Bisogna smetterla di non ascoltare le scelte consapevoli, di molti, di morire con dignità in rispetto proprio del significato e del senso della vita, contrari alla medicalizzazione della morte.
Le affermazioni del Ministro della Salute Livia Turco, favorevole all’introduzione del testamento biologico, sono finalmente il primo passo per sollevare un dibattito politico su di un tema, quello della morte, e delle dichiarazioni anticipate di volontà, tenuto per moltissimo tempo a margine del dibattito pubblico, relegato ad affermazioni prive di argomentazioni se non quelle legate alla sola morale della sacralità della vita, come nelle dichiarazioni sia dell’UDEUR, che appoggia la CEI, che dell’esponente di An, l’onorevole Riccardo Pedrizzi, contrario all’introduzione del testamento biologico.
Lo dico con la coscienza di chi per esperienza personale, non si è mai abituata all’idea della morte, pur vedendone quotidianamente segnali forti e riconoscibili di essa, ma ascoltando fino alla fine la volontà di chi aveva coscienza di viverla, rispettando prima e comprendendo poi, la decisione di non posticipare la morte.