Bimba abbandonata in Ucraina, Maria Sole e suo marito si offrono per l’adozione

Affetta da sindrome di Rokitansky e nata senza utero, Maria Sole Giardini aveva lanciato un appello per cercare una gestante

Filomena Gallo dichiara: “Il fenomeno è esistente, ma i soliti speculatori nascondono la necessità di una legge sul tema”

“Tutti conoscono l’appello diffuso con mio marito per trovare una donna che ci aiuti a coronare il nostro sogno di avere un figlio in Italia” ha dichiarato Maria Sole Giardini, consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni e affetta dalla sindrome di Rokitansky, che nel 2016 tramite l’Associazione aveva lanciato un appello per cercare un’altra donna che, tramite la tecnica di gravidanza solidale, potesse portare avanti la gravidanza al suo posto. A causa della sua malattia infatti Maria Sole, pur essendo fertile, non può portare avanti una gravidanza perché non ha l’utero.

“Pochi sanno che contemporaneamente abbiamo iniziato l’iter per l’adozione nazionale. Lungaggini burocratiche e assenza di bambini in stato di abbandono ci obbligano a un’attesa senza certezze. Non si tratta di come un bambino nasce ma dell’amore che si è disposti a dargli. È per questo che io e mio marito Sergio siamo disponibili ad accogliere la bambina nata in Ucraina“.

“Sconvolge certamente tutti la storia della bimba ucraina abbandonata dai genitori, ma al contrario della direzione in cui sta andando il dibattito, il problema non riguarda la tecnica in questione – dichiara Filomena Gallo segretario dell’Associazione Luca Coscioni che dal 2016 insieme ad altre associazioni, con giuristi ed esperti, ha lavorato a una bozza di proposta di legge sulla cosiddetta gravidanza “solidale”, portata avanti cioè senza alcun compenso, con l’obiettivo di mettere al centro la tutela dei nati, della gestante per altri e dei genitori intenzionali, ovvero coloro che hanno fatto ricorso alla GPA.

“Puntuali sono arrivate le dichiarazioni dei soliti speculatori sul tema, con cui siamo d’accordo che occorra arginare ogni forma di abuso e illegalità, scongiurando discriminazioni e violazione dei diritti fondamentali. Ed è proprio per questo che occorre regolamentare la realizzazione della tecnica di fecondazione assistita con gravidanza per altri. L’obiettivo è quello di evitare situazioni di incertezza normativa e fornire piena tutela ai diritti di tutti i soggetti coinvolti e, in particolar modo, ai minori nati all’esito di tale percorso, anche all’estero, a seguito dell’applicazione della legge straniera.

“La scienza”, conclude Gallo, “ha consentito a persone impossibilitate ad avere una gravidanza, di poter accedere a questa tecnica. Solo una legge evita scenari si incertezza, che i proibizionisti invece di ostacolare continuano a fomentare”.