“La legislazione europea è una legislazione a mosaico per quanto riguarda i programmi di concepimento assistito. Nella prima tabella vedete i paesi, non leggo le sigle delle varie tecniche, mi limito a dire che ciò che è vietato è in rosso, ciò che non è regolamentato è in giallo. Mi sembra importantissimo farvi notare che l’Italia dal 2004 dal 2009 era una continua linea rossa su quasi tutto. Adesso siamo rientrati grosso modo nei paesi europei di media levatura culturale per quanto riguarda questo campo e recentemente, come sapete, la Corte Costituzionale ha anche emendato la possibilità di donare gameti. In qualche maniera stiamo rientrando, a parte il grosso problema di cui si parlava prima, all’interno di una normativa generale europea.
Quali sono le regolamentazioni all’accesso della diagnosi preimpianto? In linea di massimo ci sono alcune restrizioni relative all’applicazione della PGD solo in alcuni paesi, per esempio il tipo di patologia da diagnosticare, alcune autorizzazioni che devono essere specifiche per i centri che eseguono queste tecniche, alcune richieste di consulenze genetiche o di analisi preliminari. In alcuni paesi come l’Inghilterra c’è la supervisione di un’autorità competente. L’Italia è l’unico Paese, se n’è parlato prima, che vieta o limita l’accesso alla diagnosi preimpianto per le coppie fertili. È limitato solo a coppie che non possono procreare.
Le indicazioni della diagnosi preimpianto sono quelle che avete sentito prima e di conseguenza non mi soffermo. Ricordo semplicemente che alcuni dei limiti a queste tecniche sono legati alle conoscenze genetiche, cioè si può diagnosticare tutto ciò che si conosce, qualsiasi tipo di mutazione venga scoperta, così come viene scoperta nell’individuo adulto, può essere diagnosticata nell’embrione. Non c’è un limite vero alle conoscenze che la diagnosi preimpianto può dare in termini di prevenzione.
In Europa più o meno si eseguono, queste sono in migliaia con un crescendo negli anni, 7-8 mila trattamenti all’anno soltanto nel 60-70% dei centri che hanno aderito. L’aumento continua a esserci ogni anno e qui, ovviamente, c’è il buco dell’Italia che non è mai stata presente tre il 2004 e il 2009.
Questo vuole dire che quando un centro offre la possibilità della diagnosi pre-impianto, e qui vedete il nostro centro, la percentuale sul numero delle coppie trattate in cui è stata eseguita la diagnosi pre-impianto, la vedete a partire dal 1996, arrivava a essere utilizzata in una coppia su tre. Qui vedete cosa è successo, ovviamente, quando la legge ci ha impedito di utilizzare questa tecnica.
Nel momento in cui, di nuovo, la legge ha sbloccato questa possibilità, e ripeto, solo per le coppie infertili, di nuovo la percentuale di pazienti che si rivolgono a un centro che può offrire la diagnosi pre-impianto arriva al 20-25-30%, una coppia su quattro, una coppia su tre. Chi si rivolge a un centro di procreazione assistita che può offrire questa metodica in realtà utilizza la tecnica della diagnosi pre-impianto.
Nascono circa 2 mila bambini in Europa dopo diagnosi pre-impianto, questo è un dato riduttivo, in realtà se guardiamo su tutti i centri con un’expertise totale probabilmente raddoppierebbero.
Visto che la medicina è fatta di numeri, vi mostro, e perché possiate toccare con mano, quello che la diagnosi preimpianto avrebbe potuto fare e non ha potuto fare, tuttora non può fare. Abbiamo seguito 356 coppie afferite ai nostri centri e abbiamo aggiornato i dati fino a pochi mesi fa, di queste soltanto 49 erano coppie infertili, tutte le altre o erano indubbio o in realtà non avrebbero potuto o non potevano usufruire di questa metodica perché erano coppie fertili.
Vediamo la storia di queste 187 coppie fertili, sono arrivate a noi avendo già eseguito 148 interruzioni volontarie di gravidanza e sono arrivate a noi con 84 bambini nati affetti. Nei quattro anni in cui non era comunque possibile, come lo è tuttora, eseguire la diagnosi preimpianto in Italia tra il 2004 e il 2009, questo è quello che consideriamo, praticamente il nostro piccolo cimitero legato al fatto che queste coppie hanno dovuto subire oltre al danno dell’interruzione volontaria di gravidanza, nei bambini che sono nati affetti la scomparsa di una grossa fetta. Questo terribile registro è aggiornato praticamente di mese in mese.
Mi fermo qui dicendo: la metodica della diagnosi preimpianto è assolutamente una tecnica che nei paesi più avanzati e nei laboratori più civili è di routine, è una tecnica la cui affidabilità è stata validata a più riprese dalla comunità scientifica, è una tecnica designata per aiutare le coppie fertili ad evitare che mettano a rischio la loro salute e la salute di chi viene dopo di loro. Allo stato attuale queste tecniche possono essere utilizzate soltanto su una percentuale minima di pazienti che ne avrebbe bisogno. Grazie!”
(Testo non rivisto dall’autore)

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.