Città della Scienza: la criminalità non può tollerare la democrazia e la conoscenza

napoli__brucia_citt___della_scienza_1203.jpg
Luigi Montevecchi

Dodicimila metri quadrati di capannoni consacrati alla divulgazione scientifica bruciano in una notte: il rogo di Bagnoli manda in fumo quello che l’Unione Europea, nel 2005, aveva definito il miglior museo scientifico del continente, e che l’Eurispes poneva tra le 100 eccellenze italiane, con una media eccezionale per il nostro paese, di 350.000 visitatori all’anno! Così, la sera di lunedì 4 Marzo 2013 veniva distrutta la Città della Scienza, di fronte al mare, nell’area dell’ex Italsider!  Scrive La Repubblica dopo due giorni sul sito regionale: “Città della Scienza, commando venuto dal mare. E’ rogo di camorra, la pista degli appalti”! E Fabio Marcelli, su “Il Fatto-Cronaca”, il 13 Marzo afferma: “…Si è trattato con ogni evidenza di un atto politico.

[DI QUESTO E ALTRO NE PARLEREMO AL TERZO INCONTRO DEL CONGRESSO MONDIALE PER LA LIBERTA’ DI RICERCA SCIENTIFICA]

Chiunque siano stati gli esecutori materiali non è certo casuale che tale atto sia avvenuto in un territorio dove la malavita organizzata svolge da tempo un ruolo importante… …Ecco ora scendere in campo anche gli incendiari della camorra, per distruggere ogni possibile alternativa a questo modello di sottosviluppo e condannare tutto il nostro Paese, e in particolare i giovani, a un futuro di ignoranza, ignavia e ignominia…”! Si può non condividere l’impostazione “complottistica” che etichetta come atto politico quello legato alla scelta del momento dell’attentato, come si afferma nell’articolo citato (spesso la “dietrologia” impedisce di comprendere pienamente i fenomeni e le loro conseguenze…), ma è indubbia la gravità delle ripercussioni sul tessuto sociale, culturale ed economico indotte da quell’atto criminale!  

Il metodo scientifico nasce, tradizionalmente, con Galileo Galilei: con lui il tentativo di conoscere le differenti realtà assume una organicità propria, caratterizzata dallo studio sistematico, controllato, empirico e critico delle ipotesi sulle relazioni intercorrenti tra i vari fenomeni, contrapponendosi a secoli di superstizioni, pseudoscienze e tradizioni culturali che pretendevano di imporre una verità “esterna” ai fenomeni, non verificabile, né ripetibile! Il problema della demarcazione, concetto proprio della filosofia della scienza, si propone – senza peraltro riuscirvi finora –  di definire i limiti della scienza, e di tracciare i confini tra ciò che scienza è, e ciò che scienza non è. Tale obiettivo è di importanza pratica enorme, e non solo teorica: si pensi solo quanto possano influire le decisioni del magistrato in ambito giudiziario, e determinare la liceità di un determinato comportamento! La diffusione della scienza (e del metodo scientifico in particolare) è una operazione culturale che non può e non deve essere rivolta solo agli addetti ai lavori: l’applicazione del metodo consente il controllo dei cittadini anche su scelte che la politica può e deve attuare, anche se in contrasto con le evidenze scientifiche: ciò che cambia sostanzialmente è l’assunzione di responsabilità di chi sceglie di operare in contrasto con tali evidenze. Ma perché il metodo scientifico si diffonda occorrono investimenti ed intelletti, come quello di Vittorio Silvestrini, fondatore ed animatore della “Città della Scienza”, ormai ridotta in cenere!

Cultura e metodo scientifico consentono partecipazione e controllo da parte dei cittadini, ed una facilitazione organizzativa del tessuto sociale capace di interpretare i fenomeni, anche quelli politici o criminali; distruggere le opportunità di conoscenza ed impedire l’accesso alla formazione dei giovani può anche celare il tentativo di un ritorno al Medioevo della superstizione e dell’alchimia, e dunque fertile terreno per consentire l’azione incontrollata di organizzazioni (politiche e criminali) che non possono tollerare la crescita democratica e la scienza. 

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.