Fecondazione: Cappato: “La regola della Cortè è l’illegalità”

Marco Cappato, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni, Parlamentare europeo
Attendiamo naturalmente con grande interesse le motivazioni che hanno portato a non accogliere il ricorso presentato da una coppia di portatori sani di malattie genetiche, i quali hanno la colpa di voler evitare un “aborto terapeutico” attraverso una diagnosi pre-impianto. Ci auguriamo che si possa trattare di ragioni procedurali, che non pregiudichino l’esito di futuri ricorsi davanti a conseguenze tanto aberranti sul piano del rispetto della dignità umana e integrità fisica della persona.

Purtroppo, questa eventualità non riguarderà comunque i ricorrenti del caso esaminato.

Quanto alla politicità delle sentenze della Corte Anti-Costituzionale, non è necessario aspettare le motivazioni per ricordare una pluridecennale attività eversiva antireferendaria della Consulta. Basti ricordare – soltanto in materia di fecondazione assistita e legge 40 – come la Corte abbia impedito agli italiani di esprimersi sul quesito di abrogazione complessiva della legge, l’unico che avrebbe consentito una scelta chiara e non tecnicistica contro la marea montante clericale. Gli “ambienti della Consulta” (così definiti dalle agenzie stampa) lo sanno bene.