Decisione del Consiglio generale in merito alle Raccomandazioni presentate al XVIII Congresso

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Dal Congresso del 2020 non è più previsto presentare mozioni particolari in sede di Congresso/Assemblea dei soci dell’Associazione Luca Coscioni. La decisione teneva di conto del fatto che la natura ibrida della riunione creava complicazioni tecniche relative alle raccolta firme e al necessario dibattito successivo ma faceva anche tesoro del fatto che negli ultimi anni le mozioni particolari erano degli emendamenti alla mozione generale presentati con altra modalità. 

Avendo confermato la possibilità di modificare la mozione si era delegato alle cosiddette “raccomandazioni” la possibilità di articolare alcune raccomandazioni agli organi dell’Associazione relativamente a temi su cui si ritiene l’organizzazione possa fare o fare di più rispetto a quanto in atto.

Le quattro raccomandazioni presentate durante il XVIII Congresso dell’Associazione del 8-10 ottobre scorso sono da assimilarsi, in quanto a forma e impegni, più a emendamenti alla mozione generale o a mozioni particolari che intendono ampliare gli obiettivi su cui il Congresso/Assemblea generale degli iscritti piuttosto che soffermarsi su un tema non centrale all’azione dell’organizzazione ma ritenuto “necessario e urgente” come impegno.

Raccomandazione “Democrazia Diretta” di Desideria Mini

La prima Raccomandazione ”Democrazia diretta” di Desideria Mini è da considerarsi un emendamento al documento di lavoro discusso in esordio del Congresso volto a introdurre modifiche non solo mai discusse in sede di congresso ma che, in alcuni casi, dovrebbero anche prevedere delle modifiche costituzionali. Si ritiene quindi che la raccomandazione sia irricevibile in quanto tale e, comunque, si propone che non vada accettata.

1) l’introduzione del referendum propositivo e quindi anche la piena legittimità dei referendum manipolativi;

2) l’abolizione del quorum;

3) l’introduzione e l’obbligatorietà del referendum popolare per la ratifica dei trattati internazionali non passibili di denuncia o di recesso;

4) l’introduzione della possibilità per cittadini e Regioni di invocare referendum per recedere o denunciare trattati internazionali passibili di recesso o denuncia;

5) l’introduzione della possibilità per cittadini e Regioni di invocare referendum per dare mandato al Governo e al Presidente della Repubblica di ridiscutere, con gli altri contraenti, i trattati internazionali già ratificati non passibili di denuncia o recesso;

6) l’introduzione del “referendum costituzionale approvativo” per dare ai cittadini e alle Regioni la possibilità di richiedere e ottenere un cambiamento (modifica, abrogazione o integrazione) dei contenuti presenti nella Costituzione o in una legge Costituzionale. 

Raccomandazione “Biomedicina” di Desideria Mini

Anche questo documento è da considerarsi più un emendamento integrativo, non necessariamente complementare, della mozione generale, recupera alcune proposte e azioni già in atto, o messe in atto, in passato “raccomandando” di agire politicamente verso gruppi politici al Parlamento europeo per farsi portatrice di una proposta di uno specifico Partito europeo. Si tratta di un elenco di auspici che non contengono raccomandazioni concrete per come perseguire la lunga lista di obiettivi. Si ritiene quindi che la raccomandazione sia irricevibile in quanto tale e, comunque, si propone che non vada accettata.

1) rendere consapevoli anche i partiti europei diversi dall’ALDE, i partiti italiani e i relativi parlamentari delle ragioni della Scienza;

2) far emergere anche la voce dei pazienti e dei malati favorevoli alle ricerche scientifiche e pratiche mediche suddette, facendola pervenire a partiti e parlamentari europei e italiani;

3) individuare e mettere in atto opportune iniziative per: a) sbloccare in Italia sia la ricerca su zigoti ed embrioni umani, genome editing in vitro compreso, che le tecniche utili e necessarie per svolgerla o con potenziali future utilità cliniche quali, ad esempio, la crioconservazione, il trasferimento di nucleo e la scissione precoce dell’embrione, come peraltro previsto da una bozza referendaria già elaborata dall’Associazione Luca Coscioni; b) sbloccare nell’Unione Europea i finanziamenti per la ricerca di base sulla modifica della linea germinale umana e la ricerca sulla clonazione umana per fini biomedici, fermo restando il divieto di produrre cloni di persone 2 \ 3 vive o morte; c) consentire in Italia e nell’Unione Europea le tecniche di sostituzione mitocondriale in clinica per fini preventivi, intervenendo sui potenziali divieti italiani ed europei; d) in Italia estendere l’accesso alla procreazione medicalmente assistita e permettere la selezione degli embrioni anche agli scopi di evitare la trasmissione delle malattie ereditarie e di determinare la compatibilità immunitaria del nascituro con un fratello o sorella minorenne malato; e) inserire nei LEA le tecniche di analisi genetica preimpianto;

4) ottenere tutto ciò fermi restando: la condanna della selezione delle persone, il diritto di chi è malato o disabile di veder rispettati i suoi diritti in quanto persona, la tutela della salute fisica e psichica della donna e il diritto della stessa di poter interrompere la gravidanza.

Raccomandazione di Andrea Andreoli e Federico Binda

Questo è l’unico documento presentato nella forma come raccomandazione ma avanza proposte del tutto estranee alle linee di azioni per il prossimo anno previste dalla mozione generale introducendo un duplice impegno di redazione di un testo normativo su un tema ultroneo rispetto al mandato dell’Associazione e delle conseguenti azioni volte all’adozione dello stesso. La raccomandazione è quindi ricevibile ma si propone di non adottarla perché andrebbe a sovraccaricare la dirigenza di un nuovo tema di grande complessità tecnica e di inesplorate dinamiche politico-parlamentari che richiederebbe significative risorse umane e competenze al momento non esistenti e che comunque non dovrebbero esser distratte dalle azioni necessarie per le campagne referendarie e tutto quanto previsto in mozione. Si propone che non vada accettata.

redigere una bozza di atto normativo volta ad imporre – alle piattaforme di erogazione dei citati servizi digitali – la disattivazione di ogni meccanismo automatico di selezione, promozione o rimozione, così da garantire una informazione completa e imparziale; – sostenere l’approvazione di tale atto laddove opportuno: Governo, Parlamento e Istituzioni Europee, così da ottenere l’entrata in vigore entro l’inizio della campagna elettorale.

➡ Raccomandazione “Diritto alla conoscenza” di Sergio Keller

Questo documento si prefigura più come emendamento alla mozione generale che come raccomandazione e propone di aggiungere tra i vari obiettivi un punto generale, quello del diritto alla conoscenza, come base teorica per promuovere iniziative future.

Oltre a ricordare che non è compito dell’Associazione portare avanti studi ma, eventualmente, far tesoro di documenti esistenti, o prodotti da suoi affiliati o simpatizzanti, per perseguire gli obiettivi fissati dal Congresso/Assemblea generale, si ricorda che esiste un crescente interesse teorico-politico al cosiddetto diritto alla conoscenza, in parte già contenuto nel diritto alla scienza, specie in seno all’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa. Una risoluzione adottata nel luglio del 2021, Relatore Roberto Rampi, in parte risponde ad alcuni dei punti sollevati nella “raccomandazione”.

Fermo restando l’impegno per la protezione e promozione del diritto alla scienza ribadito nella mozione del XVII che implica anche iniziative relative al diritto alla conoscenza, si ritiene che uno studio approfondito del documento del CoE possa suscitare ulteriori riflessioni di merito e metodo. Si propone di non accettare la raccomandazione.

studiare e approfondire la questione del diritto alla conoscenza, producendo un lavoro scritto, che possa fungere da base teorica per future iniziative politiche.

 ➡ Considerazioni finali

Tutti e quattro i documenti sollevano questioni complesse su cui l’Associazione è mobilitata o su cui si potrebbero prevedere azioni specifiche, si potrebbe quindi rovesciare la raccomandazione chiedendo ai firmatari di prendere del tempo per affinare le proprie proposte redigendole in forma di progetti perseguibili magari sotto la loro guida o coordinamento.