti portatori di malattie virali, di Hiv, non ha alcun senso, neanche rispetto alla cosiddetta tutela dell’embrione, ha invece, come solo risultato, la lesione del diritto alla salute sia della mamma che del bambino e del rispetto del principio di uguaglianza, in questo modo è anche violata la facoltà di compiere una scelta riproduttiva responsabile,la Costituzione italiana in questo caso è disattesa”.
Continua – l’On. Marco Cappato, segretario dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica – una norma anticostituzionale come questa, aggrava ulteriormente la situazione di una categoria di malati che, per il solo fatto di non essere anche sterili, dovranno rinunciare per sempre ad un figlio. Le persone sieropositive infatti ricorrerebbero alle tecniche non per un problema di sterilità, ma per evitare la trasmissione del virus sia al partner che al nascituro, attraverso il cosiddetto “lavaggio del seme” e il successivo ricorso alla fecondazione assistita (nello specifico, a una semplice inseminazione).
Oggi questi cittadini, malati, – aggiunge la Gallo – si trovano di fronte alla impossibilità di accedere alle tecniche di fecondazione assistita, e le uniche alternative concesse loro sono quelle di rinunciare per sempre ad avere un figlio,oppure di affrontare l’altissimo rischio di contagiare il proprio partner e il nascituro. Una terza possibilità consiste nell’andare all’estero. Ci auguriamo che la sensibilità che il Ministro ha mostrato altre volte nei confronti della tutela del nascituro e della salute delle donne ci faccia avere al più presto una risposta tale da restituire pari dignità a tutti i cittadini che desiderano mettere al mondo un bambino cancellando il paradosso creato da questa norma.
Conclude l’On. Marco Cappato, ci auguriamo che il Ministro risponda positivamente ai malati, facendosi forte di quella parte di legge 40 che gli conferisce il potere di intervenire. Chiediamo infatti che venga emanato atto avente forza di legge che permetta l’accesso alle tecniche di fecondazione assistita anche a tutti i portatori di patologie virali. Ci auguriamo infine che le forze politiche e le coalizioni elettorali assumano impegni concreti per riformare radicalmente la legge 40 già all’inizio della prossima legislatura.