Potenza, 13 novembre 2005
Che il ministro Storace stia prendendo in considerazione la possibilità di appaltare i consultori agli esponenti del ”Movimento per la vita” di Carlo Casini, lascia attoniti.
Se c’è un modo di mirare ad un ulteriore decremento del tasso di aborti in questo Paese, esso è collegato ad una seria campagna di educazione sessuale e contraccettiva.
Il Ministro Storace, incredibilmente, sembra voler istituire presso ogni consultorio un presidio di moralità, costituito dagli esponenti di un movimento che notoriamente vede come il fumo negli occhi l’utilizzo della pillola e del profilattico. I consultori sono un presidio del sistema sanitario statale, e il fatto che al Ministro venga in mente di prevedere all’interno degli stessi la presenza di un’organizzazione paravaticana, mi spinge a chiedergli un immediato dietrofront e a rivolgergli un invito a liberare la poltrona, insomma a dimettersi. Il progetto e le dichiarazioni di Storace, sono l’ennesima ferita inferta alla laicità dello Stato. Le dimissioni, del resto, metterebbero il signor Ministro nelle condizioni di poter raggiungere i militanti del “Movimento per la Vita” in eventuali azioni di volantinaggio da effettuare fuori i consultori e nei pressi di tutti i presidi sanitari in cui si pratica l’Ivg. Nella mattinata di mercoledì 16 novembre, terrò in quel di Potenza una conferenza stampa sulla questione della Ru486 e, in quella sede, non mancherò di sottolineare che la battaglia per la legalizzazione dell’aborto, condotta in primis dai radicali, ha salvato la vita a tantissime donne(le disgraziate che erano costrette a rivolgersi alle mammane, non potendo permettersi le cliniche private dell’aborto clandestino). Che altro aggiungere, se non che mi piacerebbe vivere in un Paese in cui il Ministro della Sanità, anziché concertare con il Vaticano iniziative nel campo dell’educazione sessuale e dell’interruzione volontaria di gravidanza, scegliesse di andare a distribuire profilattici davanti alle scuole. Questo Paese, che ha annoverato tra i suoi Ministri alla Salute un certo Donat Cattin, il quale, se la memoria non mi tradisce, inviò a casa di tutti gli italiani un opuscolo in cui suggeriva ai giovani come sistema per prevenire l’Aids la castità e l’astinenza, è lo stesso Paese che ha fatto davvero in fretta a liberarsi di Umberto Veronesi.
Ripeto, mercoledì parlerò di questo: di Ru486 e di informazione sessuale e contraccettiva; di legalizzazione contro proibizionismo; di Stato laico contro Stato Etico; di un Ministro che osa definire “barbari” coloro che, più e meglio di altri, hanno saputo e voluto interpretare un ruolo politico fatto di autentica lotta e non di mere posizioni, contro ogni deriva proibizionista e illiberale. Parlerò di coloro che non avvertono quanto sia pericoloso e devastante confondere Chiesa e Stato, leggi e religione. Ancora una volta voglio affermare che il pane e il vino della laicità sono un prezioso alimento, che garantisce la salute dello Stato e le libertà dei suoi cittadini. Senza timore di apparire eccessivo, torno a dire: Storace dimettiti!!!