
Dichiarazione di Carlo Troilo: con il sondaggio sui medici olandesi si infrange il tabù della eutanasia per i malati di Alzheimer.
Il sondaggio sull’apertura dei medici olandesi rispetto alla eutanasia ed al suicidio assistito contiene una notizia molto importante: circa un medico olandese su 3 prenderebbe in considerazione una richiesta di suicidio assistito da persone con demenza a uno stadio iniziale, con malattie mentali o ”stanche di vivere” per una grave patologia.
Considero molto importante la notizia perché per la prima volta c’è una conferma “ufficiale” ad una tesi che ho sostenuto nel mio libro “Liberi di morire”, pubblicato nel marzo del 2012. In un capitolo intitolato “Il flagello dell’Alzheimer” sostenevo che nel testamento biologico (quando in Italia sarà legale) si dovrà poter indicare, ora per allora, anche la volontà di ottenere l’eutanasia in caso di Alzheimer. Una proposta che molti amici, anche radicali, definirono “una fuga in avanti”. Il punto è che senza “fughe in avanti” si rimane sempre fermi. E che l’Alzheimer (quasi un milione di casi in Italia) è una condizione senza dubbio peggiore rispetto, ad esempio, ad un cancro in fase terminale, per due ragioni: perché non è prevedibile “la durata” del malato (che spesso si prolunga per molti anni) e quindi la durata delle sofferenze dei suoi congiunti; perché l’Alzheimer toglie al malato ogni sembianza di quella “dignità” che la Costituzione (e, aggiungerei, l’umana pietà) vuole assicurare a tutti i malati.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.