Intervento di Daria Giovannoni al X Congresso Coscioni

Voglio ringraziare l’associazione Luca Coscioni per avermi invitata a questo congresso e desidero subito riallacciarmi agli interventi sentiti finora.

Uno dei problemi più grandi che sono emersi oggi parlando di Stamina, di sperimentazione animale e di OGM, consiste nella mancata comunicazione con il pubblico.

Di questo possiamo trovare molte ragioni.

Secondo me, uno dei motivi principali di questa carenza d’informazione è il fatto che i media sono un grande strumento, che però al momento ha un atteggiamento completamente ostile verso la scienza e contrario alla sperimentazione animale, agli ogm, ed ai movimenti che vogliono fare luce su Stamina. Io sto pensando a trasmissioni come Striscia La Notizia e Le Iene che hanno una capacita’ di manovrare l’opinione pubblica veramente notevole. Creano una narrazione in cui si puo’ vedere, per esempio, chi si oppone alla sperimentazione animale come una specie di eroe, mentre invece chi è in difesa della sperimentazione animale viene presentato come un cattivo, come una persona malvagia, un sadico.

Ora sto pensando ai servizi di Stoppa riguardo Green Hill (sul quale la situazione giudiziaria è ancora incerta, e non intendo esprimermi visto che non sappiamo ancora quale sia la verità delle cose). Mi colpì il fatto che la gente veniva mossa all’azione e all’indignazione guardando questi servizi di Striscia la Notizia nei quali, praticamente, si vedevano delle riprese di cani da laboratorio che venivano fatte passare implicitamente per immagini girate all’interno di questo allevamento. La troupe non era mai entrata là dentro. Venivano utilizzate delle immagini generiche, spacciate come prese da Green Hill. Questo, a prescindere da se la struttura fosse o meno colpevole di quello che le veniva imputato, è un segno di grave scorrettezza da parte dei giornalisti, è segno di voler mettere la spettacolarità della notizia davanti alla correttezza. Alla fine credo che quello che i giornalisti cerchino di trasmettere sia il fatto che alla gente comune, al pubblico standard che sta a casa e non è informato di scienza, delle scoperte scientifiche non interessi essenzialmente niente. Puo’ loro interessare finché viene costruita questa narrazione, fino a quando c’è un buono ben definito, un cattivo ben definito, qualcuno contro cui lottare o per cui lottare. Abbiamo avuto anni fa un bombardamento di cagnolini con gli occhi tristi su tutti i Media televisivi e cartacei, ovunque uno si girasse si parlava di questa cosa, di nessun altro tipo di ricerca o di scoperta scientifica. Non si parlava di nient’altro, esclusivamente di questo. Pensate che praticamente la prima cosa che una persona qualsiasi rispondeva quando le veniva chiesto “Cosa pensi della sperimentazione animale?” era “Ah, quella dei cagnolini? Poverini.” Quindi tutta la ricerca italiana era stata condensata in un’immagine di cagnolino con occhi tristi.

Lo stesso per quanto riguarda Stamina; hanno creato un buono, Vannoni, intenzionato a salvare la piccola Sofia (che abbiamo visto riproposta piu’ e piu’ volte sui mezzi di comunicazione), e tutti quelli che si opponevano e facevano domande sul metodo erano trattati come oscurantisti, come persone con degli interessi da difendere, come una specie di impero del male addirittura. La famosa Big Pharma, vista come uno spauracchio da parte di molte persone anche del nostro parlamento. 
Il problema a parer mio è il fatto che questo tipo di trasmissioni, così come tutti i media che poi a valanga riprendono questi servizi, e ci fanno altri articoli, influenzano l’opinione pubblica. L’opinione pubblica a sua volta influenza la nostra politica, perchè i politici seguono quello che vedono essere il trend della popolazione. Di conseguenza la politica nel legiferare finisce per fare delle scelte che si ripercuotono negativamente su tutti noi, come persone interessate alla scienza, come malati, come ricercatori.

Quindi la situazione al momento non puo’ che peggiorare. Noi con la nostra associazione, Pro-Test Italia, cerchiamo di proporre una narrazione diversa, cerchiamo di proporre questa immagine di scienziati che credono nel futuro, giovani, fotogenici se vogliamo, che scendono in piazza pronti a lottare per il bene della ricerca e dei malati. Non sappiamo se ci stiamo riuscendo perché abbiamo avuto poca copertura mediatica quando siamo scesi in piazza giovedì scorso a Roma, il 19, per  fare una manifestazione in difesa della direttiva europea così com’è, senza gli emendamenti votati dal nostro parlamento. Noi facciamo tutto il possibile. Secondo noi è possibile coordinare tutti i nostri sforzi per fare sì che i media diano un riflesso più corretto alla situazione della ricerca biomedica in Italia. Non sarà semplice ma credo che tutti insieme possiamo riuscirci. Grazie.  

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.