“Caso San Carlo”: Replica di Maurizio Bolognetti al Presidente del Movimento per la vita.

Tgr Basilicata

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Più informazione sessuale e contraccettiva, più consultori… sì alla Ru486

Dichiarazione di Maurizio Bolognetti, segretario Radicali Lucani, consigliere Associazione Coscioni e Coordinatore regionale RNP

Vorrei dire al Dr. Ricciuti(Movimento per la vita), che il sottoscritto non ha dissotterrato nessuna “ascia di guerra”,piuttosto ad andare quotidianamente in guerra, o meglio alle crociate, è proprio Don Marcello.

Il sottoscritto non difende l’aborto, ma il diritto delle donne a poter decidere liberamente il momento della maternità. Visto che il Dr. Ricciuti ha tanto a cuore una ulteriore diminuzione degli aborti, lo invitiamo ad impegnarsi sul fronte dell’informazione sessuale e contraccettiva, e questo non prima di avergli chiarito che non c’è solo l’astinenza sessuale tra i metodi contraccettivi e che, di solito, gli uomini e le donne di questo Paese fanno l’amore anche quando non devono procreare.

Noi altri, laici e laicisti, libertari ed antiproibizionisti, abbiamo liberato questo Paese dalla piaga dell’aborto clandestino e di massa dei “cucchiai d’oro” (a Potenza e dintorni ce n’è ancora qualcuno) e delle mammane. Con la legalizzazione, gli aborti sono enormemente diminuiti, e ancor più diminuirebbero se non ci fossero i tabù veicolati dai vari Cav, e se in questo Paese, a partire dalle scuole, si facesse più informazione sessuale e contraccettiva.

Don Marcello sa benissimo che la Convenzione con il Cav viola quel minimo di decenza che una struttura pubblica dovrebbe avere. Non è a-c-c-e-t-t-a-b-i-l-e che i militanti del Cav siano autorizzati “nei giorni previsti per la prenotazione e l’espletamento dell’iter per l’intervento di Ivg” ad essere presenti all’interno del Nosocomio potentino.
Strano che il Dr. Ricciuti, che è uomo attento al rispetto della privacy, non ravvisi in questo una violazione ed una violenza, inconsapevolmente venata di sadismo, che si accompagna alla perfezione con la Convezione, dal sapore necrofilo, stipulata con “Difendiamo la vita con Maria”.
A noi sembra che il San Carlo non abbia stipulato una Convezione, ma che piuttosto operi una sponsorizzazione, per la quale il Cav dovrebbe pagare fior di quattrini.
Ricciuti, La-penna, Sant-Arsiero e compagnia cantando(Ora pro nobis), chissà perché non parlano mai di quel articolo 15 che recita: “Le regioni, d’intesa con le università e con gli enti ospedalieri, promuovono l’aggiornamento del personale sanitario ed esercente le arti ausiliarie sui problemi della procreazione cosciente e responsabile, sui metodi anticoncezionali, sul decorso della gravidanza, sul parto e sull’uso delle tecniche più moderne, più rispettose dell’integrità fisica e psichica della donna e meno rischiose per l’interruzione della gravidanza…Al fine di garantire quanto disposto dagli articoli 2 e 5, le regioni redigono un programma annuale d’aggiornamento e di informazione sulla legislazione statale e regionale, e sui servizi sociali, sanitari e assistenziali esistenti nel territorio regionale.”
Questo, evidentemente, implicherebbe la possibilità di utilizzare la pillola abortiva e nessun ostracismo nei confronti della cosiddetta pillola del giorno dopo; ma da questo orecchio, lor signori, non sentono…non vogliono sentire.
Ma dove sta scritto che, in base agli articoli 1 e 2 della 194, bisogna appaltare ad una associazione cattolica, che lavora per l’abrogazione della 194, che ritiene l’aborto un crimine contro l’umanità e l’utilizzo degli anticoncezionali un peccato, la verifica delle possibilità di scongiurare l’IVG? Per questo ci sono, e dovrebbero esserci, i servizi pubblici.
Ripeto: l’attività del Cav è legittima, ma che sia svolta fuori dal San Carlo.
L’art. 2 recita: “I consultori sulla base di appositi regolamenti o convenzioni possono avvalersi, per i fini previsti dalla legge, della collaborazione volontaria di idonee formazioni sociali di base e di associazioni del volontariato, che possono anche aiutare la maternità difficile dopo la nascita.”
Dunque, possono non devono, ed inoltre il Cav è, in maniera evidente, inidoneo!!!
Si facciano funzionare i consultori, che invece dal 1994 ad oggi sono stati ridotti di numero, magari per far spazio ai vari Ricciuti d’Italia, che al posto della pillola prescrivono manganello ed aspersorio.
Art. 1: “Lo Stato, le regioni e gli enti locali, nell’ambito delle proprie funzioni e competenze, promuovono e sviluppano i servizi socio-sanitari, nonché altre iniziative necessarie per evitare che lo aborto sia usato ai fini della limitazione delle nascite.”
Ecco, sulla base dell’articolo 1, noi altri potremmo chiedere all’Ospedale San Carlo di stipulare una Convenzione per poter fare informazione sessuale e contraccettiva all’interno della struttura ospedaliera, e magari poter spiegare a Ricciuti come si usa un profilattico.
Sappiamo quanto Don Marcello abbia a cuore ogni singolo spermatozoo, noi, invece, abbiamo a cuore la vita e la qualità della vita delle persone in carne ed ossa, la salute delle donne e la libertà del medico di poter agire in scienza e coscienza.
Al profeta Ricciuti dico anche che avrei piacere di poter incrociare non l’ascia, ma il fioretto in un incontro-dibattito. Come detto altre volte, scelga lui l’ora e il luogo: magari potrebbe essere all’alba, presso l’auditorium dell’Ospedale San Carlo di Potenza, teatro di interessanti manifestazioni, che hanno avuto quale protagonista e mattatore proprio l’illustre Don Marcello.
Infine, ma non ultimo, voglio ricordare la proposta avanzata dalla Rosa nel Pugno, volta a garantire in tutti gli ospedali italiani almeno il 50% di medici non obiettori.

Da Nuova Basilicata, 13 Gennaio 2007

Di Lucia Barbanera, Presidente “Centro di aiuto alla vita”
Marcello Ricciuti, Presidente “Per il Movimento per la vita”

Ora i Radicali Lucani hanno disseppellito l’ascia di guerra e tornano a difendere l’aborto attaccando il Centro di aiuto alla vita, un’associazione di volontariato che offre aiuto e sostegno alle mamme in difficoltà a causa di una gravidanza, anche grazie ad una convenzione con l’Ospedale san Carlo.
La Convenzione in atto da un decennio tra il Centro di aiuto alla vita “Gianna Beretta Molla” di Potenza e l’Azienda Ospedaliera S. Carlo del capoluogo lucano, simile a tante altre in atto in diverse città e ospedali italiani, ha permesso attraverso l’incontro volontario, discreto e sempre rispettoso della persona in difficoltà e delle sue scelte, di aiutare molte donne e molte coppie che avrebbero abortito per cause non sempre ineluttabili ed ha consentito ad oltre un centinaio di bambini di nascere, grazie al superamento delle difficoltà che presentava la loro gestazione.
Tutto ciò non, come erroneamente affermato dal radicale Bolognetti, contro la legge 194/78, la legge che regolamenta l’aborto, ma secondo le indicazioni della stessa legge…
Quindi la collaborazione tra strutture pubbliche e volontariato, cioè la società civile, è non solo prevista, ma auspicata, se l’obiettivo è la tutela della persona umana, il tentativo di evitare scelte dolorose e irreversibili, come quella dell’aborto, che nuocciono senz’altro al bambino, che non potrà nascere, ma anche alla donna, atteso che studi ormai conosciuti e confermati dimostrano le possibili conseguenze negative di un’esperienza abortiva sul vissuto della donna stessa, tanto da parlare di “sindrome post-abortiva”. Perciò lungi dall’impedire con “indecente e violenta pressione sulle donne”, come affermato da Bolognetti, il ricorso all’aborto, l’opera dei volontari del Cav, è quella di offrire, con discrezione, a chi lo voglia, un aiuto e un sostegno, anche economico…
Qunato poi alla trasformazione dell’Ospedale di Potenza in una succursale dello Stato pontificio, a parte l’originalità dell’accostamento, che fa sorridere, è bene ricordare che i Cav, così come l Movimento per la vita, in Italia, sono associazioni laiche, che difendono valori laici, anche se condivisi da molte religioni, in particolare il valore della vita umana, dal concepimento alla morte naturale e non teoricamente…
Pertanto riteniamo che l’attacco dei Radicali alla Convenzione….sia come al solito strumentale e, di conseguenza, chiediamo al Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera San Carlo, Dr. Michele Cannizzaro, di rinnovare la detta Convenzione, alla luce della sua congruità con la legge 194…

Servizio Tg3 Basilicata sul “Caso San Carlo”

Dichiarazione di Maria Antonietta Ciminelli, Direzione Radicali Lucani

Mentre, come previsto e prevedibile, dopo la manifestazione, Sit-in, Comizio, Conferenza stampa sul “Caso S. Carlo”, tenuta ieri dal segretario di Radicali Lucani e Consigliere dell’Associazione Coscioni, Maurizio Bolognetti, si è scatenato “l’apparato” con corollario di autorevoli interventi, ad iniziare da quello del Sindaco di Potenza Sant-Arsiero(Margherita), segnaliamo che sul Blog dell’Associazione Radicali Lucani è disponibile il video del servizio trasmesso alle ore 19.30 dal Tg3 Basilicata e curato dal caporedattore della sede Rai lucana Renato Cantore.

A breve le dovute e doverose repliche al sindaco Sant-Arsiero, e non solo.