“Le misure per ridurre i rischi e i danni sono note, occorre sia parlarne laicamente che finanziarle adeguatamente” commenta Marco Perduca
Il 31 agosto si celebra la Giornata Internazionale di Sensibilizzazione sulle Overdose (IOAD), che quest’anno ha come tema “25 anni dopo. È ancora necessario attivarsi”. Una giornata che richiama alla necessità di intervenire concretamente per prevenire le overdose e ridurre il numero di decessi evitabili.
Secondo i dati aggiornati al 2025 contenuti nell’ultima Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze, sono stati registrati 249 decessi per overdose, in aumento del 7,8% rispetto al 2024. L’86% delle vittime è di sesso maschile e il 64% ha un’età compresa tra i 35 e i 54 anni, con un’età media di 43 anni. Per la prima volta, inoltre, la cocaina/crack supera l’eroina come sostanza principalmente coinvolta nei decessi: 33% contro 30%.
I dati sono in calo rispetto a dieci anni fa, ma confermano la necessità di intervenire in maniera strutturale in tutta Italia. I tassi di mortalità più elevati si registrano tra le persone con più di 25 anni, con il picco massimo tra i 40enni. La maggior parte dei decessi si concentra al Nord, con il 41,56%, seguito dal Centro con il 33,77% e dal Sud, isole comprese, con il 24,68%.
A preoccupare è anche la crescente rilevanza del policonsumo, cioè l’utilizzo concomitante di sostanze legali e illegali. Nel 2025, il crack è risultato la sostanza più frequentemente coinvolta nelle intossicazioni acute letali, associata al 33% dei casi, superando l’eroina, al 30%. Non sempre è agevole individuare la reale causa del decesso.
Tra gli strumenti di prevenzione più efficaci e salvavita c’è il Naloxone, il farmaco utilizzato per contrastare e invertire gli effetti acuti di un’overdose da narcotici e oppioidi. È efficace, ma deve essere disponibile nelle zone a rischio e utilizzato immediatamente da personale competente. La presenza di operatori e strumenti necessari agli interventi di emergenza non è tuttavia garantita in modo uniforme su tutto il territorio nazionale. Di questo non si parla, anzi, quando si viene a conoscenza di qualche esempio virtuoso lo si stigmatizza come a “droga di stato”.
Esistono inoltre altre possibilità di prevenzione e trattamento dell’uso problematico di sostanze psicoattive: dalla ricerca sull’impiego dell’LSD in relazione all’alcolismo, condotta nel Regno Unito da quasi vent’anni, alle sperimentazioni con estratti della pianta dell’ibogaina nel trattamento delle dipendenze da oppiacei.
A queste possibilità si aggiungono le misure tradizionali di riduzione del danno: informazioni per un uso consapevole delle sostanze, scambio di siringhe monouso, sale per il consumo protetto e sicuro di sostanze psicoattive proibite e prescrizione medica nell’ambito di programmi a scalare o di mantenimento concordati tra medici e persone che usano le sostanze attivi da 35 anni in Svizzera.
“Niente di tutto questo è finanziato adeguatamente dal Governo né se ne trova traccia nella relazione che il Dipartimento per le Politiche Antidroga ha presentato al Parlamento nel giugno 2026 – dichiara Marco Perduca dell’Associazione Luca Coscioni, già Senatore e Presidente del Comitato promotore del Referendum Cannabis –. La mancanza di risposte basate sulle esperienze delle persone che usano le sostanze e le evidenze scientifiche frutto di decine di studi, fa sì che le overdose continuano a colpire anche in Italia. Le misure per ridurre i rischi e i danni sono note, occorre parlarne laicamente e finanziarle, imparando dalle esperienze del passato, dalle ricerche e trattando le persone con cura e rispetto”.
L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.