Dichiarazione di Filomena Gallo, Presidente dell’Associazione Amica Cicogna ONLUS e Vice Segretario Associazione Coscioni.
Emerge dalla relazione al Parlamento sulla legge 40/04, che i dati sono sovrapponibili alla precedente relazione del 2007, quindi ancora con un perdita di nati cospicua rispetto al 2003 (lo scorso anno la perdita era di 1041 rispetto all’anno 2003).
Inoltre, si evince che aumentano le gravidanze a rischio poiché vi è un incremento del 18% di gravidanze gemellari e del 3,3 % di gravidanze trigemine.
Mentre nel resto del mondo aumentano i successi delle tecniche per la fecondazione, con minor rischi per donna e nascituro, in Italia al contrario ci sono meno nati e sempre maggiori rischi, che continuano ancora a procurare danni alla salute della donna e del nascituro. Mancano naturalmente i dati relativi alle coppie che orami sempre di più devono rivolgersi all’estero per avere un figlio.
Apprendiamo questi dati dalle agenzie in quanto la relazione ancora non è resa pubblica, tuttavia alcuni Parlamentari stranamente effettuano commenti pubblici con dati alla mano.
Intanto le dichiarazioni del sottosegretario al welfare Eugenia Roccella evidenziano l’età delle donne che cercano di avere un figlio. Alla Roccella dico: non è una colpa volere un figlio dopo i 35 anni, come se il dovere di fare un figlio non si sia trasformato in un diritto.
In Italia le donne entrano sempre più tardi nel mondo del lavoro, guadagnano di meno, e lavorano in condizioni pessime. Inoltre, più lavoro equivale a minore qualità di vita per la donna che deve dividersi tra famiglia e lavoro per assenza di servizi, aiuti alle famiglie sul modello francese o tedesco, congedi parentali reali per entrambi i genitori come già avviene nel resto dei paesi dell’UE, interventi che però sembrano non realizzabili nel nostro Paese.
In Italia le donne sono incaricate di colmare il vuoto del welfare.
Mi auguro che Eugenia Roccella voglia occuparsi di più di idonee politiche per il welfare e occuparsi di meno di difendere una legge indifendibile come la legge sulla fecondazione assistita che sotto gli occhi di tutti produce solo danni.
Il Parlamento ha il dovere di modificare una legge contro la salute delle donne, che produce meno nati, poiché la democrazia piena si realizza solo con il rispetto dei diritti e delle libertà.