Eutanasia/Cappato : “Il Parlamento deve decidere. Il programma dell’Unione non può essere alibi”.

Dichiarazione di Marco Cappato, Membro della Segreteria nazionale della Rosa nel Pugno, Segretario dell’Associazione Coscioni

Oggi è il primo giorno di mobilitazione dell’associazione Coscioni in decine di città italiane per la raccolta firme sulla petizione, rivolta al Parlamento italiano, affinché sia realizzata un’indagine sull’eutanasia clandestina e vengano messe all’ordine del giorno le proposte di legge già depositate.

Liberissimo il Presidente del Consiglio Prodi di ostentare la propria sensibilità ai dettami del potere Vaticano. Fortunatamente, il mondo cattolico non è monolitico sulle posizioni proibizioniste, nemmeno in materia delle scelte di fine vita, come dimostrano Carlo Maria Martini, Don Verzé o anche, in Francia, l’ex-Direttore della rivista Concilium, Jacques Pohier, che è stato Presidente dell’Associazione per il diritto all’eutanasia.

Quello che non consentiremo di fare, né a Prodi né a nessuno, è di utilizzare il programma dell’Unione (programma dal quale la Rosa nel Pugno fu estromessa) come alibi per eludere il confronto parlamentare sui temi delle libertà individuali: eutanasia, ricerca sulle staminali, droga, pacs, aborto,….

In particolare, Il fatto che il tema dell’eutanasia non sia nel programma dell’Unione, non significa che ci si possa permettere di ignorare la grande questione sociale dell’eutanasia clandestina e del rispetto delle scelte di fine vita. L’appello del nostro Co-Presidente Welby e l’attenta risposta del Presidente Napolitano, hanno trovato un’opinione pubblica pronta a confrontarsi e a scegliere. Ora tocca al Parlamento.