Bella Addormentata, Welby (Ass. Coscioni): politici e stampa abbiano il coraggio di sapere‏

Dichiarazione di Mina Welby, co-presidente dell’Associazione Luca Coscioni

Anche la Cei dà il nihil obstat alla proiezione de "La Bella Addormentata" di Marco Bellocchio e raccomanda che il film “puo’ essere utilizzato in programmazione ordinaria”.
In vista della stagione autunnale è dunque la Cei ad organizzare il palinsesto. E questo perché? Per due motivi: il primo è che i dibattiti su temi come il fine vita sono diventati una rarità sulla nostra stampa e in tv, a meno che non si è obbligati a prendere atto di qualcosa di eccezionale. Il secondo è che permettiamo ancora a chi non deve di interferire e di regolamentare indirettamente un dibattito che dovrebbe essere nell’agenda politica e mediatica sempre.
La complessità e problematicità del film riportano alle complessità e le problematiche della vita di tutti. Sono quelle che devono essere causa e tema di dibattito vero e basato sulle realtà dei diritti più intimi delle persone, senza paura di guardare negli occhi alle realtà che silenziosamente si svolgono accanto a noi nel frastuono del quotidiano.
Non possiamo aspettare i Bellocchio di turno per tornare a parlare di eventi così drammatici come il porre fine ad una esistenza in condizioni così particolari.
Io invito il Parlamento a prendere atto dell’esigenza di una indagine parlamentare sull’eutanasia clandestina, e la stampa tutta ad approfondimenti seri.

Noi come Associazione Luca Coscioni ci facciamo carico delle storie delle persone che ci contattano perché non si sentono tutelate dal proprio Stato che le manda a morire all’estero.
Anche il Governo e la stampa dovrebbero farsi carico di queste drammaticità, senza timore di ferire le anime dei porporati. Occorre osare più di Bellocchio, sapere aude, osiamo sapere.